Torna nella homepage
 
n.4 giugno 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:22 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'E' possibile andare oltre la c... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Oltre a noi... Oltre a noi...
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Emergenza scuola 5 Emergenza scuola

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
E' possibile andare oltre la classe?
Una ipotesi fattibile
di Sabatini Roberto - Organizzazione Scolastica
Niente paura, è solo un'idea, una proposta, un'ipotesi di lavoro. Anzi, se si pensa con quanta attenzione in alto si programmi il progressivo smantellamento dell'istruzione pubblica, si pone come una provocazione. Altrove è già una pratica consolidata, ma in questa sede non c'è bisogno di fare confronti, non ci conviene, non desideriamo patire complessi d'inferiorità, né esercitarci nel masochismo.

La classe è, per la didattica e per gli insegnanti, un orizzonte e un limite, un contesto e un fronte, qualcosa che non si sceglie, che è imponderabile e che va come va: se va bene, bene, se no, male e persino malissimo.
Il disegno che sottopongo all'attenzione del lettore ha per obiettivo principale proprio il superamento dei limiti imposti dalla rigidità strutturale della tradizionale suddivisione della popolazione scolastica in classi e dalle consuete dinamiche di questo gruppo casuale che, spesso, resta insieme per cinque anni.
L'ipotesi in oggetto si pone anche il fine di adeguare l'organizzazione istituzionale della scuola alle differenti capacità di apprendimento dei suoi utenti, diversificando i suoi interventi secondo esigenze di recupero, di routine e di eccellenza.
Si propone perciò una progressiva abolizione della classe quale gruppo chiuso, in vista di una scuola-laboratorio che, nell'ambito delle competenze dei vari docenti e delle possibilità organizzative offerte dalla sua concreta strumentazione/attrezzatura e dalla sua logistica, realizzi un'attività didattica "corsuale", nel rispetto degli obblighi orari del personale coinvolto e dei contenuti fissati dai vigenti ordinamenti.

Ciascun docente tiene un Corso in un'aula-laboratorio appositamente dedicata alla materia impartita (con documenti, strumenti, materiali specifici e, ovviamente, l'immancabile l'attrezzatura informatica). Si immagini, soprattutto per alcune materie, il vantaggio di avere, a portata di mano, i testi e le mappe, gli oggetti e le immagini, la documentazione e la testimonianza di quel che si cerca di spiegare, illustrare, trasmettere. Inoltre, in questo modo si spezza l'immobilismo della classe, che vive le sue giornate scolastiche sempre in una stessa aula, mentre si incentiva la personalizzazione delle aule da parte dei docenti che insegnano la disciplina di un corso.
Gli studenti seguono un piano di studi annuale, formalmente simile a quelli classici, ma dopo un primo bimestre, in base ai risultati personalmente conseguiti in ogni corso frequentato, vengono ulteriormente suddivisi nelle tre fasce già richiamate: un gruppo più debole e impreparato verrà avviato al recupero; un gruppo di rendimento medio verrà affiancato da altri allievi ugualmente dotati; un gruppo di capacità più elevate si unirà ad altri allievi ugualmente brillanti (i livelli A, B e C dell'ordinamento anglosassone). Con questa procedura i gruppi dei corsi iniziali si smembrano in sottogruppi e si mescolano con altri sottogruppi.
Questo tipo di organizzazione farebbe venire la tentazione di lasciare liberi gli studenti di scegliersi i docenti dei vari corsi, ma c'è da ritenere che la logistica e la realizzazione dell'orario scolastico non sarebbero in grado di farvi fronte.
Naturalmente, in ogni caso, i docenti si suddividono e scambiano i corsi dei tre livelli per sperimentare le tre diverse condizioni di apprendimento; al tempo stesso gli studenti sperimentano le diverse personalità e i diversi stili didattici dei vari docenti.
La durata di questi corsi differenziati può essere limitatata ad un mese, al termine del quale si procede ad una valutazione che consenta passaggi in salita e in discesa da uno all'altro di queste fasce.
A questo punto si riprende il corso bimestrale (che si suppone duri l'intero anno scolastico) e si può scegliere di ricomporlo con gli stessi studenti iniziali, oppure con nuove combinazioni che, naturalmente tengano conto di un tetto massimo di allievi per corso.
Se il corso ordinario non tiene conto dei diversi livelli raggiunti e coltivati nel corso differenziato, si può sperimentare la reciproca contaminazione; al termine del secondo bimestre si ripete la valutazione e gli studenti vengono nuovamente ripartiti in tre gruppi di livello per un secondo corso differenziato (va da se che i nuovi gruppi di livello possono non coincidere con i precedenti).

Così facendo si possono calendarizzare tre corsi ordinari bimestrali e tre corsi differenziati mensili, nell'ambito della normale durata di un anno scolastico, al termine del quale si otterrà un titolo di accesso all'anno successivo in base ai risultati raggiunti.
Se, invece, al termine di ogni trimestre, si vuole tenere conto dei diversi risultati conseguiti, i gruppi del successivo bimestre verranno formati in base ai livelli raggiunti: con questa procedura si verrà incontro, soprattutto, alla duplice esigenza di aiutare gli studenti più deboli e di potenziare le eccellenze.
In entrambi i modi, all'interno dell'Istituto, si avrà una circolazione e un confronto continui, si moltiplicheranno gli stimoli e le occasioni di socializzazione.
Anche i docenti saranno spinti ad una didattica più innovativa, flessibile e collegiale, con continui momenti di confronto e di sinergia formativa.

Le maggiori difficoltà che si incontrano nella realizzazione di simili iniziative sono relative alla quadratura dell'orario (soprattutto se si pensa che concretamente i docenti hanno anche spezzoni di cattedra distribuiti in più istituti), alla sua flessibilità che sconvolge periodicamente il già fragile equilibrio dell'assetto scolastico tradizionale, alla logistica dei nostri istituti (sorvoliamo sulla loro attrezzatura) e agli stereotipi consuetudinari: uno dei più forti e pervasivi è proprio la suddivisione e compartimentazione in "classi", degli studenti.

Se però cominciamo a immaginarla, o a pensarla possibile, in virtù del principio della "profezia che si autoavvera", questa ipotesi diventa via via più fattibile!

Roberto Sabatini insegna Scienze Sociali al Liceo di Via Asmara - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional