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Numero: 8-aprile 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

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E' quello che fai con l'esperienza fatta, che fa la differenza!
Quando si rientra in classe come se nulla fosse accaduto
di Rosci Manuela - Editoriali
Qualche giorno fa mi sono trovata in una situazione molto piacevole. Le insegnanti con i loro bambini hanno organizzato un'esperienza "pratica" all'interno di un percorso didattico che ha richiesto prima la discussione con i bambini, la ricerca di soluzioni al problema, l'uscita al supermercato per acquistare gli ingredienti necessari, l'organizzazione del lavoro e la ricerca degli utensili per "lavorare".
Quando sono arrivata, in classe i bambini si stavano preparando, indossando grembiuli e cuffie, ricostruendo intanto il percorso fatto il giorno prima per decidere cosa acquistare, verificando gli ingredienti acquistati e organizzando lo spazio fuori dell'aula per fare incontrare, finalmente, i due elementi essenziali: farina e uova.
Lascio immaginare a voi il susseguirsi degli eventi, tra uova difficilmente "arginabili" nella fontana di farina e, quest'ultima, presente ovunque, dai capelli al collo fin sul pavimento.
Al termine di queste due ore "animate" i bambini si sono detti contenti, "il giorno più bello della mia vita", "non lo dimenticherò mai" "oggi lo racconto a mamma!" .
Le insegnanti hanno continuato a parlare con i bambini di quanto accaduto, delle fasi del lavoro, della trasformazione degli ingredienti e la giornata è stata centrata sull'esperienza fatta insieme, avendo vissuto azioni condivise, emozioni che si potevano restituire all'altro. Le insegnanti non hanno avuto fretta di rientrare "a fare italiano e matematica" e hanno utilizzato quello spaccato di vita scolastica per far parlare i bambini, raccontare, sequenziare, contare (quante uova, quanti pacchi, quanta farina ... se noi siamo 23 allora ce ne serve ...), trovare soluzioni piuttosto che "imboccare" risposte pre-confezionate. Non stavano perdendo tempo e ... lo sapevano, anzi avevano speso "molto tempo" del tempo scolastico, nei giorni precedenti, prima di poter arrivare a condividere quella giornata.

In un'era in cui gli insegnanti dovrebbero ormai aver "masticato" la didattica laboratoriale e il saper fare prima del solo sapere, "digerito" la centralità dell'alunno e il suo essere protagonista nella costruzione della sua conoscenza e, quindi, "espulso" ogni residuo tendente al ristagno di attenzione al programma piuttosto che all'alunno ... non sono certa che tutti gli insegnanti avrebbero preso del tempo per fare scuola utilizzando l'esperienza fatta insieme! Attenzione: non qualcosa di improvvisato (esco dalla classe, faccio "il lavoretto", poi torno e faccio matematica o italiano!!), altroché se pianificato, programmato e verificato.

Fare scuola guardando ai bambini, alla loro crescita emotiva ma anche a tutti quegli aspetti delle intelligenze differenti di cui disponiamo, alla relazione tra pari e con l'adulto, all'impegno da assumere e alla gioia da poter condividere "facendo".... non può essere lasciato alla discrezionalità del docente (ci credo-non ci credo; spreco tempo-non ho tempo; non l'ho mai fatto-non lo farò mai, e potrei continuare con tanti altri costrutti!), all'alibi che si cela dietro la libertà di insegnamento, oggi resa più forte dall'idea di essere solo in classe ... almeno prevalente. Il rischio che qualche docente possa pensare che ha fatto bene il suo lavoro perché ha dedicato due ore permettendo ai suoi alunni di poter pasticciare con uova e farina e, subito dopo essersi lavato le mani, rientrare in classe come se nulla fosse accaduto ... è una presa in giro! Offende quanti di noi condividono che la professione docente è qualcosa di serio, che richiede preparazione continua non per riempire pagine di quaderno da mostrare ai genitori ma occasioni di "crescita", di sviluppo di pensiero critico, di sollecitazioni a mettersi in gioco, di sperimentare piuttosto che eseguire ciò che fa la maestra ... E'quello che fai con l'esperienza fatta, che fa la differenza!

E un bambino, e anche un ragazzo più grande, va accompagnato a "utilizzare" ciò che ha fatto, "sfruttando" l'occasione di aver condiviso insieme l'esperienza e non averla solo raccontata .... Questa è la scuola in cui crediamo noi, la scuola possibile che continuiamo a difendere, scegliendo la strada del "continuo miglioramento professionale", del confronto con i colleghi e della collaborazione per costruire percorsi significativi, che abbiano senso le proposte che vengono fatte perché sappiamo che il tempo trascorso a scuola è "tempo di vita", è un'occasione unica per poter offrire esperienze "strutturate" e supervisionare le persone che si "arricchiscono" sotto i nostri occhi, che sviluppano curiosità, che scoprono di avere talento ...

Questo numero della rivista è stato completamente dedicato a raccontare proposte possibili, percorsi didattici che guardano al futuro (mentre tutti sembrano ancorarsi al passato!) come le esperienze raccontate da Serena Parisi con i Jum pc per ogni alunno (con il video che contiene anche interviste ai genitori!) e Mariella Mugione che riflette a voce alta se dedicare tempo ai progetti laboratoriali toglie tempo al programma; riflessioni e racconti di buona integrazione come riportato da Stefania Furia; la ricerca di obiettivi "ben formulati" per alunni in difficoltà di apprendimento e la soluzione che ci propone Antonio Mazzuca, o come lo sport, magari il Badminton proposto da Chiara Sicoli, può portare "in squadra" un ragazzo difficile anche nella scuola media; e ancora la neuropsichiatra Elvira Collura che, mettendo a confronto ieri e oggi, conferma "Come una maestra ti cambia la vita!" .
Ancora: il silenzio prima della musica non è "vuoto" e Anita Carpi offre "Idee per imparare ad ascoltare" mentre Cristina Ansuini riflette sugli strumenti per comunicare come "Arte e poesia"e Roberto Sabbatini affronta ancora il tema del bullismo e di come utilizzare tecniche bioenergetiche e Aikido insieme per i ragazzi della scuola superiore e non solo! Il dott. D'Angiò, insieme alle dottoresse Recco e Ottone dell'Università di Cassino, pongono alla nostra attenzione il tema della creatività nei bambini e come accompagnarli a "Dare sfogo alla propria fantasia" e la Dirigente scolastica Serenella Presutti si addentra nel percorso di formazione dei docenti per "La valutazione degli apprendimenti" argomento sempre piuttosto spinoso e al tempo delicato e il "grillo parlante" Lucia Paci condivide con noi alcune considerazioni sul rapporto genitori-docente, mentre l'articolo di Marianna Traversetti affronta il tema di essere "una maestra!".
Altri contributi riguardano informazioni che possono essere utili per la vita professionale e anche quella personale: il Concorso del Global Junior Challenge 2009 promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, la campagna "Accendi il cuore per l'epilessia" promossa dall'AICE, l'Ordinanza Ministeriale sugli esami di Stato (con particolare attenzione ai candidati in situazione di handicap), e non trascurate la lettura del primo capitolo del libro di Anthony Robbins "Appunti da un amico" concesso da Hi-Performance per i lettori della scuola possibile. In Diretta dalla Segreteria, Fiorella La Farciola e Viviana Natalini ci chiariscono come comportarci riguardo gli infortuni sul lavoro (meglio evitarli, comunque!!)

Infine, ma soltanto per dare il dovuto risalto, l'articolo di Debora Pecci che racconta di come un'idea, nata a seguito del disastroso terremoto de L'Aquila, sia stata pensata e attuata rapidamente per portare ai bambini delle zone terremotate una biblioteca per la tenda-scuola e ricevere proprio da loro la risposta più significativa :"Che bello! Così possiamo fare come quando eravamo a scuola."
A tutti nostri colleghi, e non solo, che hanno vissuto la tragedia del terremoto del 6 aprile va il nostro pensiero e ci ripromettiamo di incontrarli, anche se fosse a distanza, perché non si sentano soli.

Grazie a tutti gli Autori
per aver contribuito
alla realizzazione di questo numero
e a Voi lettori,
che avete preso del tempo
per ascoltarci.


Manuela Rosci
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