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n.35 settembre 2013
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E' giunto il momento di dire BASTA DAVVERO
Credere in una scuola possibile e lottare per la possibilità di fare scuola.
di Damiano Maria Antonietta - Orizzonte scuola
2013-14, nuovo anno scolastico, nuovi impegni, nuove speranze....vecchia struttura, vecchio avvio.
...in attesa di cose nuove...
...in attesa di cose nuove...
Contrariamente a quanto i mass-media stanno sbandierando da settimane (nuove assunzioni, avvio immediato dell'anno scolastico, rinnovo informatico dell'organizzazione...), la scuola "concreta", quella che ha aperto i suoi battenti a settembre, secondo i vari calendari regionali, nella struttura di sempre e con un numero di Collaboratori al limite della sicurezza, si trova ad organizzare l'orario scolastico con il personale docente non ancora al completo e gli insegnanti di sostegno ancora da assegnare o non assegnare, secondo la libera interpretazione di ogni USR di una normativa piuttosto "nebulosa" (sentenze? Detentori Lg 104 art.3 comma 3? Coperture totali? Al massimo delle ore che si può? ).

Lungi da me dal dare libero sfogo alle lamentazioni, sta di fatto che nel mio Istituto sito in un popoloso quartiere della capitale (non già in un paesino sperduto di montagna!), complice anche il "deficit" dell'amministrazione comunale, non è ancora possibile garantire agli alunni l'orario completo di lezione in nessun grado di scuola dell'istituto comprensivo. Figurarsi che su cattedre di lettere della scuola secondaria di primo grado sono stati assegnati docenti ... anche per una sola ora!!!!!!
Mi fermo qui.

Volevo solo delineare la cornice di un quadro che quest'anno, secondo le indicazioni Ministeriali, dovrà essere dipinto con nuovi colori, nuove tecniche, nuovi strumenti, perché di novità se ne prevedono tante, davvero!
E negli ultimi anni, circolari ministeriali per l'attuazione di progetti si sono susseguite a iosa e, a onor del vero, anche circolari che rinviavano l'applicazione di direttive appena emesse.
Infatti i docenti hanno avuto a che fare con l'individuazione dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e la stesura dei Piani Educativi Personalizzati (PEI), con la distinzione fra gli alunni fruitori Lg 104 (art.3 comma 1, o comma 3), delle pagelle e dei registri on-line (attuabili o non attuabili?), con individuazione dei Bisogni Educativi Speciali (BES) e.... si preparano alla stesura dei Piani Annuali per l' Inclusività (PAI).

Novità necessarie per dare una virata a questa scuola italiana che, anno dopo anno, occupa una posizione sempre più in basso nella classifica delle scuole europee e, quel che più conta, procura la dispersione del 18% della popolazione scolastica.
Ma è davvero questo il modo per "risalire la china" e dare alla scuola intera -dirigenti, docenti studenti e genitori- la garanzia che ogni novità evocata va ad intaccare nel profondo il modo di fare scuola e di incidere sui ragazzi/e e sulla loro formazione?

Oppure la scuola necessita di essere "rivisitata" nelle sue viscere (prima di tutto organizzazione e preparazione dei docenti) per avviare un processo profondo di rinnovamento?
Perché innestare "nuove talee" su una pianta che necessita di essere potata, rinvasata, concimata?

Mi si perdoni il paragone botanico ma appare evidente ad ogni persona di scuola come la SCUOLA MILITANTE si trovi a disagio di fronte a questo susseguirsi di nuovi impegni "poco condivisi" e poco sorretti da mezzi e strumenti.
I docenti provengono da anni di disconoscimento del ruolo, così poco riconosciuto dalla stessa Amministrazione, per cui non sono obbligatori neanche i periodici corsi di formazione e di aggiornamento previsti per ogni altra agenzia culturale e/o Ministeriale, continuando a contare sull'aggiornamento spontaneo di alcuni docenti-Cirenei che, comunque, "porteranno avanti la baracca"; e di scarso riconoscimento economico, con un Fondo di Istituto (FIS) sempre più inconsistente.
I docenti, al contrario, sono "gli strumenti principe" della formazione perché a loro viene affidato il rapporto educativo, la qualità degli stimoli culturali, la trasmissione dei contenuti e perciò meritano attenzione, gratificazione, considerazione.
E prima di tutto meritano attenzione la loro FORMAZIONE, il loro RECLUTAMENTO, il loro AGGIORNAMENTO CONTINUO affinché le novità organizzative, pedagogiche, strumentali che oggi si susseguono velocemente possano essere da loro criticamente condivisi ed attuati.

Non credo sia più possibile il perpetuarsi di una tale situazione e credo che sia giunto il momento di dire BASTA al convincimento sotteso all'operato di chi è responsabile del Ministero della Pubblica Istruzione sintetizzabile in: "Alla fine i docenti ricorreranno alla loro creatività, si daranno da fare, e, in qualche modo, troveranno soluzioni! Le famiglie contribuiranno generosamente alle carenze materiali sempre più vistose dell'organizzazione scolastica...!"

Ritengo doveroso opporre resistenza a tale malcostume che diventa ogni anno più letale.
Bisogna credere in una "scuola possibile" e lottare per la "possibilità di fare scuola".

Maria Antonietta Damiano, Dirigente scolastico IC Via Nobiliore -Roma



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