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n.64 giugno 2016
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Con il corpo vivo: esperienza di Peer to Peer
Dalla consapevolezza del proprio schema corporeo all'espressività grafico - segnica
di Calcagni Maria - Didattica Laboratoriale
L'attività didattica con gli alunni è giunta a termine; l'ultimo giorno di scuola guardavo i miei bambini di sei e sette anni e ripensavo ai giorni trascorsi insieme e a quanto meticoloso lavoro avevamo svolto durante l'anno scolastico.
Il momento del passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria assume un grande significato per le giovani menti, la scelta di continuare a proporre nella scuola dell'obbligo esperienze che consentissero ai bambini di rintracciare e vivere diversi modi di esprimersi ha contrassegnato il mio contributo nel delineare l'acquisizione delle diverse discipline.
Ponendo una grande attenzione alla relazione ho cercato di creare opportunità esperienziali finalizzate alla padronanza e alla consapevolezza della corporeità, dell'equilibrio, del controllo posturale e della rappresentazione mentale del proprio corpo fino ad arrivare all'espressività grafico-segnica.

Quest'anno ho avuto modo di lavorare,anche in qualità di tutor, con una collega che, neo immessa in ruolo, ha saputo integrarsi con me fornendo un notevole contributo professionale.
Ad entrambe è stata affidata una classe prima e pur insegnando discipline diverse, italiano e matematica, abbiamo condiviso fin da subito i principi di una metodologia pedagogica che considera il corpo, nella sua totalità e nella percezione delle sue parti, veicolo e strumento espressivo.
La rappresentazione di linee, lettere e figure geometriche prima con il proprio corpo e poi su un piano, ha favorito l'acquisizione della competenza simbolica attraverso situazioni proposte o create da loro stessi.
La prima percezione che il bambino ha delle lettere e delle figure geometriche è quella di disegni con forme particolari derivanti dall'alternanza di linee rette verticali o orizzontali, curve, oblique ecc... riconducibili alla realtà a lui conosciuta, come case, alberi, automobili...

E' attraverso il corpo che è possibile vivere esperienze nutrizionali sul piano emotivo e ludico in grado di innescare l'apprendimento scolastico. L'intento è quello di dare vita ad una relazione di autenticità, un processo di costruzione che ha nell'area ludica un registro tonico-emozionale di fiducia e di sicurezza. Con un criterio di spiralizzazione abbiamo programmato di realizzare insieme attività finalizzate ad acquisire progressivamente il controllo del gesto e quello del segno grafico costituito da lettere e numeri come capacità espressiva nuova da cui trarre grande piacere.

Far acquisire una abilità gestuale ordinata su ritmi e spazio-temporalità è stato l'obiettivo primario che ha guidato il Peer to Peer. Siamo partite dalle esperienze relative alla presa di coscienza del sé corporeo. In aula o in palestra i bambini hanno riscoperto i movimenti delle braccia, delle mani e delle dita, abbiamo chiesto di organizzare il loro corpo nello spazio con spostamenti liberi, camminando avanti, indietro e in varie direzioni cercando di rimanere in silenzio. Sono seguite esperienze di spostamento nello spazio seguendo dei ritmi, movimenti con gli arti superiori in verticale, orizzontale o in diagonale, gesti curvilinei con sequenze regolari o tratteggiate, fino ad arrivare a costruire con il corpo grafemi e figure con linee miste.
Parallelamente alla conoscenza delle linee si sviluppava quindi negli alunni la consapevolezza della forme delle lettere dell'alfabeto e delle figure geometriche riprodotte prima in campo vuoto e poi raffigurate in un piano.
Attraverso un linguaggio semplice siamo riuscite a costruire le basi della letto-scrittura e di una nuova conoscenza matematica con l'ausilio della musica e dell'arte.
Nell' organizzazione delle attività, abbiamo fatto riferimento ad una metodologia pedagogico clinica che tiene in grande considerazione i bisogni educativi della persona con l'intento di favorire l'armonia tra il pensiero e l'azione.

Per le insegnanti, la soddisfazione maggiore è stata poter assistere, di volta in volta, al lavoro di "aggiustamento" degli alunni, volto a raggiungere con intenzionalità un obiettivo con motivazione e creatività. Da ciò la convinzione che usare la didattica costruttivista alternata alla didattica tradizionale rappresenta una grande opportunità di crescita per insegnanti e alunni; tale modalità dovrebbe diventare il vero e proprio "modus operandi" all'interno di qualsiasi contesto scolastico ... unico neo sarà il tempo.

di Maria Calcagni
docente e pedagogista clinico presso I.C. Alfieri- Lante Della Rovere di Roma
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