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n.19 gennaio 2012
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E' tempo di valutare ed essere valutati
Prepararsi a compilare le temute ..."pagelle"!
di Agolino Simona Loretta - Sotto la lente
E' arrivato il momento di valutare ufficialmente i nostri alunni e non solo quelli.

La valutazione è in generale un TEMPO della vita scolastica che pone l'attenzione sui risultati di apprendimento degli alunni, ma -sebbene indirettamente- anche sulle scelte compiute dall'insegnante e sulla sua prestazione professionale, oltre che sulla bontà dei progetti dell'istituto e dell'intero sistema organizzativo, sebbene questi due aspetti siano valutati maggiormente al termine dell'anno scolastico.

Ogni scuola, in modo autonomo, ha quindi la necessità di rendicontare la sua azione formativa soprattutto ai genitori (oltre che agli alunni, ovviamente) documentando i risultati raggiunti negli obiettivi che si era prefissata, ed in particolare il mese di gennaio è sempre stato il mese delle temute "pagelle".

Ci sono molti modi di intendere l'insegnamento e quindi di impostare l'azione didattica e la sua relativa valutazione.

Nella scuola dell'obbligo sono applicati da tempo gli strumenti di valutazione qualitativi che si affiancano a quelli quantitativi . La valutazione a cui si giunge e' globale, perché colloca i dati ottenuti dalla misurazione all'interno di un'analisi globale della situazione in cui avviene l'apprendimento.

L' osservazione, strumento prioritario per l' analisi qualitativa , accentua il ruolo del docente come soggetto che raccoglie in modo sistematico e continuativo le informazioni sullo sviluppo delle conoscenze e delle abilità, sulla disponibilità ad apprendere, sulla costruzione della personalità. Gli apprendimenti cognitivi sono solo una parte di quelli osservabili; il quadro informativo riguarda tutti gli aspetti che appartengono alla maturazione dello studente. In questa modalità di lavoro, le forme di valutazione si completano: in alcuni casi saranno utili le prove oggettive, in altri quelle di tipo qualitativo, la scelta e' collegata agli obiettivi che ci si propone di valutare, alle loro caratteristiche.

La scheda in cui si riporta il giudizio e' un collettore dei diversi interventi valutativi: da quelli osservativi a quelli misurativi.

L'aspetto interessante e nuovo di questa impostazione e' il cambio di focus: dalla valutazione degli apprendimenti alla verifica dell'azione didattica.

Cerco di insegnare ATTRAVERSO la trasmissione di conoscenze o ATTRAVERSO la conquista di saperi sollecitando i processi di apprendimento di ogni singolo alunno.

Mi capita, infatti, di intervenire e sollecitare in continuazione gli alunni ad un apprendimento:
1. Attivo, dove richiedo costantemente all'alunno di fare , progettare, sperimentare, costruire.........;
2. Esplorativo, attraverso la proposta di problemi che richiedono la formulazione di ipotesi, cercando di far scoprire loro metodi efficaci di indagine..........;
3. Cooperativo, favorendo il lavoro di gruppo, la discussione, il confronto e soprattutto l'aiuto reciproco;
4. Riflessivo, cerco sempre di portare ogni singolo alunno a rivedere il percorso seguito, di ragionare sugli errori commessi, di prendere consapevolezza dei propri punti di forza e di scoprire strategie sempre diverse per la soluzione del quesito proposto.

In questo periodo ho proposto alla classe sia delle verifiche concordate con le altre classi parallele alla mia, che delle verifiche personalizzate ad hoc per la mia classe, sul percorso didattico svolto finora insieme a loro. Le proposte sono pensate spesso in modo semplificato o diversificate, per cercare di ottenere da ogni alunno un risultato (più che) sufficiente.

Devo dire che quando parlo agli alunni di verifiche "ufficiali" cominciano a delinearsi sui loro volti sguardi preoccupanti ed incerti; e capita che alcuni non riescano neppure a dimostrare quello che veramente hanno appreso; a volte non riescono neppure a capire fino in fondo quello che gli viene richiesto!

Da insegnante valuto in continuazione i miei alunni, in ogni momento della lezione o anche nel momento ricreativo, e lo faccio con varie attività che possono a volte sembrare non attinenti alla progettazione didattica ufficiale ma che, per quanto mi riguarda, mi permettono di capire cosa abbiamo raggiunto, io insegnando e loro apprendendo.

La valutazione degli apprendimenti si rende necessaria per individuare dove poter intervenire o ristrutturare un lavoro che si dava per acquisito, e quindi trovare un nuovo percorso educativo di apprendimento più efficace, cioè compiere una sorta di bilancio di revisione parziale della programmazione didattica per meglio calibrare i successivi interventi alle necessità verificate, in un significativo arco di tempo e agli obiettivi finali predefiniti.

Il TEMPO dedicato alla valutazione è quel TEMPO che mi permette di
? fare un bilancio delle scelte che si sono volute fare,
? verificare l'andamento con i colleghi, che spesso entrano in collisione con il nostro diverso modo di lavorare,
? essere valutata come insegnate dai propri alunni,
? chiedersi se quello che stiamo facendo effettivamente serva alla costruzione della conoscenza e della competenza degli alunni.
Cerco di avere sempre chiaro che mentre valuto i risultati dell'apprendimento dei miei alunni (dove sono loro), valuto anche la mia proposta didattica (cosa sto facendo io perché loro siano lì, a quel risultato).

Ecco perché quando è TEMPO di VALUTAZIONE sento tutta la responsabilità di ogni voto che metto!

Simona Loretta Agolino,Giurista,docente I.C."2 Ottobre 1870", piazza Borgoncini Duca - Roma
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