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| Contrordine |
| Il compito di imparare a memoria |
| di Gambardella Raffaella - Attività Laboratoriali |
Molte volte, negli ultimi anni, ho assegnato ai miei alunni il compito di imparare a memoria delle canzoni. In realtà erano poesie riadattate da me perché sentivo un pizzico di sensi di colpa, far imparare a memoria una canzone mi sembrava meno prescrittivo che assegnare dei versi poetici. Negli ultimi anni, nella didattica si suggeriva che imparare a memoria era semplice nozionismo. Io invece, cresciuta a suon di "Amo pio bove.." o "I cipressi che a Bolgheri...." sentivo che invece ero stata graziata dal verso, in qualche modo ciò che avevo appreso a memoria era rimasto indenne nel passare degli anni , aveva attivato delle sinapsi che andavano ben oltre il semplice endecasillabo.
La settimana scorsa un articolo scientifico ha riscattato le mie impavide convinzioni: imparare a memoria, leggere e rileggere, ripetere, è spessissimo , secondo un recente studio, il metodo migliore per apprendere, fino ai massimi livelli accademici e non solo alle elementari o alle medie.
Gli psicologi Jeffrey Karpicke e Janell Blunt, a cui la rivista Science ha dato un grande rilievo, hanno condotto un esperimento: hanno consegnato a 80 studenti un testo scientifico da leggere. La metà doveva imparare a memoria quanto appreso, l'altra metà doveva seguire il metodo delle mappe concettuali , disegnare uno schema con i contenuti più importanti collegati tra loro in connessione logica. Poi, tutti i partecipanti al test hanno dovuto riscrivere quanto avevano imparato, e quali erano le loro conclusioni.
I 40 studenti su 80 che avevano riscritto e imparato a memoria quanto avevano letto sono andati meglio all'esame: ricordavano meglio anche a lungo termine e usavano meglio con la loro logica quanto avevano appreso. La conclusione dei due scienziati è stata che chi impara a memoria e prende appunti riesce meglio non solo a ricordare le informazioni apprese, ma anche a riordinarle in modo autonomo e logico.
Novità assoluta in questi tempi di tastiera è il consiglio di scrivere a mano perché il collegamento dell'attività motoria dello scrivere col cervello aiuta a ricordare ben più dell'uso del mouse.
- Lo sapevo- mi sono detta- tutto il tempo utilizzato a riassumere e rielaborare sul taccuino i libri letti non è stato tempo perso, mi ha aiutato a riutilizzare le nozioni apprese e a riutilizzarle nel ragionamento in connessioni logiche.
Insomma, tornerò a raccomandare:-impara a memoria, ripeti , ricorda e prendi appunti. In realtà non ho mai smesso di crederci ma adesso mi sentirò appoggiata dalla Scienza, evviva!
Raffaella Gambardella, Docente presso la Scuola in Ospedale -reparto Grandi Ustionati del Sant'Eugenio di Roma.
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