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n.2 aprile 2010
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e-book: I laboratori come strategia didattica - di Antonia Melchiorre
La continua ricerca per il successo formativo dei nostri alunni - Introduzione
di La redazione - Dalla redazione
Abbiamo scelto di presentarvi gli e-book della Sysform Editore attraverso le parole degli Autori nella Introduzione del libro. Gli e-book sono libri digitali e potete vedere l'attuale catalogo cliccando a destra. Grazie

Introduzione
Quando si parla di "diritto allo studio", di "successo formativo" diamo per scontato che sia uno dei compiti principali della scuola, eppure spesso proprio noi docenti lo dimentichiamo, non per incapacità, piuttosto per "routine".
Siamo troppo presi da ciò che "dobbiamo" raggiungere (ciò che ho programmato in questa settimana, o per fine quadrimestre, oppure ciò che voglio portare a termine prima della fine dell'anno) dimenticando dove si trovano i bambini e se loro sono esattamente lì dove io li vado a prendere...o sono da un'altra parte?
È molto difficile seguire questo fragile equilibrio tra ciò che voglio come docente e capire di cosa invece ha bisogno ogni singolo bambino.
Ma se ci pensiamo bene, ciò che dovrebbe volere un insegnante e ciò di cui ha bisogno un bambino sono la stessa cosa: il successo formativo!

Credo che una delle grandi capacità che debba avere un'insegnante sia proprio quella di riuscire a catturare l'interesse di tutti gli alunni con i quali lavora.
Più volte mi è capitato durante un corso di avere davanti un docente molto competente ma terribilmente noioso tanto da non riuscire a seguirlo: nonostante lo sforzo che impiegavo mi ritrovavo continuamente con la testa da un'altra parte. Oppure di sentire utilizzare termini molto tecnici dei quali non conoscevo il significato e quindi di non riuscire a seguire il discorso pienamente. Questo potrebbe essere capitato per esempio alla nostra prima lezione di informatica, in cui magari il formatore ha dato per scontato il fatto che sapevamo aprire o salvare un file, oppure che conoscevamo il significato della parola "download" e come si effettuava, e magari invece noi sapevamo solo accendere il computer!

Ci sarà capitato delle volte di dare per scontate delle competenze con i nostri alunni (così come il nostro formatore!) da chiedergli lo sforzo di stare un passo avanti (o forse 2 o 3) rispetto a dove si trovano loro in quel momento (ossia saper accendere il computer!.
I bambini non sempre hanno il coraggio o anche la consapevolezza che gli stia sfuggendo qualcosa e non ci chiedono delle spiegazioni. Quando un alunno ha il coraggio di farlo probabilmente ripetiamo il concetto nello stesso identico modo (magari parliamo solo un po' più lentamente... ma non ha problemi di udito!) e il bambino si ritrova allo stesso punto di partenza (... ma anche noi!) e alla fine rinuncia a chiedere e si isola.

Questo vale anche per i bambini che sono più "avanti" rispetto agli altri.
Quando la lezione non è stimolante o ad un livello troppo "basso" rispetto alle loro competenze allora iniziano a distrarsi, disegnano, leggono sotto il banco, giocherellano con qualunque oggetto gli capiti sotto mano: non sono interessati a quello che diciamo!

Cosa possiamo fare per catturarli tutti?

Probabilmente sarebbe utile fare un corso per animatori, oppure per giocolieri, intrattenitori, incantatori di serpenti!!
Scherzi a parte, una cosa che dovremmo fare è cercare in qualche modo di migliorare la nostra capacità comunicativa (oltre che di osservazione), questo può essere di grande aiuto per non diventare docenti in gamba ma terribilmente noiosi!!
Se come insegnanti a volte riuscissimo a fare un po' di autocritica e riflettessimo un attimo sulle facce che hanno i nostri ragazzi quando parliamo ... probabilmente ci tornerebbe alla mente uno che sbadiglia o un altro con l'occhio spento, e allora, cari miei, in quel momento dobbiamo renderci conto che siamo ... noiosi!!
Se siamo sinceri con noi stessi sappiamo che ci sono classi in cui ci è capitato di entrare e di vedere un certo fermento, partecipazione da parte dei bambini: ebbene lì c'è un insegnante "divertente"!
Che fare allora? (...a parte il corso per animatori!)

Sicuramente non buttarsi giù ma, al primo sbadiglio, provare a fare una battuta qualunque, dire improvvisamente con enfasi "ieri ho visto un coccodrillo nella vasca da bagno!" Oppure far mimare ai ragazzi quello che stiamo raccontando o spiegando!

A parte questi piccoli escamotage, come possiamo evitare che i bambini si annoino a scuola, come possiamo "andarli a prendere" lì dove si trovano veramente?
Io credo che una grande opportunità la offrono i laboratori, ossia la possibilità di organizzare la scuola in modo da poter andare incontro alle necessità dei bambini in modo "anche" divertente...perché no!

Certo noi insegnanti, nel bene e nel male, siamo dei veri specialisti in improvvisazioni (cosa terribile da ammettere!), invece organizzare dei laboratori richiede cura, pianificazione e collaborazione, che non si può improvvisare (se non vogliamo realizzare semplicemente la fotocopia della lezione che svolgiamo in classe!)

Il percorso che racconto in questo e-book rappresenta un'occasione di riflessione sul mio lavoro, un'opportunità in grado di offrirmi nuovi stimoli e di ricordarmi che come docente ho "il compito e la responsabilità della progettazione e della attuazione del processo di insegnamento e di apprendimento" (l'art. 16 del D.P.R. n. 275 del '99) cercando in questo modo di garantire ad ogni alunno il successo formativo.



Proverò a condividere con te la mia "ricerca" e la mia "esperienza".


La ricerca è servita per "convincermi" che è possibile fare scuola ponendo attenzione alle esigenze di tutti e che tutti hanno la necessità di "essere presi" là dove sono!

L'esperienza mi ha definitivamente convinto che si può fare.

Mi auguro di essere in grado di farti partecipe di queste mie considerazioni.

Buon proseguimento!


Autore:Antonia Melchiorre
e-book: I laboratori come strategia didattica. La continua ricerca per il successo formativo dei nostri alunni
anno: marzo 2010
edizione: Sysform Editore
costo: 19 euro

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