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n 71 marzo 2017
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Articolo 'Dal dono al talento'  >>>
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Dal dono al talento
Il riconoscimento della plusdotazione
di De Angelis Giovanna - Inclusione Scolastica
"L'intelligenza non è solo quello che i test misurano, è anche quello che sfugge loro" - Edgard Morin

Catalogare, diagosticare, incasellare, etichettare gli alunni in contenitori precostituiti sembrano, a volte, attività preferite di una certa classe insegnante che difficilmente mette in discussione il proprio modo di insegnare, operare, rapportarsi con i propri alunni, flettersi verso di loro, per coglierne differenze, peculiarità e attitudini da sviluppare. Le persone umane sono sorprendenti, mai prestabilite o inchiodate in un ruolo invalicabile. Nessuno è mai "normale in tutto", "disabile in tutto" o "superdotato in tutto". Spesso, persino diagnosi ben fatte tradiscono i reali contenuti dei barattoli ed è per questo che, a livello pedagogico e normativo, è fuor di dubbio che è compito della scuola, unica istituzione preposta alla promozione dello sviluppo integrale della persona per il pieno raggiungimento del successo formativo, come prescritto dall'art. 3 della Costituzione Italiana, sia quello di cogliere in ciascuno la singolarità e la specificità, in un'ottica di globalità e integralità. La semplice somma di tutte le parti non è sufficiente a garantire il tutto della persona.

Ma chi sono i soggetti ad alto potenziale?

Il termine potenziale indica un'area di sviluppo posseduta da tutti, secondo caratteristiche individuali di natura biologica, che si attiva grazie alle stimolazioni del contesto (famiglia, scuola, pari, contesto socioculturale, ecc.)e che consente a ciascuno di sviluppare abilità specifiche. La quantità e la qualità delle stimolazioni e delle esperienze offerte dai contesti di crescita consentono o meno di realizzare le potenzialità individuali. I soggetti ad alto potenziale sono individui dotati di possibilità di sviluppo superiori alla media. Queste possono riferirsi ad ambiti molto diversi tra loro: scolastico, artistico, motorio e socio-emotivo, ecc.; anche se molto spesso la definizione e i programmi di potenziamento si riferiscono al solo ambito cognitivo (LabTalento, 2013).

Quanti talenti, ogni giorno, all'interno delle nostre scuole, non vengono coltivati per l'incapacità di rendersi conto che, forse, sappiamo poco sull'argomento plusdotazione, sul suo riconoscimento e sulle difficoltà degli alunni di essere compresi e pienamente valorizzati da noi? Quanto potenziale viene sciupato, mortificato, lasciato lì ad aspettare, con la convinzione erronea che "se il ragazzo è intelligente, può attendere il resto della classe e dei compagni?". Niente di più falso: ciò che non viene adeguatamente stimolato e promosso, non potrà più vedere la luce. Direi che gli insegnanti hanno una grossa responsabilità in termini di promozione di menti brillanti, di valorizzazione delle eccellenze, che spesso vengono confuse con chi prende 10 a scuola. Il bravo studente non necessariamente è un plusdotato, ma solo un soggetto che ha ben compreso come adattarsi alle richieste degli insegnanti e dell'istituzione scolastica ed è dotato di motivazione, determinazione e volontà nello studio.
Il termine gifted=dono, che considero appropriato e calzante, racchiude in sé la capacità, l'attitudine ancora allo stato iniziale, potenziale, di un talento, che diventerà tale, solo nel momento in cui troverà la sua realizzazione e la sua piena espressione.
Ma i numeri cosa ci indicano? Una realtà molto più grande di quanto pensiamo. Tra alunni ad alto ed altissimo potenziale intellettivo la percentuale è del 2-5%. In pratica 1 alunno ogni 25, cioè in media uno per classe. Non solo, si stima che circa 2/3 dei bambini plusdotati incontra difficoltà nel sistema scolastico e che il numero dei bambini depressi superdotati è significativamente maggiore rispetto ai bambini depressi mediamente dotati.
In Italia purtroppo siamo ancora carenti nell'ambito normativo e non abbiamo, come nel resto d'Europa, una legislazione specifica sulla plusdotazione. Quando venne stilata la normativa sui BES, sembrava finalmente che le richieste dei tanti specialisti, insegnanti universitari, genitori incompresi fosse finalmente stata accolta, ma le successive circolari specificarono nuovamente che ci si riferiva allo "svantaggio" in tutte le sue molteplici accezioni.
Esistono comunque degli elementi che possono aiutare gli insegnanti nell'individuazione degli alunni plusdotati come:
-la precocità: imparano a leggere molto presto;
-gli interessi: manifestano infatti un grande interesse per enciclopedie e dizionari e si pongono domande sull'origine dell'universo o dell'uomo, cambiando hobbies di frequente, una volta esaurito l'argomento di interesse;
-le amicizie: di norma hanno amici più grandi di età;
-la concentrazione, prolungata e protratta su qualcosa o qualcuno tale da farli sembrare in un altro mondo;
-la capacità di giudizio, acuta e pertinente;
-la sensibilità, estrema, soprattutto nei confronti dell'ingiustizia, anche se non vissuta in prima persona.
A scuola questi alunni vengono frequentemente etichettati come iperattivi o ADHD, poichè le attività di routine scolastica o di manutenzione di sé e dei propri oggetti vengono considerate di scarso interesse e demotivanti. Per questo non è improbabile che ravvivino il periodo da trascorrere a scuola, obbligatorio seppur inutile, con attività di disturbo che coinvolgono anche i compagni. E´ possibile che siano tacciati di maleducazione, insubordinazione, in quanto apertamente polemici, o di indisciplina. Sono rimproverati perché non si impegnano molto o potrebbero fare di più, visto che nelle nostre scuole l'impegno e la fatica vengano premiati, e non il risultato raggiunto, anche se buono.

Ho incrociato sulla mia strada di insegnante e genitore alcuni bambini plusdotati, sul riconoscimento dei quali ho avuto la fortuna di approfondire i miei studi frequentando un Corso di Perfezionamento presso l'Università di Bergamo, sotto la guida del Prof. Bertagna e svariati interventi divulgativi promossi dall'Università di Pavia con la Prof.essa Zanetti. Non da ultimo, di grande aiuto è stato il supporto fornitomi dalla Dott.essa Federica Mormando che mi ha aperto un mondo e una realtà di cui, in parte, ignoravo l'esistenza.
In tutti questi anni ho sicuramente interiorizzato un concetto: le teorie e le metodologie didattiche rientranti nell'attivismo, nel costruttivismo, nel metodo Montessori, in quello di Feuerstein, Steiner e nell'attualissima didattica per competenze, rappresentano validi strumenti per sollecitare, stimolare, rendere parte attiva del processo di insegnamento-apprendimento qualsiasi alunno. Nonostante i limiti di queste, l'importante è riconoscere i bisogni diversificati e molteplici dei nostri alunni, anche di quelli ad alto ed altissimo potenziale intellettivo.
Personalmente mi sento responsabile nel riconoscimento dei doni di ciascuno dei miei alunni, nei confronti dei quali sento forte il dovere di contribuire a trasformarli in talenti affinché si realizzi finalmente la funzione crestica.


Giovanna De Angelis, docente IC Fara Sabina (Ri)


Bibliografia:
Mormando, F. "I bambini ad altissimo potenziale intellettivo",Erickson
Zanetti, M.A., (2017) Bambini e ragazzi ad alto potenziale, . Una guida per educatori e famiglie, Carocci


Step-net onlus Associazione italiana genitori bambini plusdotati e Fondazione Eris onlus
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