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| E se non fosse andata così? |
| I compiti a casa per chi ha problemi di apprendimento |
| di Scilipoti Daniela - Integrazione Scolastica |
Sono un'insegnante della scuola primaria e da ben dieci anni seguo, nei compiti a casa, un ragazzo che ora ha 17 anni e frequenta un I.T.I.S..
Tutto è iniziato quando "M" (così lo chiamerò riferendomi a lui) frequentava la terza elementare e io, all'epoca, fui chiamata a supplire la sua insegnante di italiano (assente per maternità).
Me lo ricordo come fosse ieri: uno scricciolo con un paio di occhialetti tondi alla Harry Potter sul suo nasino, un po' timido e molto insicuro.
La mia esperienza scolastica come insegnante era veramente minima però, più passava il tempo e più mi accorgevo che "M" manifestava dei problemi importanti sull'apprendimento, relativi all'attenzione, alla scrittura ecc. In tali condizioni risultava impossibile per lui poter raggiungere i risultati dei suoi stessi compagni di classe e ciò lo demoralizzava non poco. Consultandomi con le colleghe venne fuori, da parte loro, che il bambino non si impegnava abbastanza (parliamo di dieci anni fa! Oggi l'attenzione nei confronti di bambini che si trovano in situazioni di difficoltà è maggiore e sottoposta ad approfondimenti.. almeno nella mia scuola è così!). Parlarne con la madre? Fu peggio! Si sa, i figli non hanno mai problemi agli occhi delle mamme.
Col passare del tempo "M" non riusciva più a seguire la programmazione e a fare i compiti a casa. Fu così che mi presi l'impegno di seguirlo dopo la scuola e anno dopo anno, con molta pazienza e fatica riuscì a terminare la scuola primaria portando con sé una valutazione da parte dei suoi insegnanti che lasciava intendere un sicuro insuccesso alle scuole medie. Fortunatamente ho avuto la possibilità di accompagnarlo anche alle scuole medie e ora alle superiori.
Dico "fortunatamente" non per i miei meriti, ma perché sono stata in grado, grazie all'esperienza maturata negli anni a seguire (soprattutto nell'ambito del sostegno), di comprendere meglio le difficoltà che il bambino mostrava e gestire con più organizzazione e competenza un piano di studio adeguato alle sue esigenze; c'è da considerare anche il grave fatto che in tutti questi anni "M" non ha mai avuto riconosciuto un sostegno o una semplice semplificazione dei contenuti. In sostanza dalla scuola primaria ad oggi, il suo disturbo di attenzione, la sua dislessia e discalculia hanno dovuto combattere giorno dopo giorno, per tutto questo tempo, con programmazioni di classe ovviamente non adeguate a lui.
Non posso dirvi quanto sia stato difficile, ma questo ha voluto una madre cieca ad un'evidente richiesta d'aiuto del proprio figlio. Una madre che è solo stata capace di attribuire tutti i problemi di "M" all'incompetenza degli insegnanti che ha avuto nel corso degli anni...Sapete? "M" non è mai stato fermato! Certo, non è uno studente brillante, ma si impegna davvero tanto e ha imparato molto di più di quello che c'è dentro una programmazione:
- ha imparato che il 6 è un ottimo traguardo che premia i suoi sforzi;
- ha imparato ad essere consapevole dei suoi limiti per i quali fino a qualche anno fa si disperava e si deprimeva;
- ha imparato a gestire gli insuccessi;
- ma soprattutto ha compreso bene che le sue non sono colpe, ma responsabilità!
Ho dovuto lottare parecchio per ottenere tutto ciò, specie se il valore che la madre attribuisce ai voti che prende è di questo tipo: - " Mamma, oggi ho preso 4..." - "Sei il solito stupido!" - ... - " Mamma oggi ho preso 7..." - " Hai avuto solo fortuna o hai copiato!"-
Ma come si può?? Capite che la mia difficoltà maggiore è stata proprio lei? Ogni volta bisognava ricominciare da capo e far capire a "M" che il "sette" lo meritava perché si era impegnato e che il "quattro" era forse frutto di un compito troppo difficile.. E lui ? Poverino, quanta confusione! Chi diceva la verità?
Beh! I risultati che abbiamo raggiunto insieme rispondono a questo quesito, anche se la mamma continua a non stimare il figlio.
Ora il mio "M" è un ragazzo sicuro e responsabile, ha molti amici, frequenta una scuola di balli latino-americani (la settimana scorsa è arrivato primo in un ballo in coppia con la sua fidanzata!).
Non potevo sperare di meglio! Anche lui è stato molto importante per me.. averlo accanto il giorno del mio matrimonio... quando è nato il mio piccolo... è stato semplicemente commovente!
Alcune volte lo osservo mentre tiene la testa china sui libri e penso
- Sei stato forte! Ce l'hai fatta a prenderti tutto ciò che era tuo!
Bravo! - .
Ora sono io che devo essere forte a lasciare quella mano che ha accompagnato quel bimbo con gli occhialini tondi a diventare un uomo.
Daniela Scilipoti Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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