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Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 25 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Come sopravvivere nella giungl... >>>
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Come sopravvivere nella giungla dei progetti e... uscirne "vivi" !!!
Vademecum (prima parte)
di Lucci Laura - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Sono un po' di anni che la scuola italiana va avanti proponendo duemila progetti... si progetta di tutto... interi collegi docenti dove ci si accapiglia per l'approvazione di questo o quel progetto, mosse pre-elettorali, di sostegno all'uno o all'altro... Poi si inizia... schede di programma... schede operative .. schede di valutazione in itinere... schede di aggiustamento del programma... schede di valutazione finale.. se disgraziatamente aderisci a due progetti è la fine... devi pagare una commercialista che ti tenga in ordine le schede e anche così le perdi... giuro che le perdi.
Vengo da onorati anni di scuola privata, quindi quando mi sono immessa nel sistema della scuola pubblica, per me nuovo, tutto questo fervore progettuale mi è sembrato una cosa fantastica... una scuola che cammina nella ricerca... cosa si può volere di più..
Quindi ho aderito subito a non so quanti progetti, con l'entusiasmo che mi è sempre stato proprio, sobbarcandomi di mille fogli, attraverso il sorriso plastificato delle colleghe che mi guardavano senza proferire parola, ma con un fumetto ben evidente sulla testa: - Questa non è tutta in quadro, chi ce l'ha mandata... ma proprio qui doveva arrivare?-
Primo anno infernale.. per chiudere tutti i progetti, sono morta.. senza parlare del programma didattico della classe da completare... sono arrivata a giugno con il sangue negli occhi e quando ho incontrato il solito invidioso che ti dice: - Hai finito scuola eh.. adesso hai 3 mesi di ferie! - nemmeno gli ho risposto.. e vi assicuro che per me è davvero sintomo di tempesta, quella monsonica però!

Luglio e agosto non ho voluto pensare a niente e quando a settembre ho rincontrato le colleghe di team, prima di chiedermi le vacanze come erano andate.. i bambini ecc.. mi hanno detto: - Laura.. per favore.. regoliamoci con i progetti quest'anno!- Non era una richiesta.. era una supplica e avevano ragione, avevo trascinato anche loro in una situazione di tensione notevole, non era giusto. Ora però lontano dallo stress di giugno, riuscivo ad avere chiari quali erano stati i punti di forza della cosa e quali i punti deboli.
A me era piaciuto lavorare con gli altri, avevo imparato tantissime cose, sia a livello didattico che umano, avevamo fatto un lavoro teatrale finale che ci aveva visto collaborare tutte insieme, avevamo visto la classe crescere, il clima che si era creato era bellissimo e palpabile, era un peccato ora richiuderci tutte nel proprio "ambitino" con la programmazione del martedì che, comunque, di confronto effettivo non te ne dava molto.. ma lo stress era stato troppo e sicuramente conseguire gli obiettivi didattici programmati per la classe era stato faticoso.

Mentre in Collegio Docenti si proponevano i vari progetti, con i nomi più disparati.. (il più bello però l'ho sentito quest'anno "Progetto Animaliamoci" mah! ...) al solo fine di ottenere finanziamenti (questo l'ho imparato dopo...) comincio ad estraniarmi dal contesto e comincia a prendere forma un'idea quasi utopica... pensavo a quanto sarebbe stato bello se tutto il plesso avesse lavorato insieme, non solo il nostro team.... Se con tutte le colleghe avessimo fatto un percorso unico.. i ragazzi che si sentivano parte di un unico lavoro.. sarebbe stata una crescita per tutti.. le potenzialità della nostra scuola sono tante.. solo che è difficile farle partire, metterle insieme.. dovevo capire come si sarebbe potuto fare!
Ma poi... che cosa avrebbero detto le colleghe di team... non volevano tanti progetti e io ora andavo a proporre loro un solo progetto sì.. ma aperto a tutte le classi!
Mi avrebbero ucciso...
Dovevo trovare un qualcosa di chiaro, semplice, e soprattutto dovevo averlo chiaro io.. ci voleva un progetto che coinvolgesse tutti gli ambiti nessuno escluso, ma che soprattutto inglobasse gli obiettivi didattici delle discipline richiesti alle varie classi, non doveva essere un qualcosa di aggiuntivo, ma un mezzo.

Forse il Progetto Lettura e il Progetto Alimentare, linee guida della scuola in cui ero, potevano fare al caso nostro, se avessimo letto un libro tutte le classi insieme:
- gli approfondimenti sarebbero potuti essere diversificati per classe, sia a livello ortografico che come lavoro sul testo;
- ogni insegnante poteva inserire gli obiettivi che aveva fissato nella sua programmazione sfruttando il libro.
- il Progetto Alimentare poteva essere sviluppato in ambito scientifico programmando diverse attività in relazione alla classe
- il tutto si sarebbe unificato a fine anno con un lavoro teatrale che coinvolgeva tutte le classi il cui testo avrebbe portato le linee dei due progetti.

A me questa cosa cominciava a piacere molto, era troppo bella per tenermela dentro ed aspettare l'interplesso. La scelta del Collegio era stata di finanziare i progetti, così comincio a parlarne alle colleghe sottolineando il fatto che
- in questo modo ognuno di noi avrebbe preso un solo progetto ma che la classe avrebbe usufruito di due finanziamenti;
- che avremmo fatto un interplesso per ambiti una volta al mese per programmare il lavoro;
- che lavorando insieme il materiale di una era anche a disposizione dell'altra e che quindi avremmo lavorato tutti meno, ma che il risultato sarebbe stata sicuramente migliore per noi e per le classi;
- i bambini avrebbero avuto dei vantaggi enormi lavorando su un sistema non tradizionale che privilegiava l'aspetto ludico ma che arrivava agli stessi obiettivi;
- prodotto finale per i bambini: un dossier riepilogativo del lavoro annuale + una rappresentazione teatrale condivisa con tutti.

All'interplesso si decide di parlare di questo.. tanta diffidenza.. in fondo era rompere uno schema.. perché? Chi ce lo faceva fare? Avevamo sempre insegnato nello stesso modo.. i risultati si erano ottenuti.. perché lasciare la strada vecchia.. per cosa? Lavorare per mappe... e chi ce o faceva fare? Alle fine le colleghe iniziano a parlare: -Io ci ho pensato, possiamo provare un anno, se non funziona lasciamo il tutto, però se funziona lavoriamo in modo diverso, siamo stimolate a cercare qualcosa di nuovo e magari ci divertiamo tutte insieme.- Silenzio totale -Ma che libro potremmo prendere che sia adatto per tutte e cinque le classi?
- Beh... possiamo prendere lo stesso libro ma con edizioni diverse.. una adatta per i bambini di prima e seconda, un'altra per quelli di terza quarta e quinta.-Io ho dei libri in classe, me li hanno portati in visione.. vado a prenderli!- Ne ho anche io.. li prendo.-Ci vorrebbe un testo che coinvolgesse i ragazzi di tutte le classi.- Che ne dite di questo... Re Artù.. ai ragazzi dovrebbe piacere.- Stavo scoppiando... stavamo già programmando insieme!-Ma dai... fate tutto facile... per il Progetto Lettura va bene ma come facciamo a far rientrare il progetto Alimentare nel lavoro teatrale finale?-
Lì intervenni io:-Beh.. una tavola rotonda c'è... facciamo una satira dove Merlino diventa dietologo!-.
Occhi puntati su di me tra l'esterrefatto e il basito... ormai mi conoscevano... sapevano che l'avrei fatto.
L'avventura cominciava.

Laura Lucci Docente I.C. Edoardo de Filippo Colleverde di Guidonia
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