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n.74 giugno 2017
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Oggi è il giorno:20 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Creare contesti
L'esperienza laboratoriale: autonomia e creatività
di Parisi Roberta - Didattica Laboratoriale
Lo sfondo integratore ora è un lapbook
Lo sfondo integratore ora è un lapbook
Incredibile, l'anno scolastico è ormai agli sgoccioli, è passato così velocemente che, seppur stanchi e con un desiderio d'estate non più arginabile, quasi quasi non ce ne siamo accorti!
Abbiamo lavorato sodo e debbo riconoscere che tutti, soprattutto i bambini, hanno mostrato quell'infaticabilità propria di chi ci mette la giusta dose di entusiasmo ed affronta il nuovo con la voglia di aprire sempre più cassetti, riuscendo nell'impresa di avvicinare l'attività scolastica ad un qualcosa di simile al gioco seppur in una situazione controllata.
L'impegno di noi insegnanti è stato quello di sfruttare il filo che lega il gioco alla fantasia ed all'immaginazione.
In effetti in chiusura d'anno abbiamo voluto giocare con la creatività, esercitandola su più piani:
-a livello motorio, prendendo coscienza della propria gestualità;
-a livello delle idee, creando mondi simbolici e fantastici;
-a livello di progettazione-ideazione, realizzando un prodotto dinamico ed interattivo che andasse ad identificare ed a collegare i punti salienti dell'esperienza laboratoriale.
I piani della realtà e della fantasia nel nostro percorso hanno perso i confini netti ma sono divenuti permeabili con continue incursioni l'uno nell'altro, consentendo ai bambini di raccontarsi invece che raccontare le storie degli altri: così una scheda di grammatica, la ricreazione nel giardinetto della scuola mai frequentato da nessuno, l'osservazione delle piantine dell'orto curato dalle varie classi dell'istituto, ad un tratto, perdevano il loro carattere di routine, situandosi su un piano fiabesco.
Ecco allora che la scheda di grammatica offriva lo scenario, i personaggi ed il luogo per la drammatizzazione; il giardino abbandonato, e vissuto dai bimbi come una loro scoperta, si trasformava in una segreta foresta delle meraviglie popolata da leoni, scoiattoli, serpenti; le piantine dell'orto divenivano gli ingredienti per incredibili pozioni magiche; un'acciaccata bottiglia di plastica trovata dietro un cespuglio sicuramente doveva essere la residenza di fantomatici Geni in bottiglia.
Così, con estrema fluidità si è andato a delineare un percorso didattico dove flessibilità ed originalità di pensiero hanno avuto il coraggio di manifestarsi grazie ad una destrutturazione della vita scolastica il cui scopo era di non disperdere la conoscenza infantile primitiva e naturale.
Esperienze di questo tipo, non permeate da rigidità e divieti, hanno le seguenti caratteristiche:
-consentono la partecipazione di tutto il gruppo classe nell' esprimere il proprio mondo interiore, la propria vitalità intellettiva;
-sono motivanti perché intensamente vissute;
-indirizzano gradualmente verso l'autonomia, nel rispetto dei ritmi e dei tempi di ciascuno;
-in situazioni dinamiche così concepite, ognuno svolge una funzione, pertanto vengono a crearsi i presupposti per generare un senso di responsabilità;
-sviluppano un senso di tolleranza verso interpretazioni differenti della realtà.

La storia che siamo riusciti ad inventare narra di un gruppo di bambini che, venuti in possesso di una bottiglia magica, si trova alle prese con tre geni ben poco disposti ad esaudire i loro desideri, piuttosto vorrebbero diventare umani.
La locandina dello spettacolo
La locandina dello spettacolo
Divertente è il momento in cui i bambini dovevano scrivere i loro desideri e leggerli ai compagni: desideri diversi, "strani" e debbo dire anche molto legati agli affetti ed al proprio modo di essere.
I geni guidano i bambini ad apprezzare ciò che si possiede, a capire che per raggiungere certi obiettivi è necessario agire ed impegnarsi, ad intuire l'inutilità di desiderare sempre qualcosa in più col rischio che poi si è sempre insoddisfatti, a ricordarsi che la felicità non dipende da ciò che ci manca.
In una prima fase si è dato spazio all'aspetto narrativo della vicenda, solo in un secondo momento, anche attraverso incontri per classi aperte, si è provveduto ad arricchire la trama di situazioni e personaggi nuovi funzionali alla storia.
Importante è stato il consolidamento del testo attraverso la ripetizione.
Successivamente, diverse ore sono state dedicate ad ideare i dialoghi rispettando le modalità espressive dei bambini che sono molto più incisive e dirette rispetto alle edulcorazioni degli adulti.
Parallelamente i bambini si immedesimavano nei vari personaggi caratterizzandoli emotivamente.
L'inserimento di canti e coreografie ha permesso l'utilizzo di una pluralità di linguaggi importanti per comunicare ma di cui il bambino non è sempre consapevole.
L'attività laboratoriale proposta è stata suddivisa in più quadri, tutti legati temporalmente e sequenzialmente ma dotati di una certa autonomia, pertanto ogni fase permetteva di concentrarsi su obiettivi di apprendimento diversificati, in linea con il curricolo verticale.
Seguendo questa suddivisione, ha preso gradualmente forma anche il nostro lapbook, la cui costruzione è stata considerata come una prova di competenza a lunga durata.
Lo scopo è stato quello di sintetizzare quanto prodotto nelle diverse fasi laboratoriali attraverso la realizzazione di un elaborato didattico creativo, coinvolgente ed accattivante sia dal punto di vista della produzione scritta che sul piano grafico.
Tra le letture proposte ai bambini, che in qualche modo affrontavano i temi trattati, ci sono:
-Non voglio essere una rana, di Dev Petty con le illustrazioni di M. Boldt , tradotto da V. Deiana;
Le coloratissime illustrazioni rendono perfettamente le espressioni della protagonista e sono state fonte di "ispirazione".
-Il lupo che voleva la festa di compleanno di Eleonore Thuillier, Orianne Lallemand;
-Aladdin di Walt Disney;
-La storia del leone che non sapeva scrivere di M. Baltscheit, M.Boutavant.

"....Ed è così comodo essere minorenni! Se io ho un libro che pensa per me, se ho un direttore spirituale che ha coscienza per me, se ho un medico che decide per me il regime che mi conviene ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero di me. Non ho bisogno di pensare, purché possa solo pagare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione...Ora questo pericolo non è poi così grande come loro si fa credere, poiché, a prezzo di qualche caduta, essi imparerebbero finalmente a camminare: ma un esempio di questo genere li rende paurosi e li distoglie per lo più da ogni ulteriore tentativo..."

Immanuel Kant

Buone vacanze a tutti!


Roberta Parisi, docente presso IC Riano, Roma
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