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n 71 marzo 2017
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Oggi è il giorno:21 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Counseling e scuola'  >>>
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Counseling e scuola
Una relazione possibile
di Ruggiero Patrizia - Orizzonte scuola
La scuola è un laboratorio di crescita e sviluppo, ma anche un campo di sfide e ostacoli continui. Gli insegnanti sono impegnati a gestire situazioni di grande complessità nelle classi, poco sostenuti dal contesto e spesso affaticati da cambiamenti e oneri burocratici. Anche i nostri alunni sono continuamente chiamati a risolvere problemi piccoli (aver dimenticato la penna) e grandi (non avere nessun libro di testo a dicembre inoltrato). Per alcuni di loro gli ostacoli sono così difficili ed è così radicata la convinzione di non farcela, che risultano ormai insormontabili.
Il livello di motivazione a volte cala, la fatica aumenta e la sfiducia diventa un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.
Il rischio è reale.
Che fare?
Una risposta straordinaria potrebbe essere costituita dalla diffusione delle abilità e competenze di counseling nella scuola e in particolare nelle classi.
Intanto ci chiediamo: cosa è il counseling?
E' uno strumento, un'attività, un metodo che, attraverso l'uso della relazione accogliente e costruttiva, ha la finalità di:
-promuovere lo sviluppo delle risorse personali e del contesto, esplorandone i punti di forza;
-agevolare la persona ad elaborare la conflittualità e a migliorare la relazione con gli altri e con se stessa;
-orientare nel prendere decisioni vagliando diverse soluzioni;
-sostenere le capacità adattive a cambiamenti ritenuti improvvisi o inaspettati;
-ricercare il benessere personale, individuando tra le proprie caratteristiche modalità idonee a risolvere problemi.

La sua funzione, che pur si basa su un approccio di tipo psicologico,
-non è terapeutica, non ha la "pretesa" di curare situazioni patologiche;
-non è di giudizio sulla persona o sulle scelte che effettua;
-non propone "consigli" nel senso comune del termine, nonostante l'assonanza lessicale.

La modalità di aiuto che viene offerta a chi si trova in difficoltà e che viene definito cliente, consiste nello sviluppare una forma di autonomia tale da aiutare a trovare la propria migliore risposta al problema.

Oltre che individuale, il counseling può essere di gruppo, quando a fruirne sono più persone legate da interessi, scopi, obiettivi comuni. In situazioni di gruppo, valorizza le differenze individuali e agevola la comunicazione, promuovendo la crescita globale e del singolo.

Il counselor, quindi, è colui che favorisce lo sviluppo e le potenzialità della persona, aiutandola a superare i problemi che ne impediscono la piena espressione.
Ora se alla parola problemi leghiamo l'aggettivo scolastici, definendo uno specifico campo di azione, è possibile individuare una relazione tra counseling e insegnamento?
Non è proprio questo che noi docenti siamo continuamente chiamati a fare? Non è proprio questa la funzione del docente?

L'analogia tra la relazione educativa e la relazione di aiuto del counseling si manifesta evidente.
Anche se a volte ci arrocchiamo nei nostri ambiti disciplinari, nei contenuti da trasferire, nei programmi da terminare, ben riconosciamo sulla nostra pelle di ex alunni e di insegnanti veterani quanto sia e sia stata proprio quella relazione speciale ad incidere sul nostro successo formativo e su quello dei nostri allievi.
Ma è come se questo ambito sia sempre rimasto a latere della nostra professione, imputato al "buon senso", forse all'esperienza, a questioni innate e caratteriali.

Infatti non è ancora prevista una sistematica e specifica formazione di counseling nei corsi di studio universitari, in quelli di specializzazione o nel tirocinio.

Inoltre noi oggi siamo chiamati a praticare una didattica che sviluppi competenze sia disciplinari che trasversali, a valutarle e certificarle ed è accertato che la relazione è proprio il nodo intorno al quale si svolgono le competenze.
Quanto ne siamo consapevoli e quanto noi siamo competenti nell'ambito relazionale interpersonale e intrapersonale?
Se arriviamo a formulare la domanda possiamo orientarci a cercare la risposta.
Le abilità e le competenze di counseling possono essere oggetto di formazione e training specifico.
Già in un articolo su "Scuola e Didattica" del settembre 2009, veniva riportata e commentata da Laura Tesolin, un'intervista a Dario Varin, docente di psicologia dello sviluppo, il quale prospettava percorsi formativi distinti per l'acquisizione di abilità e di competenze di counseling, nella prospettiva di creare una base comune per tutti i docenti e un percorso più specifico, articolato e completo per altri, a seconda dei ruoli e delle funzioni da svolgere, anche come figure di sistema.
L'articolo conclude proprio con la considerazione che "sono entrambe strade percorribili e potrebbero incidere positivamente sul sistema scolastico."
Essere competenti nella relazione di aiuto sarebbe una straordinaria marcia in più per tutti i docenti!


Patrizia Ruggiero, docente di sostegno e formatrice, I.C. "Belforte del Chienti, Roma
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