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Numero: 1 -settembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Cominciamo bene'  >>>
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Cominciamo bene
Chi ben comincia ... è a metà dell'opera.
di Tiberti Stefania - Emergenza scuola
"Cominciamo bene" questo è il proposito che ogni insegnante all'inizio del nuovo anno scolastico fa.
Così il primo settembre si inizia, come ogni volta, anche con un pizzico di emozione che sempre contraddistingue il primo giorno di scuola, e noi tutti sappiamo bene che basta poco per immergersi nuovamente in quello che rappresenta il quotidiano nella scuola: gli alunni, il programma, gli orari. Sono proprio questi ultimi a far discutere al nostro rientro:"... tre ore di matematica, quattro di italiano, un'ora di scienze... no devo fare storia...mi dai la tua seconda ora per l'inglese? No, c'e informatica ...chiedila a religione se si sposta alla quarta ora ...no lì c'é la mensa!"
. Si potrebbe continuare ancora perché, capite bene, non è facile incastrare l'orario di tre o quattro insegnanti, cercando di conciliare impegni professionali e familiari. Sembra sempre impossibile anche se poi magicamente ci si riesce, non solo noi, nel nostro plesso, "che siamo tutti bravi", ma ci riescono TUTTI!.
E' vero, qualcuno dirà sempre:" quest' anno ho un orario pazzesco!" ma comunque si va avanti.
Mi sono chiesta ... perché?
Sono convinta che la professionalità dei docenti e la pluralità di interventi che si offrono ai bambini hanno permesso di raggiungere livelli di qualità elevati e sono, quindi, uno dei punti di forza della scuola primaria.
Ma che cosa è che fa la qualità nella scuola?
Vorrei evitare frasi ad effetto perché si sta parlando troppo e male di scuola, vorrei solo ricordare che questa ha un compito formativo dal quale non si può prescindere "promuovere pari opportunità per tutti rimuovendo tutti gli ostacoli".Questo non lo stiamo dicendo soltanto adesso, dobbiamo tornare indietro col tempo, alla Costituzione del '48 dove l'articolo 3 sancisce alla scuola anche questo compito è recita che:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Qualcuno direbbe che il buon senso pedagogico non basta e la difficoltà dell'insegnamento sta proprio nel rispettare tutto e tutti: tempi di apprendimento, livelli di attenzione e concentrazione e infine le dinamiche emotive che ogni alunno possiede, che mette il tutto in contraddizione.
Io a volte mi sento sconfitta davanti a tutto questo e probabilmente confesso di non riuscire a stare dietro a tutto, perché l'esterno - genitori e anche addetti ai lavori- spesso guarda più ai contenuti che alle modalità.
"Insegnare ad apprendere" era uno degli aspetti su cui i miei docenti universitari si battevano, sostenendo l'idea che fosse importante e si apprende solo quando qualcosa ci è stato insegnato bene. Ne sono convinta anch'io. Quando si sta bene a scuola, perché si ha la certezza di essere ascoltati e capiti, si porta a casa la voglia di continuare a conoscere.
Io provo a farlo, sicuramente con passione, spero con competenza, usando tutti i "ferri del mestiere": la didattica, le discipline, la diversità come risorsa, le tecnologie e i laboratori.
Questo è il proposito che vorrei fare ad inizio anno: continuare ad insegnare bene senza rinunciare a niente.

Stefania Tiberti Docente 196° Circolo Didattico via Perazzi 46 - Roma
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