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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 13 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Daniele e il sassolino della fortuna
Il coraggio di un bambino "difficile"
di Ferraccioli Elena - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
Qualche anno fa insegnavo inglese in una scuola privata del centro di Roma e preparavo gli alunni di classe terza e quinta a sostenere un esame di cinque-sei minuti con un insegnante madrelingua che veniva appositamente da un paese anglofono. I bambini venivano valutati e qualora il loro livello non fosse stato adeguato alla richiesta potevano anche essere bocciati. Potete ben intuire il mio stato d'ansia a ridosso dell'esame, la dirigente mi aveva detto senza peli sulla lingua che dovevo garantire la promozione di tutti i bambini, i genitori nutrivano enormi aspettative e più della metà dei miei alunni tremava alla sola idea di doversi confrontare con uno sconosciuto, in una lingua straniera e per di più senza che la maestra Elena potesse assistere. Il primo anno di lavoro ero letteralmente terrorizzata, continuavo a ripetermi che dall'esito di questo benedetto esame dipendeva il mio futuro lavorativo, le parole della direttrice: "...deve garantire la promozione di tutti i bambini..." mi rimbombavano nella testa. La classe quinta poi era piuttosto problematica poiché era molto numerosa, ma soprattutto era la classe di Daniele. Daniele era un bimbone grande e grosso con notevoli disturbi del comportamento (chissà com'è questi particolari ragazzini non sono mai mingherlini) e una situazione familiare difficilissima, basti pensare che aveva giustificato l'improvviso allontanamento suo e della madre da casa ritenendo di essere lui la causa della gravissima depressione del fratello poiché pensava di essere affetto da un virus che faceva star male le persone. Daniele picchiava i compagni e a volte anche gli insegnanti, sputava e si buttava per terra in continuazione, aveva una soglia attentiva limitatissima e non dimostrava vivo interesse per nessun argomento proposto, aveva una buona proprietà di linguaggio anche se in buona sostanza sapeva leggere e scrivere a stento. Fu difficilissimo riuscire ad "agganciarlo" in qualche modo, per fortuna l'insegnamento di una lingua straniera si prestava a un coinvolgimento attivo e intenso dei bambini che partecipavano entusiasti soprattutto alla preparazione delle scenette. Daniele in particolare si prodigava nella costruzione di oggetti che rendevano più verosimili le varie simulazioni che i bambini interpretavano con grande soddisfazione; inoltre il bambino aveva l'incarico di gestire il videoregistratore e lo stereo, compito che assolveva al meglio concentrandosi molto sul momento giusto per mettere pausa, andare avanti o indietro. Man mano che passava il tempo mi rendevo conto che il bambino era sempre più inserito nelle varie attività proposte e con l'aiuto di qualche suggeritore riusciva anche ad interpretare semplici parti nei role play in classe. Aveva scoperto che gli piaceva disegnare e quindi faceva dei buffi fumetti i cui balloon riempiva con l'aiuto dei compagni. La relazione con gli altri bambini andava via via migliorando poiché Daniele non era solo più quello che dava fastidio e disturbava tutti ma quello che faceva bei disegni e tanto altro. Quando si trattò di inviare l'elenco dei bambini che avrebbero dovuto sostenere l'esame tuttavia ero consapevole che la sua preparazione non era adeguata al livello richiesto, lo presi quindi in disparte e gli spiegai che il gruppo classe avrebbe dovuto affrontare di lì a poco un esame in lingua inglese e lo interrogai facendogli una serie di domande- tipo cui avrebbe potuto trovarsi nella condizione di rispondere. Daniele non rispose alla maggioranza delle domande e io gli chiesi "Come pensi che sia andata questa prova di esame?"- "Malissimo maestra"- " Pensi di essere pronto per affrontare una prova di questo tipo?"- "Proprio no!"- "Ok ! Io sono comunque molto soddisfatta del lavoro che hai fatto fin qui, come avremmo fatto a fare la scenetta del ristorante senza i tuoi menù ...". Insomma per me il discorso esame di Daniele era un argomento archiviato. Quando qualche giorno dopo i bambini mi consegnavano le autorizzazioni per andare a sostenere l'esame Daniele si presentò alla cattedra un po' contrariato: " Maestra, mi sa che questo foglio che ti stanno dando io non l'ho ricevuto"- " Si Dani, è l'autorizzazione per andare a fare quell'esame di inglese di cui abbiamo parlato e avevamo deciso che tu non sei ancora pronto...ti ricordi?"......lunghissima pausa di silenzio...... "Voglio quel foglio!"- " Perché?"- " Voglio fare anche io l'esame!"- " Daniele ma ne abbiamo parlato l'altro giorno, tu hai imparato moltissime cose ma ti serve ancora un po' di tempo per ..."- " Maestra, io non ti ho mai detto che non volevo fare l'esame! So di non avere risposto bene alle tue domande, non capivo quasi niente di quello che dicevi, ma tutti i miei compagni andranno a fare questo esame e io voglio essere con loro, mi voglio assumere le mie responsabilità! Se mi bocceranno pazienza! Almeno potrò dire di averci provato! Non devi avere paura!". Vi assicuro che queste furono le sue parole. Aveva uno sguardo calmo e determinato, aprii senza indugiare oltre il cassetto della cattedra e gli consegnai il foglio per l'autorizzazione. Il giorno dell'esame Daniele cantò durante tutto il viaggio d'andata e mentre aspettavamo nel giardino della scuola che ci ospitava trovò un piccolo sassolino rosso tutto liscio a forma sferica, chiamò con vivacità i compagni intorno a sé e disse: " Hei ragazzi! Guardate...ho trovato il sassolino della fortuna, non è bellissimo? Hei che idea...prendi Raffaele, stringilo forte durante l'esame e vedrai che ti porterà fortuna! Quando esci ricordati di darlo a Francesco che viene dopo di te, poi tu Franci lo dai a Beatrice e così via fino all'ultimo di noi!". Mentre guardavo i miei bambini passarsi di mano in mano il sassolino, aspettarsi l'un con l'altro e scambiarsi con trepidazione le impressioni sull'esame mi resi conto che mi commuoveva e riempiva di orgoglio vederli così uniti. In quel momento capii che non era tanto importante l'esito dell'esame ma tutto quello che avevamo costruito insieme giorno dopo giorno condividendo momenti belli e brutti che però ci avevano fatti crescere e unito moltissimo rafforzando sempre più il nostro legame. I bambini furono tutti promossi con un'ottima valutazione complessiva...tutti tranne uno. Quando Daniele uscì dal colloquio non so come riuscii a trattenere le lacrime, tutti i compagni cominciarono ad applaudire e a gridare il suo nome in coro, per loro non era importante il risultato ma avevano apprezzato il suo percorso e il suo coraggio. Quando gli chiesi come era andata mi disse: " Maestra, questo è ancora più pazzo di te! Non si capisce niente di quello che dice, non sono nemmeno sicuro che parlasse inglese...sembrava più arabo!" - " No Daniele, ti assicuro che questo signore parla un ottimo inglese"- "Vabbè se lo dici tu!...senti maestra ma questo esame si può ridare?"- " Certo Dani! Se studi e ti impegni puoi riprovare quando sarai pronto!" - " O.K. la prossima volta lo passerò!". A fine giornata quando anche l'ultimo bambino della catena aveva terminato l'esame Daniele venne da me con tutti i compagni e mi consegnò il sassolino: " Questo vogliamo che lo tenga tu maestra, così quando lo vedrai ti ricorderai di noi!". A fine anno mi regalarono una scatolina d'argento con sopra inciso il mio nome e lì conservo ancora il sassolino della fortuna che di tanto in tanto nei momenti difficili stringo forte nella mano e ripenso ad un bambino che aveva avuto coraggio.

Elena Ferraccioli Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46- Roma
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