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Numero: 8-aprile 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 25 Settembre 2018

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Dare sfogo alla propria fantasia
La creatività nei bambini
di D'Angiò Giovanni - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
La creatività è la capacità di riconoscere in maniera originale nuovi rapporti tra gli oggetti di vedere nuovi problemi e di scostarsi dal modo abituale di pensare, cercando di sviluppare idee del tutto originali.
È quindi la capacità di scoprire nuovi nessi logici tra gli elementi di un problema e produrre concetti relativi.
I teorici associazionismi spiegano la creatività come frutto di una serie di condizionamenti, secondo i quali il soggetto creativo godrebbe di un patrimonio di associazioni più ricco e più stabile e grazie a ciò può disporre di una serie di collegamenti o catene associative molto più ricca ed adattabile.

Da un punto di vista emotivo la creatività, può essere definita come capacità di immaginare, fantasticare nei confronti della realtà.

Wertheimer (1880-1943) uno studioso che si è interessato al problema del pensiero umano ritiene che l'intelligenza creativa sia la capacità di immaginare una alternativa non banale nella percezione od uso di qualcosa.
L'intelligenza creativa richiede una capacità piuttosto alta di cogliere le proprietà fondamentali di una percezione, di avere quindi una visione di sintesi delle proprietà di un oggetto o evento.
Al contrario, l'intelligenza logica di tipo astratto richiede la capacità di esaminare un evento in modo analitico e scomposto, isolando attraverso l'analisi logica, i fattori che intervengono ad originarlo.

Molto spesso questo due forme di intelligenza non coesistono nello stesso individuo, a prescindere da quale delle due forme di intelligenza scegliamo di utilizzare questa è una funzione produttiva del pensiero. L'intelligenza creativa si oppone alla tendenza innata del pensiero ad affrontare i problemi nuovi utilizzando in modo privilegiato e meccanico gli schemi di soluzione che si sono dimostrati efficaci nel passato. La creatività pertanto è data dalla capacità individuale di riorganizzare costantemente la propria vita.

Il bambino è un essere "creativo" e ha due modi di cogliere la realtà esterna:

? Il primo modo è utilizzando il pensiero creativo, che però molto spesso erroneamente viene riconosciuto solo per le attività creative. Il pensiero creativo, invece, viene utilizzato anche in altri campi diversi da quelli prettamente artistici.

? Il secondo modo è utilizzando il pensiero codificato tale per cui il bambino assimila quanto l'adulto gli spiega limitandosi ad apprendere passivamente le informazioni che riceve.

Ciò che l'insegnante dovrebbe fare, è favorire lo sviluppo e l'utilizzo del pensiero creativo, applicandolo ai vari campi dell'insegnamento.

L'insegnante dovrebbe coinvolgere e indirizzare il bambino verso una scoperta libera del sapere, evitando quando possibile lezioni frontali o lezioni preconfezionate, in questo modo l'educatore aiuterà il piccolo a espandere il proprio IO e a crescere senza interventi soffocanti o direttivi, ma con interventi correttivi, la libera espressione e lo sviluppo dell'autostima.

La creatività viene espressa dai bambini anche attraverso il gioco, ad una certa età si cominciano ad utilizzare le costruzioni, in questo caso si rende necessario dare valore a ciò che il piccolo ha creato, in questo modo non solo come già detto si accrescerà l'autostima ma anche il senso di fiducia nelle proprie capacità.
Il gioco, quindi, è la prima forma di creatività che si manifesta nell'individuo, giocando il bambino esprime il proprio mondo interiore e palesa le relazioni che ha con "l'altro" significativo.
Ottimale per stimolare la creatività del piccolo è utilizzare giocattoli non precostituiti, in questo modo il fanciullo può dare libero sfogo alla sua fantasia.

La creatività è quindi dare sfogo alla fantasia, attraverso il pensiero creativo, utilizzando attività quali: ascoltare musica leggera, manipolare oggetti, dipingere, disegnare, tutte attività atte alla stimolazione cognitiva.
La creatività di un bambino dipende anche dal tipo di ambiente all'interno del quale il piccolo cresce, se l'ambiente è stimolante e motivante il fanciullo avrà uno sviluppo psico-fisico sano, e anche la sua creatività ne sarà favorita.
Se in casa i genitori ascoltano attenti i bisogni del figlio, entrano in risonanza empatica con lui, apprezzando i suoi lavori, il bambino sarà favorito nel suo sviluppo creativo.
Se a scuola il bambino è ben inserito, non ha problemi di socializzazione con i compagni, può utilizzare positivamente il confronto con il gruppo dei pari come momento di crescita intellettivo e creativo. L'attività ludica più creativa che spesso si fa in gruppo prevede la finzione, che permette al bambino di sperimentare un'ampia gamma di pensieri, sentimenti, anche di vivere situazioni paurose o conflittuali.
Tale gioco però, non essendo imposto dall'esterno, viene vissuto come espressione delle fantasie di ciascun bambino, rappresentazioni simboliche della realtà, terreni fertili per la creatività.
Solo nel momento in cui l'allievo avverte un clima di fiducia e di accettazione da parte sia dell'insegnante che del gruppo dei pari, si sentirà libero di sfogare e palesare le proprie capacità creative, con tutto ciò che rappresentano, emozioni, sentimenti, vissuti.
L'insegnante dovrà pertanto in prima persona astenersi da commenti e giudizi e suggerire a tutta la classe di fare lo stesso in merito al lavoro prodotto da un compagno.
L'insegnate deve anche tentare di vedere il mondo, la realtà esterno con gli occhi del bambino, cercando di identificarsi con i suoi sentimenti, comprendendolo empaticamente.

I bambini che a scuola sono coinvolti in laboratori e producono qualcosa di creativo, sperimentano, scoprono e mettono alla prova le proprie capacità, interiorizzando una buona immagine di sé, tutto ciò li aiuta a formare la personalità che avranno da adulti.

Una persona creativa è: curiosa, indipendente, versatile, non convenzionale, dotato di buone capacità lavorative, buone capacità critiche e di intuizione.

Vi sono però degli ostacoli alla creatività e al suo utilizzo, uno è la fissità funzionale ovvero la tendenza ad utilizzare soluzioni abituali per problemi nuovi. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla rigidità percettiva che porta ad analizzare solo alcuni dati del problema a scapito di altri. Terzo ostacolo è rappresentato dalla scarsa valutazione delle proprie capacità, che porta alla messa in pratica di atteggiamenti convenzionali.

Prof. Giovanni D'Angiò Psicologo-psicoterapeuta docente di psicologia dell'orientamento professionale, Dott. ssa Arianna Recco Psicologa Clinica cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale, Dott.ssa Paola Ottobre Sociologa cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale UNIVERSITA' DI CASSINO - POLO DIDATTICO DI SORA - FACOLTA' SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Bibliografia
Osborn F.A. (1967), L'immaginazione creativa, Franco Angeli Milano
Pedon A., (1996), Il farsi della mente, Armando Editore, Roma
Piaget J., (1967), Lo sviluppo mentale del bambino, Einaudi, Torino
Rubini V., (1980), La Creatività, Giunti-Barbera Firenze
Smith E. R., Mackie D. M.,( 1998), Psicologia sociale, Bologna, Zanichelli
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