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n 67 novembre 2016
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Dalle parole all'azione
Il cambio di rotta della didattica
di Orsolillo Giuseppina - Organizzazione Scolastica
Competenze chiave europee, traguardi di competenza, certificazione delle competenze, unità di apprendimento, compiti di realtà: per tutti noi che operiamo nella scuola questo è il nuovo linguaggio da condividere!

Le Indicazioni Nazionali e le Linee Guida per la certificazione delle competenze ci definiscono i punti fermi cui fare riferimento, ma come trasferire quanto prescritto in pratica quotidiana, ovvero come cambia la rotta della didattica?

La nuova rotta dell'iter formativo finalizzato al raggiungimento di competenze non pone più le conoscenze disciplinari come fine dell'insegnamento ma sposta, al centro dell'intervento educativo, i processi di apprendimento e, al centro delle scelte metodologico - didattiche, la capacità dei bambini di "orchestrare" le loro risorse cognitive e socio - affettive nelle situazioni e problematiche che la vita reale pone quotidianamente. Ciò significa che non è più possibile limitarsi alla mera trasmissione di singole conoscenze ma è necessario trovare il modo di stabilire tra loro delle relazioni, cioè costruire una rete del sapere che rappresenti una risorsa per il raggiungimento delle competenze.

Tutto ciò è concretizzabile nella progettazione delle unità di apprendimento, che spostano il focus dell'azione didattica dai contenuti disciplinari all'attivazione di processi metacognitivi.

Partendo da tali consapevolezze, con le colleghe di classe prima abbiamo strutturato un Progetto Accoglienza,"L'orto dell'amicizia", la cui finalità primaria era la relazione socio-affettiva tra alunni, alunni/ insegnanti e la creazione di un clima sereno, accogliente e cooperativo. La stesura del progetto è stata realizzata sviluppando un'unità di apprendimento che, partendo dai traguardi per lo sviluppo delle competenze e dalle competenze europee di riferimento, ha reso possibile l'osservazione delle conoscenze pregresse e l'avvio delle prime attività senza dover ricorrere alla "classica" frammentazione del lavoro in discipline.

Questo ha permesso ai bambini di mettere in atto un saper fare, sapendo riutilizzare le conoscenze "utili" all'apprendimento.

Tale cambio di rotta richiede anche quella che Grant Wiggins definisce una "valutazione alternativa che verifica non solo quello che il bambino sa, ma ciò che sa fare con ciò che sa". Una valutazione autentica che considera l'apprendimento scolastico non un accumulo di nozioni ma la capacità di trasferire e utilizzare le conoscenze acquisite in contesti reali.

Parliamo, quindi, di "compiti autentici o di realtà", ovvero situazioni problematiche reali o simulate quanto più possibile vicine al mondo reale, che siano nuove, motivanti, che incoraggino il bambino a far emergere le proprie capacità, riflettendo, sperimentando, confrontandosi e collaborando con gli altri, scegliendo utilizzando e padroneggiando le conoscenze ma, soprattutto, che lo facciano sentire libero di attivare la propria creatività e il proprio pensiero.


Giuseppina Orsolillo, docente I.C. Fara Sabina - Rieti
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