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n.23 maggio 2012
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Competenza: un concetto multiforme
Le ragioni che impediscono una univoca interpretazione
di Maranzana Enrico - Orizzonte scuola
Il concetto di competenza è stato introdotto nell'ordinamento scolastico da molti decenni ma, solo in questi ultimi tempi, ha assunto rilevanza e centralità. Il fatto che sia stata necessaria una sollecitazione dell'Europa per innescare questo cambiamento di prospettiva è carico di significato.

L'innovazione ha generato un acceso dibattito che si è concentrato sulla ricerca di analogie, differenze, conflitti tra una scuola orientata alle conoscenze e un'altra che mira alla promozione di competenze.
Questo scritto vuole illuminare le ragioni che hanno impedito l'univoca interpretazione del termine "competenza".



La modellazione del sistema solare è una feconda chiave di lettura dei cambiamenti che il nuovo orientamento della scuola potrebbe indurre: Tolomeo e Copernico hanno concepito il loro modello a partire da punti di vista differenti ottenendo rappresentazioni che, nonostante la loro diversità, sono concettualmente e formalmente consistenti.

La scelta tra le due elaborazioni può avvenire a condizione che si possieda una chiara visione delle esigenze che si vogliono soddisfare

Gli astronomi optano per la visione eliocentrica, caratterizzata da "geometrie regolari": queste facilitano la dilatazione del loro spazio di ricerca.
Gli astrologi motivano la scelta per quella geocentrica postulando che i pianeti esercitano forze capaci di condizionare la vita umana. Conseguentemente studiano la posizione dei pianeti rispetto alla terra ottenendo una rappresentazione che ricorda i merletti. Essa mostra come i pianeti si muovono, rallentano, tornano indietro, ricominciano a muoversi ... e disegnino itinerari con anelli.

Generalizzando: i modelli sono delle rappresentazioni semplificate della realtà concepiti a partire dal problema da risolvere.
Al variare del problema ... varia il modello.

Le parole sono dei modelli: il contesto in cui sono utilizzate determina il loro significato. Ecco aprirsi il campo relativo al problema della non-univocità del contenuto di "competenza", variabilità che ha portato all'ambiguità di cui si è detto.






Il mondo contemporaneo
Negli anni 80 il ministero ha attivato sperimentazioni rivolte agli istituti tecnici. La loro divulgazione è stata preceduta dalla descrizione dei caratteri della società moderna:
? L'esplosione delle conoscenze: il loro volume raddoppia ogni sette anni;
? Le nuove tecnologie dell'informazione hanno pervaso l'intera società producendo significativi e duraturi cambiamenti;
? La dilatazione della dimensione dei problemi, con il corrispondente aumento delle variabili in gioco, ha generato complessità e incertezza;
? Il lavoro d'équipe è diventato una costante dell'attività dell'uomo.

Il mondo del lavoro
? Responsabilità dirigenziali - La dinamicità dei mercati richiede figure professionali in grado di governare i cambiamenti. Le aziende sono dei sistemi che, attraverso il controllo, sono pilotate verso la conquista della meta istituzionale;
? Responsabilità operative - Il lavoratore è parte integrante dei processi aziendali: questi definiscono il suo mansionario.

L'immagine delle discipline
? Statica: i libri di testo veicolano gli argomenti disciplinari e li presentano in sequenza, linearmente strutturati;
? Dinamica: l'evoluzione del sapere è il fondamento dei regolamenti di riordino del 2011. La sostanza delle discipline consiste di problemi, di metodi e di argomenti. Si tratta delle tre fasi del loro processo evolutivo che ha inizio con la percezione e la definizione di problemi [aspetto storico], prosegue con la rigorosa applicazione "dei metodi di indagine" per concludersi con l'acquisizione di risposte, la piattaforma per la cattura di nuove questioni.

Il Miur
Le indicazioni nazionali del 2011 esprimono gli obiettivi specifici dell'apprendi-mento intrecciando conoscenze e abilità.
I documenti per la certificazione delle competenze elencano i comportamenti oggetto di valutazione e ne valorizzano gli aspetti quantitativi [voto].

L'università
Ha una visione del mondo settoriale: le conoscenze che i diversi dipartimenti possiedono ed erogano rientrano in campi ben delineati.
L'organizzazione concettuale del sapere disciplinare è essenziale e, per realizzarla, si devono sciogliere alcune questioni. Quali sono i nuclei portanti? Quali le loro interrelazioni? Quale struttura li unifica? In quale direzione muove la ricerca? ...

Il seminario religioso Le sacre scritture e la tradizione sono il riferimento certo.

La legge
A partire dal 1969 il parlamento ha iniziato a ruotare il timone del sistema scolastico volgendolo alla promozione e al consolidamento delle capacità dei giovani: non più una scuola ordinata alla trasmissione della conoscenza ma un organismo avente a cardine le potenzialità degli studenti. A tal fine ha affrontato il problema organizzativo e ha disegnato una struttura che si è mantenuta e rinvigorita nel corso del tempo. Tale struttura consente ai singoli istituti di dominare in sequenza, procedendo per raffinamenti successivi:
? il rapporto scuola società: i traguardi formativi sono il risultato della "elaborazione e adozione degli indirizzi generali";
? le problematiche educative. Queste consistono nell'identificazione delle capacità richieste dall'ambiente con cui i giovani interagiranno, nella formulazione di ipotesi per il relativo conseguimento, nel controllo dell'efficacia dell'attività progettuale;
? l'unitarietà dell'istruzione: tutti gli insegnamenti hanno il compito di favorire lo sviluppo e il potenziamento delle qualità che sono state identificate nei momenti decisionali sovraordinati;
? la progettazione di occasioni d'apprendimento: la professionalità docente è valorizzata dall'uso delle discipline come "strumento e occasione" per la costruzione di palestre in cui i giovani sono chiamati a esercitare le loro potenzialità.










Si tratta di una problematica poco percepita, perciò comunemente irrisolta: nella scuola molti pensano che il proprio "sentire" sia quello corretto, pertanto non negoziabile.
Si rivive quanto è avvenuto ai tempi di Galileo: "i suoi contemporanei non erano disposti a guardare nel suo cannocchiale perché non poteva esistere quello che lui affermava di vedere nel firmamento".

Enrico Maranzana
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