Torna nella homepage
 
n 71 marzo 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:27 Maggio 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Compiti di realtà per insegnan... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Didattica Laboratoriale 1 Didattica Laboratoriale
Pagina Orizzonte scuola 2 Orizzonte scuola

Ricerca avanzata >>>
Compiti di realtà per insegnanti significativi
Autobiografia di un percorso di formazione sulla "Didattica per competenze"
di Corazza Priscilla - Formazione
tratto da http://www.salonhogar.net/Salones/Espanol/
tratto da http://www.salonhogar.net/Salones/Espanol/
Nella mia scuola ho partecipato al corso di aggiornamento "Didattica per competenze", organizzato dalla Giunti in collaborazione con l'associazione Sysform, iscrivendomi proprio all'ultimo momento: sono contenta di averlo fatto. Frequentando questo corso ho capito, come ormai, sia entrata in un "ciclo vitale di crescita culturale e personale" che non potrà più avere fine (mi si consenta, per fortuna o sfortuna che dir si voglia). Infatti, da questo "percorso di formazione" ho tratto una pluralità di informazioni personali e didattiche che continueranno ad essere preziose per il mio essere insegnante.
Dal punto di vista personale e didattico ho rafforzato la mia convinzione, che è importante lavorare con una didattica basata sulle competenze "lontana da una didattica legata ai vecchi programmi (Parravani)".
Ho riflettuto come ormai il "lavoro del docente" coinvolga tanti aspetti importanti che vanno dalle competenze culturali e didattiche, dalla responsabilità educativa, alla consapevolezza professionale e alla formazione e aggiornamento continui, fino a quello che M.Baldacci definisce "il pensiero riflessivo", che diventa un'attitudine generale di vita. La collega Carpi Anita cita il pensiero riflessivo riferendosi "al bambino che nella didattica laboratoriale ha la possibilità di imparare attraverso un atteggiamento mentale diverso, in cui si impara a porsi domande, a cercare soluzioni, a prevedere conseguenze, a riflettere costantemente, prima, durante e dopo qualsiasi attività, a diventare, quindi, sempre più competenti e autonomi. Quando ho letto questa frase, non l'ho vista rivolta solo agli alunni, ma anche al mio essere insegnante, perché sono sempre più convinta che ho un impegno serio verso di loro. Anche spiegare ai genitori questo cambiamento ritengo sia un aspetto importante; non si parla più di programmi ministeriali, ma di una didattica che porta i bambini ad essere capaci di fare.
Da questo corso ho capito ancor di più come "non perdo tempo" quando, tutti i lunedì mattina, chiedo ai miei piccoli alunni di raccontarmi come hanno trascorso il loro fine settimana. Ognuno di loro diventa protagonista di uno spazio; devono esporre una parte di loro, devono saper ascoltare l'altro.
Nel mio insegnamento ogni giorno cerco di riportare i miei alunni, anche se piccoli, alle loro esperienze quotidiane di vita per cercare di farli riflettere di continuo, per far loro capire che non apprendono solo da quello che dice la maestra, ma anche dai racconti dei compagni, dalle storie raccontate dai nonni, dal consiglio del compagno, dal buongiorno detto entrando in classe, dal sorriso condiviso con un compagno che magari è triste per un qualsiasi motivo. Anche se i miei alunni sono piccoli penso che "educarli" fin da ora ad un'attività di riflessione sia un investimento che, piano piano, nel tempo e per gradi, porterà i suoi frutti.
Questo corso ha confermato la mia convinzione che il gruppo classe, attraverso il continuo rapporto di apprendimento-insegnamento, vive una condizione di dinamicità continua basata sull'unicità personale e sul rispetto delle differenze reciproche. Inoltre, "la didattica per competenze" ha richiamato in me l'interesse, già acceso lo scorso anno, sulla differenza tra valutazione sommativa e valutazione formativa, nella quale l'errore è considerato come un "indicatore", perdendo la sua accezione negativa.
La valutazione in ambito scolastico ricopre sempre un ruolo fondamentale ed è "campo di accese battaglie" perché noi insegnanti ci troviamo burocraticamente costretti a quantificare (con un numero) un lavoro che racchiude invece un percorso evolutivo. Questa associazione mi viene in mente perché, etimologicamente, essere competenti significa (più o meno), "essere appropriati o congrui" perciò, di fatto, una competenza non è misurabile, ma può essere "riconosciuta" (infatti parliamo di livelli), prendendo in considerazione tutta una serie di risorse attivate per l'agire in modo competente.
La valutazione delle competenze necessita di un'attività di riflessione, autoriflessione, analisi, sia da parte di chi la osserva, sia da parte di chi la esegue, per capire se la competenza sia stata raggiunta e, se si, in che misura. È proprio nella fase dell'analisi che sto trovando le maggiori difficoltà. Penso di essere in grado di strutturare un'unità di apprendimento, con la descrizione dei traguardi, degli obiettivi di apprendimento ecc, ma la mia difficoltà consiste nel dover formulare una rubrica di valutazione.
Quello che farò successivamente è documentarmi, anche attraverso bibliografie adeguate, su ciò. La prof.ssa Franca Da Re ha pubblicato diversi articoli sulla didattica per competenze e sulle rubriche di valutazione, perciò inizierò leggendo quelle (nonché gli articoli pubblicati sulla rivista "La Scuola Possibile" di Sysform). Un secondo passo sarà realizzare, nel secondo quadrimestre, almeno un'unità di apprendimento (per libera scelta personale e non perché costretta dall'anno di prova o per qualche compito da assolvere).
Vorrei applicare concretamente quello che fino ad ora ho studiato per il piacere di farlo e non per dovere,avendone rilevato i risultati positivi. Infine, un terzo passo sarà documentare concretamente tutto quello che faccio, perché è un lato della mia professione che trascuro molto. Questo corso mi ha fatto capire come la documentazione è un aspetto importantissimo perché ci permette di riflettere sul nostro lavoro e sul nostro operato. Creare una traccia, uno storico, mi aiuterà a migliorare le cose che faccio e che farò.


Priscilla Corazza, psicologa, Homework tutor DSA, docente IC Casalbianco, Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional