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Numero: 6-febbraio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 17 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

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Comunichiamo con i bambini oppure ci lamentiamo di loro?
Riflessioni dal corso di formazione I CARE
di Melchiorre Antonia - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola

Sto partecipando al progetto di formazione I CARE progettato dalla mia scuola in rete con altre. Nell'ultimo incontro di formazione con Patrizia Ruggiero (anche lei scrive su questa rivista!)abbiamo deciso di "provare in classe" quanto detto nell'incontro sull'apprendimento cooperativo e di continuare una comunicazione a distanza utilizzando la piattaforma e-learning messa su ad hoc per noi "studenti" del corso. Ho ritenuto che oltre a condividere le mie riflessioni con il gruppo, nel forum, potessi farlo anche con il gruppo più ampio dei colleghi e lettori di questa rivista. Ecco le mie riflessioni e alcune considerazioni.

Cara Patrizia, anch'io volevo farti una piccola restituzione dell'incontro del 4 febbraio.
Il primo argomento che ho sottolineato è stato sul modo di comunicare, quella che hai chiamato "comunicazione empatica" (e non dinamica!) ossia dire ciò che mi disturba in quel momento di quel bambino, che non vuol dire "tu sei tutto sbagliato" ma "questo tuo atteggiamento non mi piace".
Mi è piaciuta anche l'idea di aiutare i bambini a diventare dei "piccoli counselor"!
Trasformare i "conflitti" in "aiuto" reciproco come unica modalità possibile all'interno della classe! Ancora una volta abbiamo a che fare con la comunicazione.
Altro punto che ho sottolineato durante la lezione è stato la valutazione come restituzione di un processo, un feedback positivo e costruttivo. Lo so, dovrebbe essere scontato ma a volte, quando perdiamo il controllo della classe, la valutazione viene utilizzata come strumento di ricatto e per terrorizzare: "continua a fare il tuo comodo, quando i tuoi vedranno la scheda, allora riderò io!!" Chi è un po' onesta con se stessa deve ammettere di averlo detto (o pensato) almeno una volta nella sua vita scolastica!!

Il giorno dopo il nostro incontro ho raccontato ai bambini di questo corso di formazione e ho detto loro che ho un compito da portare a termine entro marzo e che ho bisogno di loro. Ho parlato del forum (spiegando cosa è) dove racconterò l'esperienza della nostra classe. Ascoltavano tutti con molto interesse: credo che gli sia piaciuta l'idea che anche la loro maestra vada ancora a scuola per migliorarsi!! Comunque hanno accettato di aiutarmi.
La prima cosa che ho fatto mi sono sforzata di far risolvere a loro ogni problema che sorgeva nella classe (anche piccolo). Prima ci provava direttamente il bambino interessato e poi eventualmente si chiedeva aiuto a tutta la classe, per trovare insieme la soluzione migliore in quel momento. In uno dei nostri incontri precedenti ti avevo parlato di un bambino che stavamo perdendo, che non riuscivamo a coinvolgere, che si mostrava completamente disinteressato a quello che facevamo in classe. Proprio il giorno prima del nostra lezione ho trovato il suo quaderno di italiano dove erano rimaste attaccate al massimo quattro pagine il resto era tutto accartocciato dentro il cestino. La prima cosa che ho fatto (è inutile vergognarsi di certe reazioni se poi non si trova una soluzione!) ho sequestrato il quaderno e l'ho messo nel registro, minacciando di farlo vedere alla collega di italiano (momentaneamente assente) e poi ai genitori il giorno della consegna della scheda!!! Che brava maestra no!! Per fortuna il pomeriggio sono venuta al tuo incontro!!!
Infatti il giorno dopo ho tirato fuori il quaderno e ho chiesto a questo bambino di trovare una soluzione. Lui mi guardava, probabilmente con sospetto pensando: "dov'è la fregatura?!" Abbiamo avuto bisogno dell'aiuto degli altri bambini, perché lui non sapeva cosa fare. La prima soluzione che hanno trovato è stata una PUNIZIONE! Ho avuto anche il coraggio di sorprendermi! Cosa mi potevo aspettare vista la mia reazione del giorno prima?! Dopo un primo momento di vero dolore (sto creando dei mostri!) ho spiegato ai bambini che l'importante era risolvere il problema quindi lo abbiamo analizzato, e siamo arrivati alla conclusione che non era impossibile copiare tutto il quaderno quindi andava almeno recuperato l'ultimo lavoro, e sono stati molti i compagni che si sono proposti di aiutarlo. Finalmente ho rivisto il sorriso sul viso di questo bambino, era felice della possibilità di recuperare ad uno sbaglio e lo ha fatto anche con precisione ed entusiasmo!!
Da quel momento altre forme di aiuto sono scattate, i bambini hanno capito cosa chiedevo e automaticamente si sono attivati lavori a coppie proprio come soluzione ai problemi incontrati! Per il momento funziona, continuerò a verificare.

Altro "problema" sul quale sto cercando di lavorare è la comunicazione, specialmente legata al "lamentarsi" di un compagno. Anche in questo caso mi sono resa conto che i bambini non comunicano direttamente tra di loro (se non quando usano le mani!) ma passano attraverso noi insegnanti per dire ad un compagno che lo disturba! "Maestra E. mi da fastidio!" "Maestra P. mi ha preso la penna!" Quando chiedo loro di rivolgersi direttamente ai compagni rispondono che glielo hanno detto ma senza risultati. Mi rendo conto che serve ancora il mio aiuto per far esprimere nel modo corretto ciò che del compagno lo disturba e soprattutto come si sentono davanti a quel comportamento. Quando riescono a parlare direttamente al compagno con sincerità, il messaggio arriva! Allora c'è speranza!
Una riflessione nasce spontanea: se i bambini apprendono anche per imitazione, allora probabilmente non è che anche noi insegnanti ci "lamentiamo" dei nostri alunni invece di comunicare loro ciò che non ci fa stare bene dei loro comportamenti?! Sto cercando di fare dei piccoli passi, e devo dire che le colleghe di classe, come sempre, anche in questa impresa mi stanno appoggiando, e questo è fondamentale! Scusami se ho scritto tantissimo...vuol dire che dovrò lavorare anche sulla sintesi!!
A presto Antonia
(riflessione proposta dall'insegnante nel forum aperto sulla piattaforma e-learning, dopo l'ultimo incontro sull'Apprendimento Cooperativo tenuto dalla prof.ssa Patrizia Ruggiero nell'ambito del progetto I CARE promosso dal 196° CD in rete con il 94° CD e la SMS Perazzi di Roma)

Antonia Melchiorre Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 04/11/2017 ore 10:03 da GIOVANNI SANTI
Sono contento di aver recuperato l'articolo giusto perché ci racconta momenti di vita in classe così presenti e frequenti che l'articolo lo avrei potuto scrivere io... La comunicazione empatica----> a volte mi chiedo se è giusto il mio modo di essere sincero con i bambini e di comunicare quello che provo quando succede qualcosa di rilevante - positiva o negativa. Ma credo che possa avere una sua efficacia una comunicazione empatica, non mediata dal pensiero, ma da qualcosa di più profondo, che abitui il bambino a "sentire" che le sue azioni provocano negli altri qualcosa e che pure il maestro è un essere umano che è toccato da ciò che avviene. Trasformare i conflitti in aiuto reciproco----> credo sia una possibilità molto efficace. Nella loro semplicità e immediatezza i bambini riescono a trovare soluzioni, a organizzarsi, a stare vicino a chi ne ha bisogno in maniera spesso più efficace rispetto ad un intervento dell'insegnante. Si attiva inoltre tutta la comunità, il problema diventa comune e non di un solo bambino. Rispetto al "lamentarsi", fatto che in generale sopporto poco, preferisco comunicare al bambino quanto io desideri che si migliori, che tiri fuori la parte più positiva di sé, perché io so che c'è.
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