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n. 77 novembre 2017
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Articolo 'Come si diventa bulli'  >>>
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Come si diventa bulli
Conoscere le emergenze sociali per progettare il futuro
di Rollo Tiziana - Inclusione Scolastica
La consapevolezza delle esigenze di natura personale e interpersonale si lega con gli interessi di ordine politico, economico religioso e culturale. In questo modo nasce un impegno, sentito e condiviso, tra le varie istituzioni che si occupano di creare inclusione in classe.
Il bullismo adolescenziale, nel corso della vita, potrebbe sfociare in bullismo nell'età adulta. A tutti gli effetti il bullismo è una forma di abuso che ha origini, profonde e fraterne, all'interno della famiglia. Il soggetto in età evolutiva subisce manifestazioni di aggressività e umiliazione (Sharp, Smith, 1994). I sentimenti di odio e di invidia nelle relazioni tra fratelli e sorelle, nell'ambito dei rapporti familiari, riflettono un comportamento prepotente e di rivalità fin da piccoli.
La psicoanalisi si è interrogata a riguardo esprimendosi attraversi i meccanismi di proiezione e dello spostamento nella comprensione delle relazioni intersoggettive (Laplanche, Pontalis 1967). L'invidia e i sentimenti negativi, nelle rivalità familiari, sono scatenati dai sentimenti buoni che volgono al positivo, quali l'amore e la bontà.
L'amore ha un valore importante perché riconduce alla maniera in cui ognuno di noi è stato amato dai propri genitori. Molto spesso per i genitori è drammaticamente triste dover ammettere di aver trattato diversamente uno dei figli o di aver investito di più e in modo narcisistico, sconvolgendo le dinamiche e le emotività dei figli. Le prepotenze nelle relazioni tra fratelli e sorelle si manifestano con scherzi dispettosi, subdoli e segreti che volgono ad umiliare apertamente il soggetto prescelto. Il prescelto è colui che ha modi gentili, il figlio prediletto da mamma e papà, un soggetto buono, amato in famiglia, che scatena l'ira e l'invidia di quel compagno di classe vittima, a sua volta, di prepotenze e umiliazioni nella propria famiglia.
Così potrebbe nascere un bullo.
Le cronache scolastiche riempiono i quotidiani di denunce su casi di bullismo tra adolescenti in crisi. Le denunce emergono in cifre significative e mettono in evidenza una società affetta da un malessere dei rapporti affettivi. Il bullismo è in crescita perché esprime un disagio, sempre più diffuso, tra coetanei con un deficit del rispetto delle regole sociali. In questo caso va sostenuta la famiglia di origine, prima forma di società con la quale si entra in contatto sin dalla nascita.
La mancanza di rispetto delle regole sociali genera poca tolleranza verso la diversità. Il bullismo è di natura narcisistica e antisociale. I fenomeni, altrettanto pericolosi, che sfociano nel bullismo sono l'esclusione sociale e la competizione di un vivere narcisistico e patologico (Lasch 1979). Si avverte l'esigenza di un intervento di prevenzione in contesto scolastico riguardante anche gli adulti che ignorano episodi e dinamiche del bullismo. Si ha la necessità di osservazioni cliniche e psicologiche per far riconoscere quale profondo disagio e offesa, verso la dignità della persona, vive la vittima e comprendere la condotta comportamentale, volta alla prepotenza, da dove deriva.
Gli adolescenti ripropongono dinamiche di abuso e prevaricazione verso i soggetti più deboli.
La pedagogia si interroga su possibili interventi educativi democratici che partano dalla famiglia, passando per la scuola e in ogni luogo di formazione della persona.
Bisogna puntare l'attenzione sull'istruzione, sui valori, sulla cultura, sui diritti e la dignità della persona per incoraggiare un atteggiamento pro sociale, altruistico, incanalato nella direzione del bene e della qualità delle esperienze emotive (Tommaso Fratini, 2015).


Tiziana Rollo, insegnante di sostegno presso l'Istituto Paritario "Villa Flaminia", Roma
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