Torna nella homepage
 
Numero: 6 -Maggio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 14 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Creare un contesto sufficiente... >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
Creare un contesto sufficientemente sicuro
Il sostegno come risorsa per la classe
di Nacci Consiglia - Integrazione Scolastica
L'insegnante di sostegno ha una sua caratterizzazione, un suo ruolo ben definito e direi centrale nell'attuale istituzione scolastica. Lungi dall'essere un assistente dei docenti curricolari o, in alternativa, un insegnante "speciale" per bambini diversi, difficili e particolari, tale figura si propone come una risorsa, un punto di riferimento importante per l'intera classe.
È ormai tramontata l'immagine dell'insegnante di sostegno che partecipa o meglio assiste alla lezione del docente e che, accovacciata accanto al suo alunno, ripete e semplifica la lezione, dando suggerimenti e, a volte, completando il lavoro non svolto. Tale figura ha ormai una chiara identità professionale: ha una formazione e competenze specifiche, compiti e obiettivi ben definiti.

Sulla base dell'esperienza che sto maturando, presso il 196° circolo didattico, mi sento di asserire che il docente di sostegno ha il grande e difficile compito di costruire, all'interno del gruppo classe, un contesto sufficientemente sicuro, all'interno del quale ciascun bambino, possa sentirsi accettato; possa mettersi in gioco, scoprendo interessi e capacità e sviluppando motivazioni.
L'alunno deve sentirsi bene nella propria scuola, con i propri compagni, con gli insegnanti e le altre figure che si muovono in questo ambiente. Il sentirsi al sicuro, capiti e accettati per quello che si è, che si sa e che si sa fare e anche per le proprie fragilità, diventa una premessa indispensabile ai fini dell'apprendimento e - ampliando la prospettiva - della crescita della persona.
Obiettivo fondamentale è la formazione di personalità autonome, emotivamente e socialmente equilibrate, che sanno muoversi nei vari ambienti di vita. Il bambino deve percepire la scuola come una madre, sufficientemente buona, in grado di accogliere e contenere ogni forma di espressione e comunicazione e capace di significare le diverse esperienze, a volte non immediatamente comprese e assimilate. Con ciò voglio dire che l'alunno, nel gruppo classe, deve sentirsi libero di essere se stesso; di sperimentarsi e di sperimentare l'ambiente sociale e fisico; di tirare fuori, comprendere e riappropriarsi delle proprie emozioni.

Da qui l'importanza di realizzare, nella classe, il circle time, il tempo del cerchio, all'interno del quale esprimere e ascoltare le proprie e altrui esperienze. E' in questo contesto che gli alunni possono imparare a comprendere e a dare un nome alle proprie emozioni (spesso manifestate attraverso comportamenti inadeguati e ingestibili); a rispettare i sentimenti altrui; ad apprezzare la diversità e a viverla come una ricchezza. È in questo spazio che gli alunni si sentono accettati e che è possibile realizzare la tanto auspicabile integrazione.
Promuovere lo sviluppo di personalità autonome e competenti significa anche mettere gli alunni nelle condizioni di poter scoprire talenti e capacità nascoste. Bisogna puntare su ciò che l'alunno sa fare in modo da rimandargli un'immagine positiva di sé e rinforzare l'autostima.

È interessante lavorare in un'ottica laboratoriale dove ciascun alunno ha la possibilità di sviluppare competenze sociali quali l'essere disponibili, aiutare i compagni in difficoltà, collaborare e confrontarsi con gli altri, gestire i conflitti. Per i bambini che vivono un particolare disagio - e non solo!- il laboratorio rappresenta un microsistema protetto, una simulazione della vita reale, in cui raffinare le proprie strategie di adattamento. I laboratori, al tempo stesso, consentono al bambino di percepire un senso di appartenenza (il far parte di un gruppo) e di sperimentare la diversità, l'alterità; sentimenti indispensabili ai fini della costruzione di una identità.
Tuttavia è necessario che tali attività vengano progettate ad hoc, in modo chiaro e soprattutto che siano aderenti ai reali interessi e alle motivazioni intrinseche dei destinatari. Si rischia sennò di creare contesti dai confini troppo diffusi, che piuttosto disorientano gli alunni, anziché arricchirli.

Consiglia Necci Docente di sostegno 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional