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n. 87 novembre 2018
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Oggi è il giorno:16 Luglio 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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E' tempo di prove
Valutiamo per aiutare e aiutiamo a valutare
di Ventre Angela - Inclusione Scolastica

Sono appena trascorsi pochi mesi dall'inizio dell'anno scolastico e tutti noi docenti siamo alle prese con la prima valutazione quadrimestrale degli alunni, al fine di capire i livelli di apprendimento e di sviluppo raggiunti.

La valutazione è fondamentale: è uno strumento che ci permette, da un lato, di monitorare, costantemente e periodicamente, gli apprendimenti dei ragazzi, l'evolversi dei loro processi cognitivi rispetto ai livelli iniziali, dall'altro di verificare il nostro lavoro, il progetto didattico - educativo dichiarato nel PTOF e la sua rispondenza ai reali bisogni formativi dei nostri studenti. Essa ha "per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento degli alunni, concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo, documenta lo sviluppo dell'identità personale e promuove l'autovalutazione in relazione all'acquisizione di conoscenze, abilità e competenze" (D. Lgs. n.62 del 13 luglio 2017).
La sua importanza formativa ha portato le istituzioni scolastiche, secondo le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione del 2012, ad individuare collegialmente criteri, modalità e strumenti comuni che vanno ad affiancare quelli consueti di tipo soggettivo o individuale, predisposti dai singoli docenti.

La valutazione assume diverse funzioni in rapporto alla sua collocazione nel processo educativo: iniziale con valenza diagnostica; intermedia ed avviene in itinere; finale con valenza sommativa o certificativa.
La prima, svolta entro il primo mese dall'inizio dell'attività didattica, serve per verificare i prerequisiti o i requisiti, da quelli cognitivi a quelli affettivo - relazionali, posseduti dal singolo alunno, i suoi punti di forza e di debolezza, al fine di calibrare il percorso formativo alle necessità educative emerse. Molto importante in questa fase iniziale o diagnostica è chiarire ai ragazzi, al fine di non demotivarli, che i risultati ottenuti serviranno ad organizzare il lavoro scolastico annuale (trasparenza degli obiettivi prefissati). Questo tipo di valutazione è affidata, nelle scuole secondarie di primo grado, alle prove d'ingresso. La seconda tipologia, realizzata alla fine del primo quadrimestre, ha una funzione regolativa ed è sicuramente quella più impegnativa. La valutazione intermedia ha un duplice scopo: valutare l'intervento educativo - didattico, fino a quel momento realizzato dai docenti, al fine di adattare gli interventi alle singole situazioni didattiche e di attivare eventuali strategie di rinforzo o se necessario modificarlo, e la progressiva crescita personale, culturale e attitudinale degli studenti. Rientrano in queste valutazioni le prove d'Istituto intermedie e le prove disciplinari di verifica orale e scritta.

Nella scuola dove insegno, le prove d'istituto intermedie, previste per italiano, matematica e lingua inglese, e le singole prove di disciplina sono affiancate da osservazioni sistematiche, precise registrazioni su specifiche performance, annotazioni su comportamenti e abilità sociali, sui miglioramenti individuali degli alunni, poiché ciò ci consente di avere informazioni precise e dati oggettivi circa i progressi conseguiti sul piano cognitivo, relazionale, decisionale, operativo.
Queste stesse modalità di valutazione sono attuate anche nei confronti di alunni con disabilità certificate, con DSA e altri BES i quali "partecipano alle prove standardizzate, alle singole prove di disciplina scritte e orali tenendo conto dei documenti previsti dall'articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992 n. 104, [...]dalle misure dispensative e dagli strumenti compensativi di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, indicati nel piano didattico personalizzato" ( Art.11 comma 1 e 9 del D. Lgs. n. 62 del 13 aprile 2017).
Le prove per gli alunni in difficoltà vengono stabilite all'interno dei consigli di Dipartimento tra i docenti delle discipline oggetto di verifica e gli insegnanti di sostegno. Esse vengono adeguate nei contenuti, modificate nell'impostazione grafica e/o nella spaziatura, per consentire una maggiore leggibilità e fruibilità, con esempi per lo svolgimento dell'esercizio e/o con indicazioni dell'argomento a cui l'esercizio è riferito. Inoltre gli alunni, durante il loro svolgimento, si avvalgono delle misure dispensative e compensative previste dalla legge e ove necessario dell'esonero dalla prova di lingua straniera. Questo consente ai ragazzi con difficoltà di vivere serenamente il momento della verifica e della valutazione, di tastare le loro capacità e competenze, di sentirsi parte integrante, inclusi in un percorso formativo che come nucleo centrale ha "la crescita globale".
Esiste, quindi, una stretta relazione tra valutazione e inclusione poiché valutare significa accertare, misurare, rendicontare, ma anche, e soprattutto, aiutare, educare, accompagnare, sostenere, valorizzare. Valutazione e valorizzazione rappresentano due facce della stessa medaglia non è un caso che condividano la stessa derivazione etimologica (Rondanini, 2007).


Angela Ventre, docente di sostegno I.C. "Alfieri - Lante della Rovere" di Roma e tutor nei percorsi formativi Sysform
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