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n 67 novembre 2016
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Costruiamo Competenze sociali e civiche
Orientare l'alunno verso il mondo
di Calcagni Maria - Long Life Learning
Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione:

"Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo studio personale, le esperienze educative vissute in famiglia e nella comunità, è in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con responsabilità, le situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo ed esprimendo la propria personalità in tutte le sue dimensioni..."

Indicazioni nazionali 2012

Le Competenze così come spiegate dalle Indicazioni Nazionali inducono alcune riflessioni circa la necessità di distinguere i ruoli tra le varie agenzie educative e la reale consapevolezza di corresponsabilità tra i diversi "attori" che partecipano alla crescita del futuro cittadino.
Alla scuola spetta certamente il compito primario di sviluppare gli apprendimenti attraverso attività didattiche progettate con i dovuti collegamenti tra le conoscenze e il mondo, al fine di fornire competenze tali che rendano gli studenti capaci di elaborare sempre nuove soluzioni ai problemi che la vita reale pone quotidianamente.
L'istituzione scolastica ha l'obbligo di definire le proposte educative e didattiche in una relazione costante tra i bisogni fondamentali e i desideri degli alunni, avendo particolare cura nel promuovere i legami cooperativi fra i suoi componenti e di gestire gli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione.
Tali importanti traguardi sono raggiungibili appieno, oggi più che mai, con il supporto necessario e fondamentale delle famiglie.
Spetta ai genitori il compito di offrire gli strumenti cognitivi, emozionali ed affettivi, utili ad attribuire senso alle scelte ed a far acquisire i criteri di giudizio necessari per interpretare la realtà. Resta la famiglia il luogo primario dove percepire e sperimentare i valori, avviare il senso critico, divenire consapevoli della vita ed accrescere la fiducia verso il futuro. Le esperienze in famiglia, i rapporti ed i legami tra i suoi componenti favoriscono la socializzazione, lo sviluppo dell'autonomia e del senso di responsabilità; tra le mura di casa si acquisiscono quei prerequisiti fondamentali per lo sviluppo di competenze sociali e civiche e si consolida la capacità d'impegnarsi in modo efficace in un compito da solo e con gli altri.
Affinché una scuola lavori in modo efficace e costruttivo allo sviluppo delle competenze, sperimenti nuove modalità d'insegnamento apprendimento, applichi al meglio strumenti e strategie inclusive, sono necessarie relazioni costruttive, fruttuosi momenti di condivisione dell'impostazione educativa con la famiglia, comuni criteri di lettura dei comportamenti degli alunni, una condivisa attenzione alla classe come gruppo; una visione questa tanto importante da divenire materia di confronto costante tra genitori e insegnanti.
Le relazioni di oggi, divenute sempre più veloci, determinano spesso apprezzamenti e valutazioni superficiali che all'approfondimento si rivelano spesso infondate.

Nella scuola, per eccellenza ambiente educativo, sarebbe opportuno evitare quei 'processi' più o meno aperti (di chi è la colpa), percepiti o vissuti con disagio dagli alunni, sostituendoli con un'alleanza, per trovare insieme la soluzione migliore ad eventuali difficoltà di apprendimento o comportamentali.
La teoria dell'Effetto Pigmalione "profezia che si autoavvera", attribuita ai docenti, è estendibile anche ad altre figure o ambiti oltre a quello scolastico.
Se i genitori non hanno fiducia nella scuola e sottostimano le capacità degli insegnanti, anche gli alunni presto saranno influenzati dal parere degli adulti di riferimento e nel tempo mostreranno sempre meno rispetto verso le istituzioni e i docenti stessi.
La fiducia è una parte importantissima nella nostra vita, è uno strumento con cui arricchire noi stessi e gli altri, con cui generare molteplici nuove opportunità. Al contrario, invece, la mancanza di fiducia produce frustrazione, stallo, inattività.
La fiducia genera un fondamentale effetto dinamico nel sostanziare le proprie credenze e nello sviluppo delle competenze di cittadinanza e per l'apprendimento permanente. Scuola e famiglia hanno bisogno di ripartire dal semplice ascolto reciproco poiché l'ascolto rappresenta già metà del dialogo. Come educatori siamo soggetti ad errori ma non per questo siamo inadeguati nel ruolo che siamo chiamati a ricoprire, sia esso genitoriale o di docenza. L'accrescimento delle competenze personali (gestione del sé e delle proprie emozioni) e delle speculari competenze relazionali è indice della capacità di gestire i rapporti con gli altri: ciò rappresenta una priorità nella scuola italiana.

Elemento fondamentale delle competenze relazionali e dell'apprendimento in generale è la capacità di ascoltare. In nessun caso si dovrebbe avere fretta di arrivare alle conclusioni, e tener presente che ciò che l'altro pensa dipende dal suo punto di vista, quindi per comprendere io devo sospendere il mio punto di vista. Si tratta di fare previsioni positive ed adattarsi ad esse. Se sappiamo che una persona ci stima o gli piacciamo, tendiamo in automatico ad apprezzarla maggiormente. La sua profezia diventa una nostra aspettativa; cambia così l'approccio stesso alla relazione.
Quando famiglia e scuola riescono veramente ad ascoltarsi con fiducia e in cooperazione, rispettando i compiti che competono loro, allora ben indirizzano il bambino ad affrontare le proprie scelte in modo consapevole, rispettare le regole condivise, collaborare con gli altri per la costruzione del bene comune... (Indicazioni nazionali 2012) ed orientano in positivo la profezia che si auto avvera.


Maria Calcagni, docente I.C. Alfieri-Lante della Rovere, Roma
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