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n. 77 novembre 2017
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Cosa è la narrazione? Perché narrare?
La narrazione come esercizio di libertà e di creatività
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
"La storia, ogni storia, nasce quando ci sono un corpo e una mente che si preparano all'ascolto."
Dacia Maraini


La narrazione è un esercizio di creatività ed in quanto tale consente una sperimentazione della realtà in modo libero.
Ma la narrazione è anche una festa: da sempre ha dato senso allo scorrere della vita, creando pause e cerimonie.
Dobbiamo fare in modo che la narrazione che proponiamo a scuola sia innanzitutto questo, una festa appunto, un prezioso momento di condivisione.
Narrare, narrarsi e, soprattutto, imparare ad ascoltarsi, costituiscono elementi così importanti che vale certo la pena "rubare" tempo ad altre attività, per dare spazio a questa possibilità.
Tutti devono avere modo di narrare: non c'è un'unica lettura, un'unica verità.
Rifacendoci anche un po' alle intelligenze multiple di Gardner, possiamo sperimentare tanti modi di narrare, in modo da dare ad ognuno la possibilità di mettere in gioco le sue prerogative e le sue potenzialità:

-narrare in cerchio, favorendo lo scambio oculare e l'ascolto condiviso;
-narrare passeggiando, un po' come faceva Socrate con i suoi allievi;
-narrare con le immagini, utilizzando albi illustrati, opere d'arte, fumetti o immagini di pubblicità o videogiochi;
-narrare con il corpo, mimando o drammatizzando momenti e scene;
-narrare con i suoni, utilizzando la musica o i rumori, modulando voci ed espressioni vocali;
-narrare con le parole, raccontando o leggendo e rileggendo le storie preferite;
-narrare con la scrittura, esplorando le diverse tipologie testuali e modalità diverse, individuali o di gruppo, proponendo sempre nuove strategie espressive;
...
Quello della narrazione condivisa deve diventare un po' il nostro "logo" del lavoro in classe, quello che definisce uno stile, una buona pratica, deve permeare di senso le attività che proponiamo.
Iniziare una lezione con uno spunto narrativo contribuisce a creare un clima di attesa e di attenzione prezioso per il lavoro che poi andremo a fare e contribuisce a coltivare quell'abitudine all'ascolto che crescerà via via e consentirà di innalzare la soglia di attenzione dei nostri bambini.
Perché non introdurre una lezione di ortografia attingendo ad una lettura tratta dal Libro degli errori di Gianni Rodari?, oppure partendo da una filastrocca di Roberto Piumini ripresa da "Ridi ridì" (edito da Fabbri con CD allegato)?
Il gusto per le storie, in qualsiasi forma esse si presentino, può diventare la chiave per creare e stabilire relazioni, per creare sfondi integratori, per alimentare la creatività.
Non dobbiamo infatti fare l'errore di confondere la creatività con lo spontaneismo: i bambini ci chiedono strumenti espressivi, ci chiedono modi per poter dare voce e forma a ciò che vogliono dire/fare/scrivere.
Questo stesso discorso vale per le attività di arte: se diamo ai bambini dei fogli e dei pastelli colorati dicendo loro di disegnare quello che vogliono, molti saranno disorientati e riproporranno disegni stereotipati di case tutte uguali e uccelli a forma di tre rovesciati.
Dando i giusti strumenti in termini di tecniche e materiali, daremo anche la possibilità di esprimere la loro personale idea di casa e di gabbiano o di rondine.

Stesso discorso per la narrazione: è proprio qui che entrano in campo le nostre proposte di tecniche e stili di scrittura diversi e i nostri giochi... la circolarità che si creerà nelle nostre classi farà sì che alle nostre letture, ai nostri racconti, alle nostre proposte faranno eco i racconti dei bambini, le loro storie e le loro richieste di spazi per la narrazione.

"Ascoltare un racconto e sentirlo proprio è come ricevere una formula per aggiustare il mondo."
Roberto Saviano


Cristina Ansuini, Dottore in Psicologia, Docente presso l'I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma, formatrice con Simonetta Melchiorre del Corso di Scrittura Creativa per l'Associazione Sysform (ente accreditato dal MIUR)
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