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Numero: 5-gennaio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Crescere all'estero'  >>>
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Crescere all'estero
I buoni motivi delle vacanze-studio
di Covais Silvana - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
Da 15 anni insegno inglese in una scuola media di Fonte Nuova. Amo il mio lavoro, la materia che insegno e stare con i ragazzi che sono,sì, faticosi ma anche meravigliosi e divertenti!! E così, nonostante sia considerata "matta" da alcune persone che ancora non riescono a capire come faccia io a sopportare i ragazzi pure d'estate, da qualche anno organizzo vacanze-studio di 2 settimane in college in Gran Bretagna o Irlanda per i miei alunni con il preciso scopo di unire "l'utile" al "molto dilettevole", permettendo loro di vivere e esperire la lingua in contesti che esulano dai libri e dalle aule scolastiche, entrando in contatto diretto con un mondo che vedono solo nelle figure o in alcuni video e che ogni volta li sorprende e meraviglia!!!
Devo ammettere che i ragazzi sono forse un po' anche contagiati da me, dai miei giudizi e dal mio entusiasmo verso una cultura e una civiltà che trovo bellissime (tempo atmosferico e cibo a parte, naturalmente!!!!), ma devo riconoscere altresì che, oggettivamente, questi viaggi-studio hanno finora avuto sempre un enorme successo e i ragazzi sono sempre tornati entusiasti, pronti a ripartire l'anno successivo.
Quando iniziai nel 2002, partii con un gruppo di 23 alunni di seconda e terza media, praticamente come unica accompagnatrice. L'anno successivo erano 28 e 2 anni dopo 44 e poi il numero è cresciuto man mano nel tempo fino a "costringermi" da qualche anno ormai, a fare due gruppi, cioè ben due viaggi nel mese di luglio per soddisfare le numerose richieste e cercare di seguire i ragazzi in questa loro emozionante esperienza nel miglior modo possibile, ovviamente supportata da validi collaboratori.
Ritengo che questo tipo di esperienza sia estremamente utile per una serie di motivi.
Il più immediato è sicuramente il tipo di esperienza che ragazzi di quell'età (parliamo di ragazzi di scuola media, almeno per il primo dei loro viaggi-studio) possono vivere per la prima volta da soli, senza i genitori, in un paese straniero dove tutto è davvero diverso: la lingua innanzitutto, il clima, i paesaggi, il tipo di architettura, le abitudini, gli orari (pensate che la cena gli inglesi la servono tra le 18.30 e le 19!!!!), la gente,la moda....Per chi prende poi l'aereo per la prima volta è una conquista superare la naturale paura insieme agli amici più "esperti" o magari condividere paura con altri compagni; è una sensazione nuova quella di dover badare a se stessi, stare attenti a non perdere il documento all'aeroporto, dover sistemare la stanza, dormire fuori casa, vincere la paura di dover sostenere un test iniziale di lingua inglese per essere poi assegnato nella classe di livello adeguato e tanto altro... Sono sempre così emozionati!!!!
Ed è un'emozione anche per me perché in realtà là applicano ciò che abbiamo studiato insieme ed è spesso un banco di prova pure per me!! Quindi crescita personale, appunto che spesso viene confermata dai genitori al rientro dei figli; ricorderò sempre un sms mandatomi da una mamma che mi ringraziava di aver contribuito così tanto alla crescita personale e umana del figlio!!Hai detto niente!!!!

Il secondo motivo, non meno importante, è l'esperienza della lingua: la necessità di capire e di essere capiti, spinge i ragazzi a uno sforzo in più che fa scattare una molla che difficilmente scatta in classe loro quando sanno che, comunque sia, verranno capiti. Là no!!! Devono utilizzare una comunicazione efficace e questo è uno sforzo che devono fare ricorrendo al loro bagaglio linguistico e alle loro innate potenzialità che spesso nascondono o, per pigrizia mentale, non esternano.
Ed è così bello vedere che capacità hanno di cavarsela in circostanze che sorprende me ma molto più spesso loro: "Teacher!!!", mi dicono "dovevo cambiare la taglia di questa maglietta e ho saputo dire tutto bene o, comunque, ci sono riuscito!!!" Che soddisfazione!
L'altro motivo, meno immediato ma più duraturo, riguarda la motivazione. Normalmente i ragazzi che hanno vissuto questo tipo di esperienza vanno meglio in inglese rispetto all'anno precedente e non tanto perché in 15 giorni abbiano imparato a parlare la lingua (bastassero 15 gg per imparare una lingua....) ma perché al rientro scuola scatta in loro la motivazione allo studio che è sempre alla base di un apprendimento efficace..

Silvana Covais Docente di lingua Inglese Scuola Secondaria di primo grado "Patrocinio San Giuseppe" di Fonte Nuova- Roma
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