Torna nella homepage
 
n.2 aprile 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Novembre 2018  

Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Dove è quella felicità?'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Oltre a noi... Oltre a noi...
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Dalla redazione 9 Dalla redazione

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Dove è quella felicità?
... io questa vita non l'ho capita
di Dorigatti Giorgio - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
Giorgio è um ragazzo poco più che diciottenne, che sta accompagnando la nostra rivista di "adulti" con l'irruenza dell'età, con la rabbia di chi sta cercando la "sua" strada che non vede ... Per noi un'occassione per essere sempre in contatto con le emozioni e i pensieri di chi cresce: attenzione a non essere tra coloro che "bruciano " i sogni dei nostri giovani, senza prospettare un futuro ... dove si può credere di più! Grazie Giorgio!(M.R.)

Ogni tanto guardo intorno a me, a quello che c'è e mi chiedo se sia davvero tutto qui, se non c'è nient'altro, se questo mondo è davvero solo una merda e se questa vita é sempre cosi infame.
Dove è quella felicità? Come si fa a essere felici quando un dio vola troppo basso, la sorte é cosi miope e le persone non sono che la copia esatta di ciò che è sbagliato su questo pianeta.
Forse troppo negativo, ma non farei fatica a trovare altri ragazzi che la pensano come me, perché in fondo si è tutti parecchio infelici, chi per un motivo, chi per un altro.
Ci vuole fortuna, in fondo è questa qua la realtà di questa vita.
Il destino ci mette poco a metterti a ko, basta qualche colpo ben assestato e sei fuori ring, bisogna essere fortunati per essere felici o esser così saggi da sapersela vivere in ogni caso, non è facile ... però è tutto qui.
Complimenti ai saggi e ai fortunati ma io questa vita non l'ho capita, più ci metti anima e più ti frega, vinci nel momento in cui cominci a giocare sporco anche tu, ma poi cosa rimane?
Niente.

La rabbia, il malessere che gira credo sia proprio dovuto a un mondo che infrange sogni e a una vita che regala dolori senza accorgersene, e quando sembra che ha finito di colpire continua ancora più forte finché non cadi, ti rialzi e ricolpirà.
Le persone non sono mai esattamente come vogliamo, tranne poche, la società si aspetta la perfezione da noi ma non si domanda mai cosa dà in cambio, in fondo è tutto una grande rottura di cogl...
Nella società, si sa, vive bene solo chi ha i soldi, tutti gli altri sono carne da macello, si devono sudare ogni singolo euro e soprattutto per arrivare a guadagnare determinate cifre solo dio sa quanto ti devi impegnare, soprattutto per far vedere che tu vali di più di qualche manciata di euro.
Tranne per i figli di papà il futuro è duro, non ci vogliono più solo pezzi di carta e talento ma anche una grande dose di fortuna e paraculaggine e soprattutto si impara presto che i sogni che hai dovrai nutrirli e accompagnarli perché non si perdano in un mondo dove non c'è spazio per questi, dove sincerità e cuore non contano niente se non accompagnati da una rabbia infinita.

Sento sempre persone lamentarsi dei giovani e soprattutto sento sempre persone convinte di sapere cosa è giusto, cosa va fatto, che si sentono infallibili e perfette.

Se muore un ragazzo per droga era un delinquente, se uno non è bravo a scuola è uno scarto, se dici la "tua" sei da emarginare, se uno si comporta male è un maleducato: nell'aria c'è troppo buonismo, tutti che si sentono migliori di tutti, ma in fondo se nel 2010 c'è ancora chi muore di fame, le guerre sante, le superstizioni, le violenze etc ...forse qualcosa di sbagliato c'è, forse toccherebbe guardarsi tutti un pò allo specchio e non pensare che quello sbagliato sia sempre e solo il vicino di casa.
L'incomprensione porta alla paura e la paura scaturisce in violenza, non c'è da meravigliarsi se ragazzini di 15 anni bestemmiano e parlano di rispetto, non c'è da meravigliarsi se nelle scuole gira più droga che altro, non c'è da meravigliarsi se a nessuno frega più del voto in condotta e di nient'altro.
Ci si stupisce tanto ma in fondo se apri la finestra e vedi tutto sbagliato, allora perché dovresti essere una persona migliore, una persona giusta se là fuori giocano tutti sporco, allora forse è meglio sbattersene e fare quello che si vuole finché morte non c'è lo impedisca, vivere esattamente come vogliamo, crediamo, senza limiti né regole, esattamente pieni di rabbia e rancore.
Cosa importa giusto o sbagliato, cosa importa come viviamo se poi si muore, cosa importa di mostrare i nostri sentimenti, problemi e come siamo agli altri se tanto già sappiamo che giudicheranno senza capire, se tanto sono abituati ad apprezzare solo quelle persone perfette perché la vita le ha graziate.
Non c'è spazio ai cani randagi in questo mondo, a quelli che hanno carattere, non c'è spazio per quelli meno fortunati, per quelli che un dio non ce l'hanno perché è scappato lasciandoli in balia della loro vita.

Il mondo guarirà quando imparerà a volersi un pò più bene, quando le persone saranno un pò più sincere e coscienti, fino ad allora ci becchiamo quello che abbiamo costruito.

Le basi per un miglioramento sono da ricercarsi nel dialogo, l'unica forma di comunicazione per confrontarsi, capirsi, migliorarsi e reinventarsi e ci vuole anche una buona dose di umiltà per mettersi in discussione.

Capire i ragazzi, adulti o quello che siano è facile in quanto il malessere che li accomuna in fondo è uguale per molti, ma è più facile odiarsi che provare a rispettarsi, come è più facile per un professore mettere un due che parlare con un alunno, ed ecco perché mocciosi di quindici anni rispondono male, perché vengono messi esattamente nelle condizioni di farlo, poi probabilmente saranno anche viziati e maleducati di loro, ma questa è la realtà.

"Prima di pretendere qualcosa... pensa a quello che dai tu".

Giorgio Dorigatti, ex alunno, ancora molto giovane
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional