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n.21 marzo 2012
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Diverso da chi?
Gli ingredienti essenziali per una vera integrazione
di Giuliano Rosanna - Orizzonte scuola
"Quelli che vanno nella mia scuola sono stupidi. Solo che non mi è permesso dirlo, anche se è vero. Vogliono che dica che hanno delle difficoltà nell'apprendimento o hanno esigenze particolari. Il termine esatto è gruppo H. Questa sì che è una cosa stupida, perché tutti hanno dei problemi nell'apprendimento, perché imparare a parlare francese o capire il principio della Relatività è difficile, ed è altrettanto vero che ognuno ha le sue esigenze particolari, come mio padre che deve portarsi dietro le pillole dolcificanti da mettere dentro il caffè per non ingrassare, oppure la signora Peters che gira sempre con un apparecchio acustico color crema, o Siobban che ha degli occhiali talmente spessi che ti fanno venire il mal di testa se li provi, e nessuna di queste persone viene classificata come gruppo H, anche se hanno delle esigenze particolari".
(Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte)

Spesso siamo noi, con i nostri atteggiamenti e i nostri giudizi, a sancire ciò che è normale da ciò che non lo è; con questo intendo dire che la normalità può essere vista come una condizione che avvertiamo dentro di noi, quando sentiamo di essere inseriti in un contesto che ci accetta.

Quali sono gli "ingredienti" essenziali per una vera integrazione? Personalmente ritengo che l'instaurazione di un clima collaborativo in classe, la rinuncia ad atteggiamenti conflittuali, legati ad un esasperato individualismo e ad una scarsa accettazione dei ragazzi con difficoltà di apprendimento, possano contribuire a rendere un contesto accogliente.

Acquisteremo maggiore fiducia nelle nostre capacità di interagire con gli altri se avvertiremo di essere accolti dal gruppo-classe nel quale siamo inseriti, se percepiremo la nostra presenza e il nostro contributo significativi nello svolgimento di un'attività e se vedremo considerate le nostre idee da parte dei nostri compagni di classe.

A mio avviso, si avrà una vera integrazione solo se questa sarà percepita come un'esperienza di arricchimento per tutti, non solo per i ragazzi svantaggiati: ognuno può crescere e migliorare solo se riesce ad accettare dentro di sé la propria e le altrui diversità. E' fondamentale che qualsiasi apprendimento passi attraverso l'affettività e la relazione emotiva con l'insegnante e con il gruppo classe. E' indispensabile, a questo proposito, incentivare i momenti di socializzazione attraverso attività ludiche, una didattica di tipo laboratoriale, incoraggiare e promuovere, sempre, lo sviluppo dell'autonomia di ogni alunno, coinvolgerlo e permettergli d'investire nel processo di apprendimento, i suoi desideri, le sue ambizioni, far leva sulle sue potenzialità, sulle sue risorse individuali, poiché queste sono anche fonte di creatività.

Rosanna Giuliano, docente di sostegno scuola secondaria di primo grado, IC Perazzi - Roma
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