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Numero: 1 -settembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Così non vale!'  >>>
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Così non vale!
Riflessioni a voce alta sulla scuola "Non Efficace"
di Traversetti Marianna - Emergenza scuola
L'impotenza di agire, l'impossibilità di dire la mia... questo è lo stato d'animo a pochi giorni dal decreto legge Gelmini che, in poche e sommarie righe, pretende di cambiare il sistema scuola e il suo ordinamento. Non ho parole precise per spiegare il mio punto di vista e forse questo è quanto accade anche a molte di noi. Cosa ci è successo? Perché non ci ribelliamo? Perché continuiamo ad attraversare i corridoi della scuola preoccupandoci solo dell'orario settimanale che quest'anno avremo?... come tante ebeti che agiscono, ma non riflettono...
Non so. E' una riflessione che faccio solo dopo che la mia Dirigente l'altro giorno mi ha fermato davanti la sua porta dicendomi, con una passione per la scuola che traspariva dai suoi gesti e dal suo tono di voce: - Marianna, perché non vedo la rabbia?
Effettivamente aveva ragione.
Dal 1° settembre il mondo della scuola è a conoscenza dei cambiamenti che avverranno l'anno prossimo e... poche voci, pochi sussulti...

Credo che il motivo sia da ricercare nel fatto che da cinque - sei anni scolastici a questa parte la scuola ha subito tantissimi mutamenti ed altrettanti travagli organizzativi e metodologici.
Prima snelliscono i programmi, poi ci dicono che dobbiamo fare più ore di educazione civica togliendo così una quota oraria alle altre materie (ma l'anno precedente era stata menzionata non come disciplina, bensì come "Educazione" da "trattare di tanto in tanto"), prima si lotta per la contitolarità dei docenti, per la specializzazione disciplinare degli insegnanti, poi si sostiene che la maestra debba essere una sola e debba insegnare tutte le materie...
Ma perché la gente che non fa parte del mondo della scuola, che non vi ha mai messo piede da quando si è diplomata deve venire a dettare legge tra di noi...noi che la scuola la facciamo, la viviamo, l'amiamo, noi che ci ragioniamo!
Sì, il punto della questione credo sia essenzialmente questo: sono state prese delle decisioni di carattere politico, economico, occupazionale, ma non pedagogico! Non vi è stato alcun dibattito, alcuna riflessione tra esperti, tra "saggi dell'educazione" tra insegnanti e dirigenti, tra universitari e studenti per discutere, capire, ragionare.
Come si può operare un cambiamento radicale, per giunta assolutamente anacronistico, senza la discussione pedagogica? Perché la scuola la deve riformare(ma a questo travolgimento non si può nemmeno dare la terminologia linguistica di "riforma") chi si è sempre occupato di economia e finanza, di diritto...
E ora noi cosa possiamo fare? Aspettare le azioni del sindacato? Ma ci saranno? Le insegnanti faranno scioperi, parteciperanno alle manifestazioni? Tutto questo servirà per ribadire e lottare per un principio sano che è quello del diritto, per gli allievi, ad una formazione continua che apra la mente al confronto, al dialogo? E come, noi docenti, potremmo insegnare a pensare, a sviluppare il "tarlo della curiosità" (come aveva auspicato Fioroni) se non vi sarà più, con il maestro unico, la pluralità di pensiero, l'opportunità di ampie relazioni, il ricco patrimonio culturale che solo con le specializzazioni disciplinari degli insegnanti si poteva avere?
Sono entrata nel mondo della scuola come insegnante sedici anni fa, ho visto l'istruzione crescere e motivarsi, ho cavalcato l'entusiasmo di stare con i bambini e imparare insieme a loro, investendo energie ed emozioni... Ma adesso? Come potrò continuare la metodologia didattica che perseguivo? Quella fatta di trasversalità dei saperi, di attenzione specifica all'integrazione, di promozione alla lettura bandendo i libri di testo ed adottando i testi alternativi, quella dell'uso del teatro come ambiente di apprendimento e di sviluppo della personalità, delle attività laboratori ali che puntano al "saper fare" e al "saper essere"... come si fa, dal punto di vista organizzativo, a tenere in piedi tutto questo con un tempo scuola che diminuisce e una maestra tuttologa, certamente meno rispondente ai bisogni formativi degli alunni del duemila, figli della società tecnologica e cittadini della comunità multietnica e multiculturale?
Staremo a vedere. Ciò che sarà importante, nell'immediato, è la lotta, la resistenza, la tenacia. Purtroppo siamo tornati molto indietro nel tempo e sta noi, maestre, dirigenti, personale della scuola di oggi, far capire all'opinione pubblica e politica che quarant'anni di riflessione pedagogica, di innovazione e sperimentazione didattica sono un patrimonio irrinunciabile per garantire dignità e qualità al sistema scolastico.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico via Perazzi 46 - Roma
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