Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
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Articolo 'Crescere con le immagini'  >>>
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Crescere con le immagini
L'alfabetizzazione emotiva attraverso i film d'arte e di qualità (1)
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
"Ci fu un tempo, non lontanissimo, in cui bisognava affannarsi a spiegare che i film potevano essere prodotti d'arte; che il cinema era un linguaggio capace di documentare e descrivere, in molti casi con più finezza di altri. E, naturalmente, proprio per ciò poteva produrre, come la lingua fatta di parole, paccottiglia o, come la pittura, croste abominevoli. [...] il cinema e solo il cinema ci ha insegnato l'emozione del vedere formarsi una lacrima sul ciglio.
Oggi tutto questo è passato. Sappiamo bene che il cinema, come gli altri linguaggi, esige l'attenzione delle nostre scuole: attenzione conoscitiva e critica e, se e dove è possibile, attenzione anche operativa e produttiva"

Tullio De Mauro

Sono molti i percorsi che un insegnante può intraprendere per favorire la costruzione di un clima di scambio e apertura all'interno della propria classe, per promuovere il dialogo interiore nell'alunno, il dialogo tra gli alunni e tra questi e gli adulti di riferimento.
La visione dei film d'arte e di qualità, la lettura delle tematiche proposte dalla narrazione filmica e il loro approfondimento rappresentano una via valida per svolgere un efficace lavoro sulle emozioni e sui valori.
L'obiettivo primario non è certamente quello di formare critici cinematografici. La competenza dell'insegnante risiede nella capacità di "tenere" il gruppo-classe a parlare del film ed è quindi la coralità che, in questo caso, aumenta la competenza interpretativa dei soggetti.
Il semplice e solo atto di vedere il film insieme, con un adulto "stimolante" già EDUCA a vedere il film. Lo spettatore, in questo caso il bambino-spettatore, si lascia andare ai contenuti, alle immagini, ai suoni, alla musica e questo gli consente un intimo contatto con l'emotività, con i propri ricordi ed un intenso processo empatico. Egli, a conclusione del film, porta con sé un insieme di esempi, di sentimenti, di conoscenze, che per lui sono altrettanti valori, contenuti, messaggi identificativi, destinati ad influenzare il suo orientamento nella realtà.
Ed è per questo che la lettura dei film d'arte e di qualità diviene un valido strumento per l'alfabetizzazione emotiva, strumento in grado di ampliare, insieme alla competenza emotiva, l'abilità narrativa dei nostri alunni, affinando al tempo stesso il loro gusto estetico. Il bambino da semplice fruitore passivo , audiovisivamente ineducato (pur perennemente immerso fin dalla più tenera età nel flusso continuo delle immagini in movimento) diventa progressivamente spettatore consapevole, in grado di distinguere il bello e il significativo dalla paccottiglia cui fa riferimento Tullio De Mauro nell'introduzione.
Il bambino impara che attraverso le immagini si possono esprimere sentimenti, sensazioni, punti di vista, idee e comprende che dietro quelle immagini in movimento troviamo le emozioni, le idee, le domande (e a volte le risposte), dell'artista che le ha create, rispetto ai grandi temi dell' esistenza.

Prima di affrontare la didattica delle emozioni con alcuni esempi di lettura dei film, vorrei soffermarmi brevemente a riflettere sul ruolo che attualmente riveste il cinema (e gli audiovisivi in genere) nelle nostre scuole.


Come sussidio di altre discipline (2). Il cinema rappresenta una pratica didattica indubbiamente valida e ben accettata dagli studenti ma non va perso di vista che il film non è mai una ricostruzione storiografica fedele dell'evento, quanto, piuttosto, la rappresentazione del punto di vista del regista. Lo stesso vale per la "messa in scena", ad esempio, di un romanzo del Manzoni. Quindi per quanto piacevole, brillante, avvincente, il film non può essere considerato pedagogicamente "sicuro". Tale utilizzo però è attualmente il più elevato in quanto riconosce al cinema un valore educativo, arricchisce l'apprendimento, allarga le conoscenze.

La scuola al cinematografo. Ci si limita a portare i bambini al cinema durante l'orario scolastico, facendo loro pagare il prezzo del biglietto, anche se ridotto e ciò non serve ad altro che a trasformarli, precocemente, in pubblico pagante. Se è l'unico approccio della scuola al cinema senza che questo entri a pieno titolo nella didattica, rimane un'attività del tutto marginale, oltre che sporadica.
Altrimenti utilizzato, invece, andare a vedere un film comunica ai bambini un valore, un'importanza che è sancita dall'atto stesso di recarsi al cinema.

Il cinema a scuola. Film per l'infanzia utilizzati come "tappabuchi", per tranquillizzare una classe troppo rumorosa, una sorta di "calmante" virtuale, durante il cosiddetto "tempo libero" (come se il tempo dedicato alla didattica fosse una sorta di "tempo schiavo").
Quest'ultimo utilizzo, il peggiore, è senz'altro l'aspetto che maggiormente depriva il cinema del suo valore artistico e creativo, l'uso strumentale che se ne fa toglie al linguaggio cinematografico tutta la sua bellezza e il suo valore.

Questa breve riflessione ha come scopo non certo quello di affrontare ed esaurire l'argomento così vasto e ricco di sfaccettature, quanto piuttosto quello di accendere in chi legge una piccola luce, qualche curiosità, spunti di riflessione e desiderio di ricerca nei confronti dei contenuti fin qui proposti.

Simonetta Melchiorre Docente I.C. V.le Adriatico - Roma


(1) Cfr."Crescere con le immagini" Alfabetizzazione emotiva attraverso il cinema e l'audioisivo" di G.Montesanto, in corso di pubblicazione.
(2) AA.VV. "Educare al film Il Piano nazionale per la promozione della didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola" ed. FrancoAngeli, Milano, 2005.
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