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n.60 febbraio 2016
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Continuare a credere nella professione docente
Anche se il Nobel dell'insegnamento quest'anno non andrà all'Italia
di Rosci Manuela - Editoriali
Il countdown era iniziato sotto i migliori auspici: la 'valutazione' sull'operato della nostra amica e collega Barbara Riccardi sembrava procedere per il meglio, con ottime possibilità di entrare nella rosa dei dieci finalisti al Global Teacher Prize, per la selezione finale che si concluderà a Dubai il 12 e 13 marzo.

Barbara partirà per Dubai insieme ad altri 39 finalisti ma, purtroppo, non tra i primi dieci che si contenderanno il titolo. Peccato! Abbiamo sperato di brindare con tutti i docenti 'possibili', tutti quelli che si stanno registrando sulla rivista, ogni giorno, da ogni parte d'Italia.

GRAZIE per essere con noi, di credere come noi nella Scuola!

Sebbene non tra i vincitori, comunque il Nobel dell'insegnamento ha acceso un interesse diverso sulla professione docente.
Il Nobel, si sa!, si conferisce a chi ha contribuito in maniera significativa per il bene comune.

Significa che gli insegnanti possono essere premiati perché contribuiscono con il loro lavoro, con la loro ricerca, a portare un miglioramento. Finalmente i docenti possono uscire a testa alta e sentirsi rappresentanti di una professionalità alta, che va riconosciuta e premiata. Quindi siamo dispiaciuti ma, allo stesso tempo, determinati a riprendere la sfida, rinviata all'edizione del Premio per il prossimo anno, con il/i candidati italiani che entreranno in finale e che noi sosterremo, sebbene diverse siano state le posizioni sul Global Teacher Prize. Chi ha polemizzato sull'attribuzione di un premio in denaro al vincitore; chi ha dichiarato che di docenti 'come Barbara' ce ne sono molti; chi ha sostenuto che il docente si deve occupare già di troppe faccende e quindi non può essere la nostra candidata 'docente finalista super impegnata' il prototipo del Nobel italiano per l'insegnamento.

Pur rispettando tutti i punti di vista, noi abbiamo scelto di dare un senso a quanto stava accadendo (ormai dobbiamo parlare al passato!) organizzando un evento formativo-informativo e dare risalto non solo all'esperienza di Barbara, ma soprattutto per affermare che i docenti 'possibili' sono in grado di interpretare al meglio il loro ruolo nella scuola italiana, quella delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo.

Il 6 febbraio abbiamo così incontrato amici e conoscenti del mondo della scuola (o vicini alla scuola) per "Un Nobel per #LaScuolaPossibile" nell'Auditorium del Museo MACRO d'Arte Contemporanea di Roma, una location color rosso passionale come la passione che i docenti mettono nel loro lavoro. Certamente non tutti, molti certamente sì, e dobbiamo valorizzare coloro che nella scuola credono e che la interpretano. La manifestazione è stata promossa dalla nostra rivista, nata nel 2007 proprio dalla passione di chi cercava di mettere valore anche in una scuola di periferia difficile di Roma, come la realtà del Tufello.
Negli anni abbiamo continuato a raccontare attraverso i protagonisti -docenti soprattutto ma anche dirigenti scolastici, genitori, psicologi, logopedisti ...- la scuola 'da dentro', nei suoi spaccati di vita quotidiana, sotto la regia di docenti che hanno inteso interpretare il loro ruolo non nella trasmissione della cultura ma nella sua elaborazione; le riflessioni sulle azioni compiute o da compiere, che hanno attivato quel circuito indispensabile, oggi più che mai confermato, che vede il docente come 'ricercatore' nel suo progettare i percorsi formativi per gli alunni.

Dobbiamo credere che questa vocazione, che fin dall'inizio abbiamo dato alla rivista -una piazza virtuale dove scambiare esperienze e riflessioni possibili, perché già realizzate o condivise da altri- con l'attenzione continua ai cambiamenti richiesti alla scuola italiana, deve essere trapelata come una 'buona pratica' se una casa editrice importante come Giunti Scuola ha voluto noi di Sysform -Promozione di sistemi formativi (editore della rivista) come partner per attivare su Roma e Provincia, corsi di formazione sulla "Didattica per competenze" e non solo. Probabilmente perché da sempre nei nostri 'percorsi formativi' intendiamo valorizzare il docente, la sua professionalità, la sua capacità di trasformare l'impostazione tradizionale e trasmissiva, in quella di un facilitatore, una guida, un maestro, un coach, che accompagna l'alunno nella costruzione delle sue competenze per la vita. Significa che è il docente in primis ad assumere una visione del proprio status di valore per la comunità, non solo scolastica. Il suo essere punto di riferimento per i suoi alunni richiede una maggiore "audacia", per saper interpretare il proprio ruolo a tutti i livelli: in classe con gli alunni, nel patto di collaborazione con i genitori, nella partecipazione alla dimensione sistemica della scuola (ognuno per la propria parte, con il proprio contributo), fino a rapportarsi con l'esterno (il territorio), in un continuo scambio tra la classe/la scuola e la vita che c'è fuori dalle mura dell'aula.

L'evento organizzato al MACRO ha preso le mosse e il coraggio dalla candidatura di Barbara Riccardi e non rappresenta un traguardo, ma un passaggio importante di fattibilità di quella nostra idea 'antica' che oggi appare più che mai attuale: i docenti 'possibili' sono capaci di cambiare la , e come ha detto nel suo intervento la Professoressa Lucia Chiappetta Cajola, Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione a Roma Tre, intervenuta a sostegno della nostra iniziativa,

"non c'è forse nessun'altra professione che richiede di prendere più di cinquecento decisioni al giorno, a volte anche contemporaneamente ... La vita della scuola segna ... Le persone che fanno la classe formano una comunità ... tutti i docenti meriterebbero un Nobel."

Affermazione giustamente provocatoria per dire che l'insegnante svolge un ruolo irrinunciabile e fondamentale nella società civile. Le sue parole riescono sempre a focalizzare e sottolineare l'essenza della tematica, per noi il ruolo fondamentale del docente.



Si sono poi succeduti i saluti di Marilena Banfi dell'Ufficio Scolastico del Lazio, la dott.ssa Maria Torresani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, che oltre a confermare i 51 siti archeologici e naturalistici riconosciuti e tutelati in Italia, sollecita le scuole ad entrare nella Rete delle Scuole Associate Unesco, con la finalità di mettere in rete esperienze significative delle stesse. Sempre visibilità alle scuole, e ai suoi docenti, è stata la sollecitazione dell'ex assessore alla scuola del Comune di Roma, Paolo Masini intervenuto in qualità di consigliere del Ministro Franceschini, confermando che 'nelle nostre scuole si produce cultura' e questa azione squisitamente formativa va salvaguardata e valorizzata. Il dott. Giovanni De Caterini, geologo, ha contribuito con la sua esperienza di genitore: l'aver messo la sua professionalità, insieme a quella di tanti altri genitori, a disposizione dei docenti per aiutare la scuola a progettare per intercettare finanziamenti europei e realizzare iniziative e progetti. La dimostrazione che docenti e genitori, scuola e famiglia, non sono antagonisti ma guardano dalla stessa parte.

L'intervento di Barbara Riccardi ha dato concretezza a quanto raccontato precedentemente. Il vissuto del fare scuola con 'passione e ardore' parte da lontano, attinto nell'educazione ricevuta dai suoi genitori e dalle figure di riferimento importanti, come l'insegnante di scuola media che solo qualche giorno prima ha rincontrato casualmente, dopo più di trent'anni. Intervenuta a sostegno di Barbara, Suor Livia, sebbene in pensione, ha dato ancora prova di quell'energia e quell'ardore di cui la scuola e gli alunni dovrebbero nutrirsi. Un ex allievo di Barbara, ormai adulto, ha confermato che il temperamento della nostra candidata è stato sempre così 'anche quando io avevo cinque anni e facevo psicomotricità con lei che ne aveva ventidue: è l'insegnante che ho ricordato in tutti questi anni'. Prima di donare le caramelle a tutti i partecipanti -come fa a scuola, ma ai suoi alunni le tira per sollecitare la capacità attentiva! - Barbara ha ringraziato la sua Dirigente Scolastica Serenella Presutti, che l'ha affiancata e incoraggiata nel suo essere docente a 360°, nel suo espandersi dentro e fuori scuola, nel territorio circostante e con i ponti gettati per gemellarsi con Parigi.

Questa è Barbara Riccardi, e la consideriamo la naturale testimonial del significato che da sempre La Scuola Possibile vuol lanciare al mondo della scuola.

Molto apprezzato anche il duo dei "Sequestrattori": spiritosi e capaci di adattarsi al pubblico e agli argomenti trattati, portando la leggerezza della comicità a sostegno dell'importanza di incontrare buoni docenti - come il nostro Presidente di Sysform, Maurizio Scarabotti, suo docente al tempo della scuola media- 'quella scuola che ho frequentato per cinque anni ... per approfondire meglio!'

Gli insegnanti incontrano tanti alunni, alcuni brillanti da subito, altri un po' 'diesel', con una carburazione lenta: per ognuno c'è possibilità di sviluppare il proprio talento e di saper interpretare la vita con successo.

A distanza di alcuni giorni, leggo della petizione 'contro i compiti a casa' voluta da un dirigente scolastico di Genova. Premetto che potrei aver interpretato male quanto proposto, ma se si dovesse davvero trattare di inveire ancora una volta contro i compiti a casa, che sarebbero testimonianza di una superficialità dei docenti di non saper fare il lavoro in classe, vorrei suggerire di alzare ancora una volta il livello di riflessione pedagogica: difendo il compito a casa non come mancanza del docente e tantomeno come punizione, ma come momento di riflessione personale, perfettamente in linea con una didattica che sviluppa competenze. Forse manca una formazione adeguata sul modo di intendere il fare scuola ... su tutto il territorio nazionale?

Grazie a tutti coloro che sono stati con noi al "Nobel per #LaScuolaPossibile" e a tutti i nostri lettori: continuate a registrarvi ed entrate a fare parte della nostra comunità di 'possibili'.

Non possiamo certo più sperare nel riconoscimento di un Nobel all'insegnamento per quest'anno, ma continuiamo a credere che passione, ardore e competenze rappresentano il mix dei docenti italiani.

E' necessario far sentire di più la nostra voce!

Manuela Rosci
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