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n.41 marzo 2014
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Cosa si può imparare dalle "ferite invisibili" ?
Il potere di autoguarigione delle parole
di Presutti Serenella - Long Life Learning
volare....sopra
volare....sopra
Mi è sempre piaciuto scrivere. Naturalmente prima ancora mi è sempre piaciuto leggere....
Ho letto tantissimo nella mia vita; da bambina leggevo di tutto....dalle pubblicità ai fumetti e quindi ai libri....

Ricordo di aver formulato pensieri e parole alimentandomi continuamente della fantasia che scaturiva nel pensare e ripensare a quello che leggevo e mi incuriosivo sempre di più a farlo ancora, con cose diverse e ancora sconosciute.....tanti pomeriggi a leggere e a fantasticare ad occhi aperti....
Ho continuato più o meno sempre così, e debbo dire che qualcosa di simile mi è poi successo solo con il cinema, inframmezzando letture e visioni di film, frequentando biblioteche, librerie e cinema di ogni livello.....

Bene....questa modalità di pensare sul pensare mi è tornato utile molte volte nella vita, soprattutto nei momenti difficili e bui....come questo che sto vivendo ora.

La perdita di mia madre, oltre a rappresentare la tappa dolorosa che probabilmente è per la maggior parte degli individui, sta acquisendo per me, ogni giorno che passa, un'occasione di "necessaria" rielaborazione dell' esperienza della narrazione. Necessaria perché ne percepisco l'urgenza emotiva e cognitiva di rielaborare le mie esperienze personali e professionali, che inevitabilmente si incontrano in un complesso intreccio, di cui sento importante trovare il bandolo della matassa.


Raccontare e scrivere è l'esercizio diretto della memoria individuale e collettiva; gli antichi ci hanno tramandato meravigliosi mondi evocati oralmente e trascritti magistralmente da alcuni personaggi il cui nome appare indelebile sulla lavagna della storia, come Omero per esempio, o come Euripide e Sofocle....fino a Dante e a seguire.....

L'intreccio delle esperienze e delle fantasie, che spesso si incontrano nei sogni, traccia la linea sottile del confine tra la razionalità e l'emozione, tra la ragione e il sentimento.....esperienza potente che moltissimi bambini vivono con la scoperta delle favole e il linguaggio delle metafore in esse contenute; il raccontare alimenta le immagini interne e aiuta a trovare riferimenti, parole, immagini soprattutto quando abbiamo maggiore bisogno di loro....nei momenti tristi e bui di quando abbiamo paura, o quando siamo colpiti da un grande dolore e ne rimaniamo feriti.

R. Mollica, psichiatra statunitense è tra i massimi esperti del trattamento della sindrome postraumatica da stress, ed è stato tra i fautori di uno dei primi centri dedicati alle vittime di torture e violenze di massa negli Stati Uniti; i suoi studi sulle conseguenze di dolori così estremi sulle persone, a cominciare dai bambini, ci consegnano molteplici esperienze sugli effetti dei "traumi da perdita" e del modo diverso di rielaborare nelle diverse persone e la forza di auto guarigione che è in ognuno di noi.

Mollica, attraverso l'esperienza del trattamento delle persone traumatizzate, addirittura in contesti violenti come le guerre o le calamità naturali, riesce a provare come la forza dell'autoguarigione, attraverso l'esercizio del ricordo e del racconto del proprio dolore, la chiave per riprendersi la normalità, elaborando e trasformando l'esperienza negativa e traumatica in qualcosa di diverso, soprattutto in qualcosa di condiviso culturalmente in quel gruppo, in quella precisa comunità .

E' importante capire che ognuno è portatore di "ferite invisibili", prima o poi nella propria vita, più o meno grandi, anche se tanto prima o tanto poi può fare la differenza.....

Uno dei padri fondatori della Gestalt Therapy, il docente di psichiatria statunitense anch'egli, Erving Polster, ci indica come ognuno sia "interessante" non soltanto per se....ogni vita merita un romanzo..... infatti.

Ci insegna come l'esperienza del raccontare e provare "meraviglia" nell'ascolto empatico dell'altro sia terapeutico; la scoperta dell'altro, attraverso se stessi è il fondamento del cambiamento....la chiave per elaborare e rielaborare le esperienze delle proprie vite. E spesso per ricominciare.....

Ma come possiamo rivolgere pensieri così complessi, tragici e terribili per l'equilibrio di una vita anche ad un bambino o ad un adolescente?
Me lo sono chiesto e continuo a chiedermelo, anche dopo aver approfondito l'enorme potenziale della narrazione fiabesca e dell'uso della metafora nei miei studi e nel mio lavoro.

Penso che la semplificazione spesso non si sposi con l'idea di un approccio più corretto con i più piccoli, ma la semplicità, l'immediatezza e soprattutto l'autenticità, che sono in grado di aprire molte porte della mente e del cuore di una giovane persona in formazione....

L'esempio letterario di Albert Espinosa in "Braccialetti rossi" è emblematico, l'autore stesso è il protagonista di una scoperta sconcertante e meravigliosa allo stesso tempo: può succedere di sconfiggere una grave malattia come il cancro che ti ha colpito fin da bambino, e soprattutto puoi imparare ad essere una persona migliore attraverso la conoscenza della stessa malattia...queste affermazioni possono sembrare molto vicine ad una concezione "religiosa" della vita, ma non è propriamente questo il senso profondo dell'esperienza dell'autore.

Non si tratta di atteggiamenti mistici, piuttosto di riflessioni e profonde rielaborazioni che acquistano una forza incredibile con un linguaggio ludico che non dissacra ma "alleggerisce"....alzando lo sguardo al di sopra delle teste per guardare oltre, a quello che si può fare, immaginandolo prima ancora che accada....

Il "potere" delle parole non è un potere segreto, ma può essere scovato, scoperto con la pazienza e l'impegno...poi "cucinato" e "mangiato", "digerito" per farlo diventare noi.... per poi non lasciarlo più....

Vorrei regalare a chi legge un pensiero non ancora "digerito" ....ma che se raccontato, condiviso...., nel momento che sarà ascoltato, allora diventerà più mio.

Il potere delle parole.

A mia madre

Tu non ci sei

Ma io ti vedo

Alzarti

Nuvola

Cielo



Serenella Presutti, Dirigente scolastico I.C. via Frignani- Roma-
Psicopedagogista, Counsellor della Gestalt psicosociale
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