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n.10 febbraio 2011
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Oggi è il giorno:25 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'E' possibile ancora credere?'  >>>
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E' possibile ancora credere?
Guardarsi intorno e scegliere chi vuole ancora crescere
di Rosci Manuela - Editoriali
Sento sempre la responsabilità di riflettere a voce alta con voi lettori della scuolapossibile, perché "credere"comporta inevitabilmente cercare di convincere l'altro che ciò che senti, pensi, dici ... è cosa buona.
Tutti cerchiamo di convincere gli altri delle nostre convinzioni, qualcuno anche utilizzando sistemi che non possono essere accettati. La vita è un continuo scambio di convinzioni, di credenze (io credo ... sono convinto ...) che si formano dentro di noi fin dalla più tenera età: le prime convinzioni sono quelle che si trasmettono in famiglia (ciò che è giusto e ciò che non lo è), e poi a scuola (ciò che si può fare da ciò che non va fatto) e poi nel rapporto sociale con gli altri, sul posto di lavoro e con gli amici (ciò che è opportuno fare da ciò che è meglio evitare).

Credere profondamente in qualcosa, quindi, è un'esperienza che ognuno di noi può aver fatto: credere in un'amicizia, in un amore, in un'idea, in un lavoro, in un progetto.
Credere permette di trasformare un desiderio in un sogno e poi ancora in un obiettivo.
Credere stimola in noi quell'energia che fa vincere la sensazione opposta, quella che di solito frena gli entusiasmi, che ti rende sordo al cambiamento, disinteressato oppure ostile alle trasformazioni; quella sensazione che invade e ti fa preferire di non fare nulla di nuovo, di stare fermo, di rimanere nella "zona di confort", quella dove continui a fare ... ciò che hai sempre fatto.

La responsabilità allora di raccontare una scuola possibile, di "credere" possibile una scuola diversa, richiede una continua attenzione a ciò che accade mentre si continua a credere, perché non ci si inganni da soli, perché non ci si convinca "per forza" che sia possibile ... il possibile.

Certamente nelle situazioni di incertezza, quando l'ambiente intorno e l'aria che respiri spingono a stare fermi, a non credere più in nulla, anzi ad aver paura di credere in qualcosa, è facile incontrare sul proprio cammino persone che vacillano, che indietreggiano, che sono più confuse che preoccupate, disorientanti per te che continui, ostinatamente, a credere che si possa fare.

Credere in una scuola possibile più che sognare semplicemente; raccontare una scuola possibile piuttosto che sognare una scuola diversa.

A volte il racconto si fa stanco, l'energia sembra esaurirsi, l'entusiasmo "smontarsi" sotto gli attacchi che avvengono alla scuola in genere, ancora più insinuanti quando a farli non solo uomini di potere ma persone che anelano al potere, un potere effimero che però, per poter essere esercitato deve tenere tutto fermo, non permettere quei cambiamenti che spaventano chi gioca contro.

I sistemi umani hanno questa caratteristica: sono per natura "evolutivi", cioè devono evolvere, cambiare, trasformarsi, soprattutto se hanno acquisito quella capacità appunto naturale di crescere, di diventare più competenti. Questi sistemi diventano "forti" e recano fastidio a chi, da fuori, li legge irraggiungibili e, per questo, li attacca e cerca di frenare. E' la paura del cambiamento, la paura di chi pensa di non farcela, di non essere all'altezza. La paura però non si può dimostrare (chissà perché no!) e allora si trasforma in una forma di attacco che definisco "contro a prescindere".

Allora è necessario rendersi conto di ciò che accade: credere non è più sufficiente, bisogna agire e difendere ciò in cui si crede. E' necessario che questa difesa sia "pubblica", visibile agli altri, condivisa, perché chi agisce semplicemente "contro a prescindere" di solito agisce in sordina, insinua, manipola negativamente ciò che sa (o pensa di sapere).
Per continuare a credere non è importante andare "contro" queste persone, non offrono nessun nutrimento per la tua energia. Serve, al contrario, andare incontro a chi sta vacillando, a chi è stanco di subire, a chi non vuole più accogliere "a prescindere".
E' necessario intercettare le parole di chi non ha ancora la forza di gridarle, dare corpo ai pensieri non detti, concretizzare le azioni di chi vuole difendere come te ... ciò in cui si crede.

Con un uso sempre più diffuso di internet è cambiata anche la comunicazione tra le persone, non più soltanto mail che mettono in relazione soltanto due ma il semplice "rispondi a" mette in circuito più persone, offre la possibilità di costruire e di partecipare "a distanza" ad una conversazione per prendere decisioni che riguardano tutti. Ti rendi conto allora che le persone possono essere raggiunte facilmente, essere informate, essere coinvolte in maniera pubblica, senza sotterfugi o capannelli.
L'informazione che dai, allora, diventa effettivamente spunto di riflessione (piuttosto che sterile attacco) e le persone si sentono dentro la "costruzione" di un'idea condivisa, dove ognuno porta il suo contributo, dove ognuno si sente partecipe, dove ognuno può contribuire per continuare ... a credere.
Ringrazio tutte le persone che mi permettono di continuare a credere in una scuolapossibile, l'unica scuola che può mettere a tacere non tanto chi non sa (si può sempre imparare!) ma chi non vuole ... crescere.

Manuela Rosci
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