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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:23 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Do you speak English?'  >>>
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Do you speak English?
La lingua inglese per tutti
di Ventre Angela - Inclusione Scolastica
Do you speak English?
A ognuno di noi sarà capitato, camminando per strada, di sentirsi rivolgere questa domanda da qualche turista spaesato in cerca d'informazioni e in molti vi sarete dimostrati pronti e competenti nel rispondere.
Beh, nel mio caso, no!
Non sono mai stata molto brava con la lingua inglese anzi, per dirla tutta, non ho mai provato il desiderio di impararla e l'ho sempre considerata come una lingua ostica, al di fuori della mia portata. Tolta l'esperienza nella scuola elementare, ho sempre studiato il francese e pensavo che questo potesse essere sufficiente, ma le esigenze lavorative, il forte imbarazzo nel non sapere chiedere una semplice informazione durante i miei viaggi o nel non rispondere ad esse e il mutare dello scenario socio-culturale mi hanno portato a riconsiderare la mia chiusura nei confronti di questa lingua veicolare e a ritenere che la sua conoscenza rappresenti un valore aggiunto, perché permette a milioni di persone, in tutto il mondo, di entrare in relazione fra loro e non solo, superando diversità culturali, oltre che linguistiche.
Ciò mi porta ad affermare, in un'ottica di inclusione scolastica e lavorativa, che anche gli alunni diversamente abili, con DSA e con altri BES possono imparare l'inglese. Si sente spesso dire che essa sia difficile, se non impossibile, per gli studenti che presentano difficoltà di apprendimento, per la complessità delle sue regole ortografiche e fonetiche, considerate assai più articolate di quelle dell'italiano, per il suo essere "poco trasparente", nel senso che, a differenza dell'italiano, non è possibile pronunciare molte parole così "come si leggono".
Riflettendo su queste affermazioni, quindi, dovrei sentirmi una "diversamente abile" o una persona con DSA, date le mie forti resistenze e iniziali difficoltà con questa lingua, eppure con un'idonea metodologia d'insegnamento, un approccio meno ostile e una forte motivazione sono riuscita a raggiungere discreti risultati. Certo sono solo all'inizio del mio percorso di studio e la strada da fare è ancora lunga, ma posso farcela, così come possono farcela tutti i nostri speciali alunni.

Il punto non consiste nello scegliere se imparare o no l'inglese, ma come farlo. Gli alunni diversamenti abili non sono costituzionalmente incapaci di imparare una seconda lingua, anzi possono trarne dei vantaggi cognitivi.
E' una questione di metodo.
Diversi studi hanno affermato che attraverso una didattica metacognitiva, che coinvolge intellettualemente ed emotivamente l'alunno, strutturata, organizzata secondo logiche ben precise e multisensiorale, è possibile apprendere quelle "terribili" regole di cui si parlava.
A mio avviso, quello che un docente dovrebbe fare, a prescindere dalla materia che insegna, è privilegiare una didattica inclusiva per tutti, for all, è il caso di dire, che si basi sulla cooperazione, sullo scambio di competenze e di conoscenze, che dia spazio ad una dimensione metacognitiva e di riflessione della lingua, che utilizzi sempre di più la tecnologia e che attivi costantemente tutti i canali di apprendimento.
Per rendere la lingua inglese accessibile a tutti, e in modo particolare a quei ragazzi che hanno difficoltà di apprendimento, bisogna dotarsi di strumenti e stili d'insegnamento accattivanti, stimolanti e innovativi.
Ai miei alunni cerco di proporre quella stessa metodologia di insegnamento che la mia personal teacher utilizza con me e che sembra stia dando i risultati sperati. Questa metodologia, basata sulla riflessione sulla lingua, prevede che, partendo dalla lettura o dall'ascolto di un dialogo, di un brano, di una canzone, si arrivi all'individuazione e al riconoscimento di tutti gli elementi della grammatica (verbi, preposizioni, avverbi, sostantivi, aggettivi); questi vengono sottolineati, con colori diversi, raggruppati in base alla categoria di appartenenza e schematizzati o inseriti in mappe concettuali e/o mentali. La stessa procedura può essere applicata anche per l'insegnamento e apprendimento del lessico. Per la listening o comprensione orale, invece, sono attuabili attività di brainstorming, per tirare fuori le conoscenze pregresse; esercizi di pre-listening, cioè anticipazioni, attraverso immagini, oggetti tangibili e autentici, materiali e supporti multimediali, di quanto si andrà ad ascoltare. Questi esercizi non solo incoraggiano e favoriscono una migliore partecipazione degli studenti alle attività di comprensione orale, ma abbassano il loro livello di ansia da prestazione a favore di una maggiore curiosità e interesse verso la L2. Per lo speaking o produzione orale si possono utilizzare i dialoghi su traccia e i dialoghi per scambiarsi informazioni e/o opinioni: sono due tipologie altamente inclusive e poco complesse, in quanto prevedono lavori in coppia o in piccoli gruppi e attività strutturate con frasi suggerite dal libro o dall'insegnante. Per il reading o comprensione scritta, partendo dalla lettura graduale e guidata e sottolineando nel testo le possibili risposte alle domande di vero/falso - true/false, è possibile arrivare alla comprensione di quanto letto o ascoltato. Per il writing o produzione scritta si possono proporre, sempre in maniera graduale, attività di completamento testi con frasi già fornite, per poi arrivare, prendendo a modello un tipo di testo già realizzato e/o prestampato, alla produzione libera e articolata di testi propri, oppure alla lettura e contemporanea visualizzazione sulla LIM di articoli, di e-mail, di diari, di testi narrativi, non solo per presentare agli alunni le diverse tipologie testuali esistenti, ma anche per estrapolare da essi frasi utili per una propria produzione.
Tutte queste attività, come possiamo vedere, sono finalizzate all'acquisizione della capacità di usare la lingua a prescindere dal fatto che sia quella madre o di un altro paese. Nel profilo delle competenze previsto al termine del primo ciclo di istruzione è previsto che l'alunno dimostri una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni. Nell'incontro con persone di diverse nazionalità sia in grado di esprimersi a livello elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in semplici situazioni di vita quotidiana, in una seconda lingua europea. Utilizzi la lingua inglese anche nell'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione" (Indicazioni Nazionali, 2012).
Per facilitare i processi che rendono possibile quanto affermato sopra è necessario che all'apprendimento delle lingue venga assicurata sia trasversalità in "orizzontale", sia in "verticale". Attraverso la progettazione concordata tra insegnamenti d'italiano, delle due lingue straniere e di altre discipline si realizza la trasversalità in orizzontale come area di intervento comune per lo sviluppo linguistico-cognitivo (Indicazioni Nazionali, 2012).
Oggi più che mai la conoscenza e la competenza delle lingue sono tra gli strumenti più utili e necessari per essere persone che, in maniera attiva e consapevole, vivano come cittadini del mondo.


Angela Ventre, insegnante di sostegno, I.C. "Alfieri - Lante della Rovere", Roma
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