Torna nella homepage
 
n.59 gennaio 2106
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Come si promuove l'acquisizion... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Dalla redazione 14 Dalla redazione

Ricerca avanzata >>>
Come si promuove l'acquisizione delle competenze negli allievi?
Le domande-guida che aiutano a progettare una didattica per competenze
di Rosci Manuela - Formazione
La competenza è il risultato della combinazione di diversi fattori (conoscenze, abilità, contesto) ma non esiste in sé, è sempre situata in rapporto ad un problema particolare e all'interno di un contesto specifico di riferimento: <<non esiste competenza che non sia competenza in atto>> (Lucio Guasti).

Nel numero di dicembre abbiamo realizzato un breve excursus sulle tappe che hanno portato la scuola italiana a lavorare per competenze, per far sì che gli alunni concludano il percorso scolastico con un patrimonio adeguato e spendibile di competenze. In questa sede si entrerà nel vivo dell'operatività partendo dalle domande-guida che è possibile porsi per pianificare un percorso didattico che abbia al centro dell'interesse l'alunno e le competenze che dovrà acquisire, nel tempo.
Condividiamo che "Quando si pensa alla formazione delle nuove generazioni la preoccupazione dei sistemi educativi e degli educatori in genere è quella di trasmettere valori universali e strumentalità culturali che possano assicurare la formazione piena della persona." (1) Ma non possiamo più procedere come un tempo, occupandoci prevalentemente delle conoscenze, "è necessario, si ripete da più parti, far crescere il loro "potenziale cognitivo", costituito dall'insieme di procedure, di condotte mentali, di processi cognitivi che consentano di saper conoscere. Per acquisire competenze occorre, inoltre, saper trasferire le conoscenze e le abilità già acquisite in contesti nuovi e situazioni problematiche complesse. Per fare ciò bisogna mettere in atto condotte mentali e processi cognitivi specifici: effettuare percorsi conoscitivi che vadano non solo dal particolare al generale, ma anche dal globale al semplice, esercitare non solo il pensiero logico, ma anche quello divergente e creativo, abituarsi alla costruzione sociale e non solo individuale dell'apprendimento." (ibidem)
Dunque non è possibile disattendere alle nuove esigenze poiché "Questo nuovo bisogno formativo, didattico e cognitivo non può essere ignorato perché la scuola non può educare fuori del tempo e staccata dalla società. Se non si fornisce ai giovani questa nuova capacità si potrebbero registrare forme preoccupanti di emarginazione sociale in quanto pochi fortunati per ragioni familiari e contestuali riusciranno a star bene nel proprio tempo: la scuola non può accogliere e decretare con il suo operato l'esclusione sociale. A fronte di queste caratteristiche della società del futuro, alla funzione storica della scuola di trasmettere conoscenze si aggiunge anche quella di far acquisire competenze." (ibidem)

Gli insegnanti, quindi, non potranno sottrarsi al diverso compito assegnato alla scuola: non più trasmettere solo conoscenze, bensì dedicare attenzione soprattutto alla costruzione delle competenze che rappresentano l'espressione più alta della persona, la quale ha necessità non solo di adattarsi alle richieste dell'ambiente ma di saperlo anche modificare, di diventarne parte costruttiva per incidere positivamente su di esso.
Una possibilità, meglio ancora, una modalità educativo-didattica, che deve essere data a tutti e non solo a pochi.
Si torna, in tale prospettiva, a pensare alla scuola come ad un luogo di pari opportunità per tutti perché "Una società che voglia definirsi "libera" deve dare la reale opportunità a ciascun individuo di maturare ed evolvere la propria personalissima identità ovvero la specifica forma che le vita ha posto in ciascuno che nasce, in quel luogo, in quel tempo, con quei tratti somatici e temperamentali unici e irripetibili. La diversità di genere rappresenta la prima e più immediata delle differenze in quanto dalla capacità di rapportarsi positivamente valorizzando i ruoli distinti propri del mondo maschile e femminile si misura anche la capacità di sviluppo della società stessa." (2)

Una prospettiva di pari opportunità per tutti, dunque, che deve essere garantita, innanzitutto e primariamente, dall'organizzazione progettuale degli insegnanti. Tuttavia, nella scuola attuale, i docenti incontrano molteplici difficoltà in tale operazione procedurale, a causa della rigidità delle procedure sistemiche stesse, per questo, il contribuito qui proposto vuole costituirsi come strumento-guida tale da condurre gli insegnanti a progettare e valutare il processo di insegnamento interfacciandosi, costantemente ed in reciprocità, con il processo di apprendimento degli studenti.
Di seguito, alcune essenziali linee di indirizzo.

Qual è il materiale da cui partire?
- "Profilo dello studente" in uscita;
- Scheda per la certificazione delle competenze (fine scuola primaria o scuola secondaria di primo grado), curricolo verticale della propria scuola, contenuti disciplinari indicati per la classe/classi in cui si insegna, Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione (da consultare, all'occorrenza).

Qual è la condizione mentale di partenza? (atteggiamento da assumere)
- Superare l'abitudine ad elaborare una programmazione didattica per obiettivi e assumere l'abitudine alla progettualità, ad una visione d'insieme, di ciò che si dovrà svolgere, attivare e sviluppare nel processo di insegnamento-apprendimento, proiettandosi verso quanto si auspica raggiungere al termine del percorso. Una siffatta impostazione procedurale permetterà di costruire e ri-costruire le scelte e le azioni da compiere per raggiungere i traguardi prefissati, avendo attenzione all'organizzazione della didattica. Un lavoro del singolo insegnante, ma all'interno del lavoro di èquipe, in cui si possono condividere gli obiettivi di apprendimento, le modalità organizzative e le sfide per ogni classe, per ogni alunno.

Quali pre-conoscenze verificare?
- come si lega la competenza alla conoscenza e alle abilità?
- quali sono le competenze indispensabili affinché uno studente diventi autonomo e responsabile?

Come in ogni viaggio che abbia una meta, si cercherà di evidenziare tutto ciò che vogliamo vedere e non perdere del nostro tragitto, facendo anche ipotesi diverse sulla scelta del percorso da seguire.
Nello specifico, per far sì che l'alunno acquisisca le competenze richieste (le competenze chiave europee da certificare al termine della scuola primaria e al termine della secondaria di primo grado) sarà necessario -come docente e come team/consiglio di classe,- chiedersi:
- quali sono le competenze che dovrò/dovremo certificare, sia disciplinari che trasversali?
- quali elementi dovrò/dovremo osservare e registrare per attestare che l'alunno ha conseguito un certo livello di competenza?
- cosa dovrò/dovremo proporre all'alunno per decidere quale livello di competenza ha raggiunto?

Per rispondere a queste domande, sarà importante anche chiedersi:
- quali prove di verifica proporre agli studenti per rendicontare e misurare il possesso delle competenze?
- come misurare i risultati delle prove?

Stabilendo la necessità di prove ad hoc per valutare le competenze, sarà necessario domandarsi:
- quali conoscenze deve possedere l'allievo per affrontare la prova?

Mi auguro che le domande (più delle risposte) possano aprire la strada ad un diverso atteggiamento mentale per pianificare il percorso formativo affinché l'alunno acquisisca competenze (e non solo conoscenze e abilità).
La riflessione, naturalmente, ha bisogno di essere accompagnata dall'"agire", dal provare operativamente a fare: questo lo scopo dei percorsi di formazione che sono stati pensati e organizzati insieme a Giunti Scuola sulla Didattica per competenze.

Buon lavoro a tutti
Manuela Rosci


(1) Monitoraggio per la certificazione delle competenze (circolare ministeriale n. 3/2015)
(2) Documento di indirizzo sulla diversità di genere, MIIUR e Presidenza Consiglio dei Ministri- Dipartimento pari opportunità, giugno 2011.

Monitoraggio per la certificazione delle competenze
http://www.indicazioninazionali.it/documenti_Indicazioni_nazionali/MonitoraggioCertificazione%20Rapporto.pdf
Linee guida per la certificazione delle competenze
Certificazione delle competenze _Scheda primaria (sperimentale)
Certificazione delle competenze _Scheda secondaria di primo grado (sperimentale)
Documento di indirizzo sulla diversità di genere
http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserFiles/PrimoPiano/ccf17062011_00000_2.pdf
Aggiungi un commento
Sono presenti 9 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito mercoledì 14/06/2017 ore 17:01 da Loretta Palomba
Ho letto con grande piacere questo articolo e sento che il percorso che stiamo facendo, oltre ad arricchire noi come Docenti, ci fornisce una grossa carica di energie, idee ed entusiasmo per il futuro lavoro che ci attende... sono molto fiduciosa!
inserito lunedì 05/06/2017 ore 22:45 da Ombretta Schiavetti
La didattica per competenze tiene maggiormente conto degli stili cognitivi e dei percorsi formativi "informali" e "non formali", che attualmente hanno grosse responsabilità insieme al "formale"nel processo di insegnamento-apprendimento dell'allievo.Il cambiamento sociale rapido e dinamico ha bisogno di una scuola che sia flessibile e attenta a questo.
inserito giovedì 06/04/2017 ore 11:21 da Mirella Cinelli
Condivido pienamente questo nuovo modo di fare scuola.
inserito martedì 21/03/2017 ore 01:29 da Eugenio Gorrasi
Oltre a complimenti per la lucidità dell'articolo, approfitto di questo spazio per aggiungere alla nostra sfida un altro elemento intrinseco: Imparare ad imparare dagli alunni Sempre tenendo ben presente il ruolo di adulto professionale; viviamo con come e per la generazione 2.0 2.1 oramai :-)
inserito sabato 12/11/2016 ore 20:16 da Sandra Amatori
Leggendo l'articolo penso a tutti i cambiamenti e le innovazioni che hanno interessato la scuola nei trent'anni e più di mia professione e che, come è naturale, hanno richiesto un aggiornamento e una formazione continui. Questa volta però percepisco questo cambiamento come una vera e propria rivoluzione del sistema scolastico perché il nucleo centrale torna ad essere il bambino e non i programmi, i contenuti, gli obiettivi...ma il bambino e le sue modalità di apprendere. Allora è bene che i docenti accettino la sfida!
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Scheda Termine Primaria Scheda Termine Primaria
Scheda Primo ciclo istruzione Scheda Primo ciclo istruzione
Linee guida certificazione competenze Linee guida certificazione competenze
Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione
Competenze chiave europee Competenze chiave europee
Monitoraggio della certificazione delle competenze Monitoraggio della certificazione delle competenze
Documento di indirizzo diversità di genere Documento di indirizzo diversità di genere
Indicazioni nazionali curricolo 2012 Indicazioni nazionali curricolo 2012
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional