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n 69 gennaio 2017
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Articolo 'Un "coro" di competenze'  >>>
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Un "coro" di competenze
Una voce unanime di pace, solidarietà ed inclusione
di De Angelis Giovanna - Didattica Laboratoriale
3° Festival della Coralità di Greccio
3° Festival della Coralità di Greccio
A volte le possibilità di mettere in campo le competenze acquisite dopo un percorso quinquennale trascorso alla Scuola Primaria arrivano improvvisamente, come la richiesta da parte dell'Ufficio Turistico del Comune di Greccio (Ri) di partecipare al 3° Festival della Coralità - Un canto di Pace da Greccio, che si svolge nel luogo che ha visto la nascita del primo presepe vivente creato da San Francesco d'Assisi, vissuto in quei luoghi pregni di storia e intrisi di religiosità.
Già lo scorso anno, venticinque alunni delle classi quinte di Passo Corese (IC Fara in Sabina) avevano aderito all'iniziativa arrivando a sfiorare la vittoria. Sulla scia dell'ottima prestazione precedente è stato chiesto agli alunni di aderire al coro scolastico che doveva essere creato.
La risposta è stata quasi univoca e, delle cinque classi quinte presenti, ben settantacinque alunni hanno accolto l'invito, iscrivendosi al coro "Cures Sabini". Le lezioni si sono svolte in orario curricolare, con la disponibilità di tutte le insegnanti coinvolte, ma hanno visto la partecipazione di tutti gli alunni delle classi quinte, in vista di una esibizione pre-natalizia degli studenti della scuola.
Il primo pensiero è stato: "Come coinvolgere tutti gli alunni che ne avevano fatto richiesta, compresi uno affetto da sordità, alcuni con DSA, altri con svantaggio, come il filippino arrivato da pochi giorni e che parlava solo inglese, e gli alunni con disabilità presenti in ogni sezione?" Insomma, una vera sfida che doveva avere un denominatore comune: la presenza di ciascuno con la propria voce, che doveva essere una risorsa e un arricchimento per tutto il gruppo, per tutto il coro. Questo è stato il messaggio che volevamo portare a Greccio e che è stato condiviso con i genitori degli alunni coinvolti nei vari Consigli di Interclasse.
Allo stesso tempo, la scelta delle canzoni e dei messaggi che volevamo lanciare doveva corrispondere alle richieste di una competizione canora che necessariamente aveva il compito di selezionare il gruppo di alunni che avrebbe cantato meglio.
Il primo brano, l'"Adagio" di Lara Fabian, tratto dalla celebre musica di Tomaso Albinoni, si caratterizzava per un'incredibile difficoltà canora, dovuta alla grande estensione vocale dell'interprete, arricchito da un testo pregno di significati. "La ricerca di Dio, in un'anima smarrita e senza cuore, non riesce da sola a cercare e trovare Dio, al quale chiede un segno per non smarrirsi e per tornare a credere ancora".
Il secondo brano voleva essere un omaggio al luogo e a colui che lo ha reso famoso, e così, in un arrangiamento per due voci, gli alunni hanno cantato la celebre "Fratello Sole, Sorella Luna", tratta dal Cantico delle Creature di S. Francesco e musicata da Ortolani. La bellezza del testo sta nella sua semplicità che può essere racchiusa in una frase: "Dono di Lui, del suo immenso amore".
L'ultimo brano, in lingua inglese, estremamente ostile dal punto di vista linguistico e musicale, per i cambi di tonalità e la mistura di voci, è un caposaldo della musica contemporanea. Scritto e interpretato da Michael Jackson, "Heal the world" rappresenta la "ricerca dell'amore che abbiamo nel cuore per salvare il mondo e renderlo un posto migliore per me e per te e per l'intera razza umana".
Ma le difficoltà non erano finite!
Una delle classi quinte, grazie all'opportunità fornita da Matteo, già da tre anni viveva una grande esperienza: imparare e comunicare in LIS (Lingua Italiana dei Segni). Tutti i brani, che la giuria e il pubblico hanno ascoltato, sono stati segnati nella lingua specifica, in italiano ed inglese, da un gruppo di alunni con i classici guanti bianchi. Per far capire fino in fondo come Matteo riuscisse ad ascoltare le vibrazioni prodotte dalla musica, sono stati distribuiti dei palloncini che, stretti tra le mani, amplificavano le vibrazioni sonore prodotte dalle voci e dalla musica.
Le prove sono state un momento di gioia, di impegno, di studio, di voglia di imparare, di mettersi in gioco, di fare squadra, con la consapevolezza che qualsiasi cosa fosse successa durante la competizione, loro avrebbero dovuto cantare con il sorriso, con la determinazione e la concentrazione di un coro, degno di essere chiamato tale.
Ho vissuto personalmente da corista l'esperienza di essere guidata da diversi direttori di cori e d'orchestra, ma solo uno è stato in grado di trasmettermi la sua visione dell'opera e il modo di sentirla, tanto da farmi esplodere in un pianto a dirotto appena finito di cantare. Con questa idea, ho diretto il gruppo di alunni che, dopo un mese e mezzo di prove, non aveva nulla da invidiare ad un coro di professionisti.
Se si crede in loro, i nostri alunni sono in grado di intraprendere percorsi che pensavamo impossibili fino a poco tempo prima, grazie ad una estrema sensibilità, ad una profondità di sentimenti e allo spirito collaborativo che li contraddistingue.
Tutti schierati con maglioncino e pantaloni blu, camicia bianca e papillon rosso, hanno creato qualcosa di magico nella splendida cornice dell'Abbazia di San Pastore, arrivando a coordinare persino il tempo dei respiri e cantando con un affiatamento incredibile. Gli alunni e i loro genitori, insieme ad autorità e membri della giuria presenti, erano commossi e non facevano altro che ringraziarci per l'esperienza vissuta e l'emozione provata.
Il giorno dopo, nella non meno meravigliosa Abbazia di Farfa, i bambini si sono esibiti nuovamente nell'ambito delle manifestazioni di solidarietà che si sono svolte in tutta Italia, "1000 Voci per ricominciare", per raccogliere fondi per la ricostruzione del Teatro di Amatrice.

Volete sapere se hanno vinto il concorso?
Sì, sono arrivati primi nella gara canora di Greccio, sono stati raccolti più di quattrocento euro per la ricostruzione del Teatro di Amatrice distrutto dal terremoto, ma, soprattutto, hanno vinto nel messaggio di pace, di solidarietà e di inclusione che hanno diffuso e profuso nei luoghi dove si sono esibiti e tra le persone che hanno avuto il privilegio di ascoltarli e guardarli negli occhi mentre cantavano in coro, con una sola voce ed un unico grande cuore.


Giovanna De Angelis, docente IC Fara in Sabina (Ri)
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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito lunedì 16/01/2017 ore 11:55 da Stefania
I bambini hanno dimostrato grande professionalita' e soprattutto grande cuore. Hanno saputo trasmettere emozioni e brividi....e,durante l'esibizione, qualche lacrima è scesa su più di un viso. Complimenti a tutti coloro che hanno preso parte a questa meravigliosa iniziativa.
inserito lunedì 16/01/2017 ore 10:38 da Monia
Ho avuto il privilegio di essere coinvolta in quella magia e cob orgoglio aggiungo che la lezione che bambini e adulti hanno imparato grazie a questa meravigliosa esperienza è che nella vita è importante credere fortemente in sé stessi, fissare bene l'obiettivo e impegnarsi al massimo per raggiungerlo. Gli ostacoli, se superati, rendono solo più bello il finale
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