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n.55 settembre 2015
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:16 Luglio 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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E' tempo di FormAzione
ESSERE docente è differente dal FARE il docente
di Rosci Manuela - Editoriali
Abbiamo scelto di dedicare il primo numero della rivista al tema della formazione dei docenti perché riteniamo, da sempre, sia l'ingrediente indispensabile alla crescita professionale. Inoltre, l'attenzione sul bonus dei 500 euro, che gli insegnanti dovrebbero ricevere a breve, rischia di aprire non tanto un dibattito sulla qualità delle proposte quanto sulla quantità dell'offerta commerciale che dovrebbe trovare una congrua risposta da parte dei docenti richiedenti. Non ci addentriamo nel merito di come sarà possibile utilizzare il bonus, perché potrebbe essere fuorviante lasciarsi andare a libere interpretazioni, e rimaniamo in fiduciosa attesa di quelle che dovranno essere indicazioni più dettagliate da parte del Ministero.
Non nego che il dibattito ci coinvolge anche in prima persona, in quanto "Sysform", - associazione che promuove Sistemi Formativi ed è editore di questa rivista, attraverso la quale condividiamo con i lettori una 'visone pedagogica possibile'- ha ottenuto dal MIUR il riconoscimento come Ente di Formazione accreditato per la formazione del personale della scuola. Questo riconoscimento 'formale' non determina un cambio di rotta del nostro modo di proporre formazione alle scuole, ai docenti. La scelta di essere partner del sistema scolastico, fin dalla nascita nel 2005, ha caratterizzato le proposte, nate e condivise da sempre con le scuole. Possiamo affermare, inoltre, di averle accompagnate in percorsi nuovi, come la formazione 'blended', in presenza e a distanza, ancora prima che queste modalità diventassero più conosciute e diffuse nell'ambiente scolastico.
La qualità della nostra formativa è sempre stata al centro del interesse e riconoscere e tradurre in modo operativo i bisogni dei docenti e delle scuole ha richiesto un continuo impegno e un miglioramento delle sollecitazioni da offrire. In questo numero, l'articolo del Presidente Maurizio Scarabotti illustra e chiarisce la modalità di formazione blended, mentre l'articolo di Marco Pellegrino è una anticipazione di quelle che saranno a breve le proposte di corsi di formazione per l'anno in corso.
La caratteristica principale dei nostri corsi è il coinvolgimento diretto degli insegnanti nell'attività di formazione, organizzata in modalità blended sulla piattaforma e-learning (Maragliano, 2004; Calvani, 2001, 2011), all'interno di un Laboratorio di Sviluppo Professionale. Tali scelte metodologiche favoriscono la costruzione di Comunità di Pratica (Wenger, 2006, 2007), in quanto le motivazioni, spesso espresse dai docenti che scelgono questa tipologia, riguardano la possibilità di effettuare confronti con colleghi sulla propria esperienza, con l'aiuto e il monitoraggio di un formatore che assolve il compito di accompagnare il gruppo nella ricerca-azione e nella condivisione di buone prassi, di materiali e di soluzioni didattiche sperimentate. Puntiamo non sul trasferimento di conoscenze verso i destinatari della formazione ma sulla valorizzazione di conoscenze di cui questi ultimi sono portatori.

La sollecitazione di questi giorni, comunque, offerta dalle notizie che circolano sull'impiego del bonus, permette di soffermarci sul senso della reintrodotta 'obbligatorietà' della formazione e di riflettere sulla necessità per i docenti di sentirla come un bisogno personale, di crescita e miglioramento continuo. Per gli insegnanti è considerata uno dei fattori-chiave, per garantire la qualità dell'istruzione e migliorarne il livello (Commissione Europea, 2007), ed è rilevante l'importanza di un'offerta formativa che nel tempo sia in grado di rispondere alle esigenze di condivisione e collaborazione che sono oggi riscontrate nelle diverse realtà scolastiche.
'Essere' docente è un concetto differente dal 'fare' il docente, è un atteggiamento complessivo che necessita di una cura attenta e continua del nostro benessere e del nostro stato psicofisico; richiede un progressivo aggiornamento delle strategie e delle tecniche di insegnamento, sulla base delle ricerche pedagogiche più avanzate; esige l'acquisizione e la revisione periodica di uno stile di comunicazione che faciliti le relazioni nel sistema scolastico, sistema umano per eccellenza. In relazione a questo ultimo punto, ritengo indispensabile, e quindi alla base dell' 'essere' insegnante, l'interesse per l'altro, non solo bambino o ragazzo, ma anche collega e soprattutto genitore. Sono consapevole di inserirmi in un dibattito che in molti casi considera spesso la presenza dei genitori a scuola un intralcio, o comunque non sempre vantaggiosa; una relazione, quella docente-genitore, che assume i toni più vari, dando vita a rapporti che si distribuiscono su un'asse ai cui estremi troviamo la reciproca indifferenza e l'eccessivo coinvolgimento.
La propria identità professionale si consolida certamente nel tempo ma prende avvio nel momento in cui l'orientamento personale porta a scegliere il cammino, in molti casi lungo e faticoso, che porterà a sedere dietro ad una cattedra, in classe. Le spinte motivazionali sono differenti per ognuno di noi eppure un filo rosso dovrebbe accomunare tutti coloro che scelgono l'insegnamento, tratti distintivi dovrebbero essere riconoscibili a distanza, non intesi ovviamente come vincoli riduttivi delle singole personalità, ma segnali che indicano l'appartenenza ad un gruppo con caratteristiche inconfondibili. Tra queste, ritengo che la capacità di gestire in modo funzionale e produttivo la comunicazione sia un tratto essenziale dell'essere docente.

La professione dell'insegnante fa propri due elementi fondanti la comunicazione, secondo il modello pragmatico-relazionale (Watzlawick, Beavin, Jackson, 1971, Mental Research Institute di Palo Alto): il contenuto e la relazione. Il contenuto è ciò che si dice, la relazione è il modo in cui si dice. Elementi essenziali per l'insegnamento che, tuttavia, tiene ancora in forte considerazione il contenuto (ciò che viene trasmesso), meno la relazione (in che modo viene trasmesso il contenuto). Per contenuto si intende non solo quello specificatamente disciplinare ma anche gli aspetti che coinvolgono l'area emozionale e sociale (emozioni, valori, regole). Più trascurato è l'elemento 'relazione' riferito sia al 'come' trasmettiamo la disciplina, al 'come' gestiamo le emozioni e al 'come' condividiamo valori e regole.
La formazione dei docenti si occupa prevalentemente di contenuti anche quando tratta di argomenti che sembrano portare l'attenzione sulla relazione. Affrontare e sviscerare l'argomento della gestione delle emozioni o della gestione del gruppo classe, ad esempio, seppur accompagnato da indicazioni di tecniche e strategie, non costituisce di fatto l'acquisizione di saperi riguardanti la relazione con i propri alunni. La conoscenza e l'analisi del proprio stile comunicativo diventa così altrettanto fondamentale per monitorare i pensieri, le emozioni e i comportamenti che mettiamo in atto e che influenzano le nostre relazioni, che, a loro volta, influenzano noi stessi. La trattazione di queste tematiche, tuttavia, non può che avvenire in spazi e tempi che garantiscano ai partecipanti la possibilità di toccare concretamente le componenti emotive, cognitive e relazionali della persona. Il Laboratorio di Sviluppo Professionale che attiviamo con i nostri corsi diventa così una Comunità di Pratica, il luogo dove è possibile confrontare anche i propri stili e avviare collaborazione tra pari, per sperimentare formule differenti anche dal punto di vista comunicativo, relazionale. I nostri corsi, ben diluiti nel tempo, offrono un tutoraggio in presenza e a distanza che rappresenta la condizione idonea affinché la conoscenza possa evolvere in competenza professionale spendibile. E' certo, comunque, che anche lo sviluppo delle competenze richiede un rapporto interattivo tra persone impegnate nel lavoro e contesti organizzativi, in cui le attività prendono forma: le capacità dell'individuo sono inscindibili dai requisiti del lavoro e dalle caratteristiche formali e informali delle organizzazioni in cui operano.

La dimensione locale della scuola si amplia e il gruppo di supporto, di crescita, di confronto e approfondimento diventa il luogo e il tempo della formazione, scelta sulla base dei propri bisogni. Nella scuola, ogni docente potrà vivere un momento del proprio ciclo vitale in cui soddisfare bisogni formativi differenti rispetto a quelli degli altri colleghi.
Vi auguro di 'intercettare' la proposta formativa più adatta alle vostre esigenze.

Manuela Rosci
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