Appena entriamo in classe, una classe qualsiasi, lo individuiamo subito! Lo troviamo in piedi sulla sedia oppure sdraiato sul banco, intento a combinarne una delle sue! Vuole farsi notare, con tutti i mezzi disponibili. Lo etichettiamo come l'alunno difficile, il bullo di turno, quello che ci darà problemi; inizia così una vera e propria lotta, un tira e molla estenuante, che genera solo vinti.
Lui è lì, sostiene il nostro sguardo, ostenta un atteggiamento di sfida, ci mette continuamente alla prova, ci provoca usando tutte le armi disponibili.
Eppure, dietro il suo sguardo sostenuto, scorgiamo un immenso bisogno di sicurezza e stabilità. Spesso si tratta di bambini che non hanno mai fatto esperienza di un ambiente che accoglie, che protegge. Sono bambini che, per vari motivi, sono stati caricati di responsabilità troppo grandi per loro; bambini che vengono lasciati a loro stessi; che non hanno alcun contenimento. Cercano in noi punti di riferimento e i loro comportamenti inadeguati non sono altro che richieste di aiuto. Ci caricano di tante aspettative e ci coinvolgono, tant'è vero che rimangono sempre nella nostra mente e nel nostro cuore. Ci preoccupiamo per loro, cerchiamo di comprenderli e a volte, senza volerlo, commettiamo degli errori.
Loro ci chiedono coerenza, fermezza! Mi ha lasciato sorpreso un mio alunno quando, alzando la mano, mi ha detto, tutto disorientato:<< Maestra, ma io, ieri, mi sono comportato male e oggi non devo venire in palestra!>> . Il giorno prima, in effetti, gli avevo detto che sarebbe rimasto nell'altra classe; ma volevo dargli fiducia, perché, in seguito al nostro chiarimento, aveva mostrato un comportamento sereno e collaborativo.
Penso che lui sia rimasto spiazzato dalla mia decisione; si aspettava che io mantenessi fede a quello che avevo detto e, probabilmente, si è sentito abbandonato anche da me! Infatti, una volta in palestra, è ricomparso l'atteggiamento ostile e sofferente di sempre.
Solo dopo ho capito dove avevo sbagliato.
Quando, in classe, si vengono a creare tensioni di questo tipo, diventa difficile lavorare bene e sappiamo quanto sia importante creare un ambiente positivo, per promuovere apprendimenti costruttivi e favorire la crescita dei nostri alunni.
Penso che in queste circostanze l'importante sia essere se stessi, essere autentici negli scambi con i nostri alunni. Quando un bambino adotta comportamenti inadeguati, invece di criticarlo, dovremmo provare ad aprirci e a comunicargli come ci sentiamo di fronte questi comportamenti. Al mio alunno ho spiegato che, quando si vengono a creare tensioni in classe, sto male e che, al contrario, quando lavoriamo serenamente, torno a casa e sono felice! Gli ho fatto notare che è bello stare tutti insieme in armonia! Il suo atteggiamento nei miei confronti sta cambiando e ogni giorno che passa vedo che si fida sempre più di me.
Se ci mostriamo per quello che siamo, con tutte le nostre paure, i nostri difetti, le nostre preoccupazioni, gli alunni non avranno più bisogno di nascondersi dietro sguardi ostili.
Allora li troveremo sempre lì, alcuni sdraiati sui banchi, altri in piedi sulle sedie, ma stavolta con uno spirito diverso, più aperto e più disponibile.
Consiglia Nacci Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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