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Numero: 4-dicembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 26 Settembre 2018

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Cultura dell'innovazione e partecipazione
La società della conoscenza inclusiva a Roma, nel Lazio, in Italia.
di Parisi Serena - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
E' il 10 dicembre, una piovosissima mattina. Sono a piazza Venezia, in pieno centro storico a Roma, nella sala Alinari del palazzo delle Generali. Dalla terrazza della sala si gode un panorama mozzafiato sull'Altare della Patria e sui Fori.
Il dott. Romano Santoro della Fondazione Mondo Digitale, che mi aveva fatto pervenire l'invito al convegno, mi accoglie e mi fa da cicerone con la simpatia che lo contraddistingue. La sala è gremita di gente. Sono presenti molti Dirigenti Scolastici con alcuni dei quali scambio qualche battuta sul progetto "A scuola con jum pc" che sto portando avanti nel mio circolo didattico (proprio grazie a Fondazione Mondo Digitale).
Coordinatore delle discussioni è Romeo Bassoli, capo ufficio stampa dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che introduce l'argomento evidenziando lo stato di crisi mondiale che affligge anche il nostro paese e la decisione di Barack Obama, presidente neoeletto degli States, di concentrare gli sforzi di ripresa puntando sull'istruzione e l'innovazione tecnologica. Uno degli slogan del suo programma è "un computer per ogni alunno"...qualcosa che mi rimane molto familiare per fortuna!
Il primo intervento è affidato ad Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie dell'Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione.
Come affrontare la situazione? La tecnologia può sfidare la crisi? L'Italia ha gravi problemi strutturali. E' più avanti dei Paesi in rimonta, ma molto indietro rispetto agli "innovatori": è solo 27° (su una trentina) per la European Innovation Scoreboard. I vari indicatori che registrano il livello di innovazione (produttività, ricerca e sviluppo, brevetti, ecc.) segnalano per l'Italia il perdurare di una situazione di debolezza che la relega tra gli "slower movers", i paesi che si evolvono più lentamente. L'unica eccezione è lo sviluppo della telefonia mobile individuale, nella quale non temiamo rivali! Come è chiara questa analisi!
La convinzione di Molina è che idee, scelte politiche, progetti , per essere efficaci debbano integrare le tre grandi aree dell' INNOVAZIONE, dell' EDUCAZIONE e dell' INCLUSIONE. Solo così si può accelerare il processo verso una società della conoscenza inclusiva, in modo che i benefici che provengono da conoscenze, nuove tecnologie e innovazione possano essere ad appannaggio di tutte le persone senza alcun tipo di discriminazione, devono essere coinvolti tutti gli strati della popolazione.
Qui la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella cosiddetta INNOVAZIONE SOCIALE, parola chiave di tutto il convegno. E' quella di cui deve beneficiare l'intera società, come nel caso dell' educazione pubblica, compresi i settori più svantaggiati:i poveri, i disabili, i disoccupati, i rifugiati.
Non vi sono confini netti tra ISTRUZIONE ed INNOVAZIONE in quanto conoscenza, abilità, competenze e apprendimento sono fondamentali anche nei processi di innovazione, e creatività e ricerca appartengono ad entrambe.
I VALORI CULTURALI sono fondamentali sia per il singolo che per intere popolazioni. La mancata inclusione dei benefici dell'istruzione e dell'innovazione, al contrario, difficilmente porterà all'eliminazione di quelle calamità come povertà, odio e guerra che prevalgono nella società odierna.
Il prof. Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Mondo Digitale e professore emerito dell'università La Sapienza di Roma, prende la parola illustrando la situazione dei livelli di partecipazione alla vita della cultura in Italia. Purtroppo anche per il prof. De Mauro le ombre prevalgono sulle luci, in quanto, da studi effettuati, la popolazione italiana risulta essere attivamente coinvolta alla vita culturale solo nel 16% dei casi. La stragrande maggioranza della gente, infatti, non risulta beneficiare o interessarsi a corsi di istruzione, all'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, non possiede abilità linguistiche spiccate, legge poco, ha ridotte abilità pratiche, artistiche o amatoriali, fruisce in maniera ridotta di spettacoli dal vivo, del patrimonio storico, museale e paesaggistico.
Ma allora gettiamo la spugna? Il prof. De Mauro non è così pessimista. Infatti risulta anche che il 31% della popolazione, pur non prendendo parte alla vita culturale vera e propria, tenta di migliorare il proprio stile di vita e il proprio livello culturale, anche se in maniera non del tutto efficace. E su questo che il prof. De Mauro spende "i suoi due soldi di speranza".
Gli Italiani sono stati in grado di riprendersi da un terribile dopoguerra che aveva vessato il paese. La scuola pubblica ha saputo istruire una popolazione di analfabeti ribaltando completamente le statistiche sull'analfabetismo, la generazione che ne è derivata è stata agguerrita nel superamento delle difficoltà, caparbia nella creazione di ricchezza e nel miglioramento delle condizioni di vita in tutti gli strati della società, il boom economico era per tutti! Ebbene, se lo abbiamo fatto una volta possiamo farlo ancora! Gli italiani sono brillanti e fantasiosi, trovano soluzioni alle avversità, anche se non sempre canoniche, ma ce la fanno sempre!
E' qui allora che si concentrano gli sforzi della Fondazione Mondo Digitale :nel garantire una diffusione più ampia possibile delle ICT (information and communication technologies) nelle scuole, ad anziani (nonni su internet), a gruppi di rifugiati nei centri di accoglienza, auspicano la diffusione della banda larga ad una fetta della popolazione sempre più ampia.
Nella stessa direzione vertono gli interventi di economisti, imprenditori, assessori, direttori di settori di grandi multinazionali e professori universitari che hanno partecipato alla tavola rotonda .
L'unica strategia possibile è quella dell'INCLUSIONE. La sensazione che mi è rimasta da questa mattinata di parole e confronti è di essere piccola, piccolissima in confronto a personaggi del calibro di quelli che hanno partecipato al convegno ma, allo stesso tempo, di far parte di un enorme progetto di risanamento della società, come cittadina, come insegnante, come parte dell'avventura dei jum pc, come individuo. E' stata una esperienza affascinante e fruttuosa, ed è stato efficace prendere parte ad un settore di mondo che vive fuori dell'aula scolastica.

Serena Parisi Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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