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n.35 settembre 2013
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Cosa c'è di nuovo?....o di antico?!....i BES
Rinnovamento o solo una questione di principio?
di Presutti Serenella - Inclusione Scolastica
...questioni aperti....
...questioni aperti....
Un nuovo anno e' stato varato sotto l'egida di nuovi percorsi per la scuola:
l' introduzione della normativa che prevede l' impegno per l' individuazione e il trattamento per gli alunni BES e la richiesta dei Piani Annuali per l'inclusione (PAI) si possano annoverare sicuramente tra le questioni più rilevanti di questa fase di ripresa.

L' impegno di molte comunità scolastiche, come anche quello di comunità culturali e professionali come la nostra rivista, viene così riconosciuto in modo più esplicito. Ma siamo proprio sicuri che fosse necessario addirittura assumere un cosi' complesso e molteplice percorso ad iter normativo?
E' il quesito che molti di noi si sono posti e si pongono nel ricollocare le azioni progettuali nelle programmazioni dei POF in queste prime settimane di scuola; ho trovato molto rispondente ed opportuno a questo proposito l' articolo di un esperto, come Maurizio Tiritico, apparso recentemente e disponibile sul portale di edscuola (vedi il link sulla spalla destra, oppure) leggi l'articolo cliccando qui

Tiriticco sostiene la vaghezza stessa della definizione di BES come un pericolo imminente nei già tanto precari equilibri interni delle scuole. Sostenere infatti che: "i bisogni educativi speciali riguardano gli alunni che, in una certa fase della loro crescita (nel periodo di vita fino a diciotto anni), accanto a bisogni educativi normali, e cioè quelli di sviluppo delle competenze, di appartenenza sociale, di identità e autonomia, di valorizzazione e di autostima, di accettazione, hanno anche bisogni speciali, più complessi e difficoltosi, talvolta patologici, generati da condizioni fisiche o da fattori personali o ambientali, che creano difficoltà di funzionamento educativo e apprenditivo".... può essere interpretato ed applicabile per tutti gli alunni: può allora significare che tutti possono essere BES.

Ma è proprio questo il punto! Vado a spiegarmi....
Per garantire il diritto allo studio, la scuola dell'autonomia è tenuta a trovare le sue strategie, modalità e soprattutto a programmare la propria offerta formativa (almeno ci dovrebbe provare) in modo da contestualizzare gli interventi, appunto in autonomia, nel rispetto delle leggi nazionali e delle linee comuni, dettate ormai a livello europeo attraverso gli standard OCSE - PISA. Ha ragione Tiriticco quando ci ricorda che la normativa per poterci muovere verso la personalizzazione degli interventi educativi e didattici esiste già e da molto tempo.
Volendo fare dunque uno sforzo di memoria sulla personalizzazione degli interventi educativi e didattici
RICORDIAMO:

-la L.517/ 1977: norme sulla valutazione degli alunni, che introduce di fatto la programmazione degli interventi didattici e la contestualizzazione da parte dei team docenti;
-la L. 104/92: la legge quadro sull'integrazione nazionale per tutti gli ambiti sociali;
-il DPR 275/99; introduzione dell'autonomia funzionale e didattica, che sancisce le basi necessarie al riconoscimento normativo delle scelte programmatiche delle scuole e alla loro reailizzazione nei contesti territoriali di appartenenza;
-le Riforme dei Ministri MIUR Moratti, Fioroni, Gelmini e l'attuale adeguamento del documento delle "Indicazioni Nazionali" non hanno cambiato questo aspetto del nostro sistema scolastico nazionale, semmai i governi di cui hanno fatto parte non ne hanno di certo facilitato l'applicazione con la stagione costante ed inarrestabile dei "tagli " alle risorse.

In cosa allora consiste la novità?
Dove dovremmo ravvedere il valore aggiunto della CM n.8 del 6 marzo 2013 ?

Sicuramente nel voler riproporre la problematica con una visione aggiornata e moderna dell'individuazione degli alunni dalle personalità complesse e problematiche, distinguendole dalla rilevazione di un handicap certificato;
tutti noi ricordiamo la pericolosa deriva delle "certificazioni diffuse" atte all'ottenimento di risorse, umane e finanziarie, dichiarare che la scuola si deve far carico delle diversità "in toto" rimette la palla al centro nella partita infinita giocata sull'educazione: la relazione educativa, il rapporto biunivoco tra apprendimento-insegnamento.

Non è poca cosa ma non basta, abbiamo bisogno di una presa in carico delle politiche, delle scelte governative di questo paese che arranca nella sua ripresa economica, della centralità dell'istruzione, dell'investimento e non del suo contrario sulla formazione, che per essere efficacemente rivolta alle nuove generazioni deve necessariamente rivolgersi in primis al suo corpo docente di ogni ordine e grado, oltre naturalmente al personale dei Dirigenti scolastici e degli altri operatori della scuola, che ha bisogno di riacquisire la sua giusta collocazione nei processi di crescita e sviluppo degli italiani, incentivando chi è meglio preparato e aggiornando chi non lo è .... Forse così non ci dovremmo preparare ad occuparci a breve, come provocatoriamente ci fa notare Tiriticco, anche di Docenti BES!!!!

Serenella Presutti, psicopedagogista, counsellor
Dirigente scolastico I.C. Via Frignani- Spinaceto- Roma

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