Torna nella homepage
 
n.70 febbraio 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:22 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'E tu, di che "like" sei?'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Didattica Laboratoriale 2 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
E tu, di che "like" sei?
Aspetti della comunicazione a scuola ai tempi di internet
di Presutti Serenella - Long Life Learning
emoticon
emoticon
Le scuole sono ormai contagiate dal fenomeno sociale più pervasivo dell'ultimo decennio: la connessione alla "rete delle reti" e l'utilizzo di Internet attraverso i diversi dispositivi.
L'influenza positiva di tutto questo si presenta con grande evidenza nell'enorme sviluppo che rileviamo nella didattica, diventata anche "digitale", assumendo contorni che solo fino a dieci anni fa sarebbero stati impensabili. Ancora però non ne sappiamo abbastanza sui risvolti critici di questa realtà, soprattutto non possiamo valutare appieno gli effetti sortiti sulla comunicazione e sulle relazioni tra le persone, tra i gruppi e tra le comunità sociali e professionali.

Nel panorama delle soft skills, abbiamo visto come il sapersi relazionare con gli altri sia al centro dei percorsi di sviluppo delle competenze della comunicazione umana; se cambiano i paradigmi della comunicazione cambiano quindi anche le relazioni tra le persone. Ma come?
Non senza enfasi, nell'ultimo decennio, studiosi, ricercatori, opinionisti e stakeholder hanno progressivamente descritto una "mutazione genetica" in atto, soprattutto riferendosi all'enorme ed eccezionale sviluppo dei "social media".
Un esempio illuminante su tutti, per avere misura della dirompenza del fenomeno, è relativo al trasferimento della pubblicità e dell'informazione dalla carta stampata ai social, come Facebook e non solo.
Anche nel mondo della scuola, seppur con maggiore lentezza, la mutazione è in atto, favorita dall'aggiornamento della normativa in merito e dai processi di dematerializzazione avviati conseguentemente.
Quello che possiamo osservare è indubbiamente un cambio di passo: la velocizzazione e la semplificazione di alcuni adempimenti, oltre alle modifiche apportate ad alcune modalità di rapporto tra le componenti scolastiche, tra gli operatori scolastici e l'Amministrazione; ciò che ancora non sappiamo valutare sono invece gli effetti a tutto tondo di questa rivoluzione, ma possiamo raccogliere sicuramente alcune criticità.

L'utilizzo continuo della connessione ha già allertato il mondo scientifico e medico soprattutto, che ha suonato già da un po' il campanello di allarme per gli effetti di tutto questo sul fisico, in particolare per i bambini e gli adolescenti come soggetti in crescita.
Gli effetti sullo sviluppo della personalità, come anche della relazionalità e della comunicazione, stanno emergendo, in particolare per l'aspetto dell'indebolimento di alcune abilità, come la concentrazione e l'attenzione, a favore del rafforzamento di altre, come la selettività. Il problema più grosso è rappresentato però dallo sviluppo di "dipendenza", assimilabile all'alcol e alle sostanze psicotrope; esistono percorsi di ricerca a supporto dell'individuazione dell'evidenza scientifica di questi fenomeni, ma non esistono ancora studi e pratiche relative alle soluzioni dei problemi.
Particolare importanza per il contesto scolastico acquisisce l'enorme sviluppo dei social, come Facebook e Whatsapp, che procede in parallelo con la diffusione incredibilmente capillare degli smartphone, a portata di tutti, adulti e giovani, genitori e figli. La forza inarrestabile della comunicazione social è l' "esserci" nello stesso momento che qualcosa accade; clicco e commento mentre quella persona si sta muovendo, proprio ora, in quel luogo e ciò è comunicabile a tutti quelli che si decida debbano essere debitamente informati dei fatti.
Una dimensione ludica che riduce la distanza fisica tra le persone fino a farla svanire, sbriciolando addirittura la fisicità; questi aspetti sono così forti che incidono sulla trasformazione delle relazioni umane, come dicevo in precedenza, a tal punto da essere paragonati ad uuna mutazione genetica, con prospettive sconosciute, non gestite né tantomeno valutate e regolamentate da qualsivoglia normativa.
La dematerializzazione ha effetto sulle relazioni scolastiche, non semplificandole; questa è la linea che emerge dalle esperienze comuni, che esulano dalle differenze dei contesti socio-economici in cui si collocano gli istituti scolastici.
Molto diffuso è l'utilizzo di gruppi whatsapp di classe, da parte di alunni così come di genitori, che favoriscono e velocizzano il passaggio di informazioni, ma che non garantiscono un'attenta policy di utilizzo; ecco proliferare in men che non si dica chat di commenti indiscriminati, nei contenuti e nelle modalità.
Molto illuminante è una testimonianza diretta, resa in un recente articolo a riguardo, apparsa sul Corriere della Sera del 28 gennaio scorso, di un papà che annuncia la sua libertà nel giorno di uscita dal gruppo whatsapp dei genitori della classe del figlio (Salvia L., http://www.corriere.it/scuola/primaria/17_gennaio_25/ho-lasciato-chat-genitori-sono-tornato-uomo-felice-d10ccc00-e31b-11e6-91bb-de3c4de78c88.shtml#).
Le pagine facebook rappresentano un contraltare alle chat, in quanto,apparentemente, propongono schemi comunicativi più complessi ed articolati.

like
like
Facebook è il social network globale, piazza virtuale di incontro/scontro di opinioni, di diffusione di notizie, idee, differenze, uguaglianze, appartenenze ed esclusioni, spesso tutto racchiuso e sintetizzato in una emoticon O in una espressione di assenso/dissenso: il "like".
L'innocente dito alzato, spesso cliccato senza pensarci troppo, ha suscitato l'interesse (giustificato) di sociologi, psicologi, pubblicitari ed anche degli educatori, per i suoi effetti ridondanti, a volte addirittura drammatici, come nelle inquietanti storie di cyberbullismo che hanno avuto enorme risalto sulla cronaca nera nazionale; per questo hanno interessato particolarmente la scuola, dando impulso ed avvio a progetti di intervento sull'uso consapevole della rete e dei programmi di prevenzione.
Fin qui tutto abbastanza noto. Ne abbiamo a sufficienza per motivare a coltivare un interesse pedagogico costante e non episodico; la consapevolezza degli addetti ai lavori della scuola sta crescendo insieme alla preoccupazione di dover trovare soluzioni sostenibili, efficaci e durature a questi nuovi fenomeni.

Non siamo difronte ad una "moda" passeggera, ma dobbiamo affrontare qualcosa di molto più serio, con pericolosità sociali anche inquietanti
Questo ho pensato nell'apprendere l'evoluzione dell'utilizzo dei "big data", cioè sostanzialmente tutto quello che facciamo, sia on line che off-line, che lascia tracce digitali, come raccontato in un'approfondita inchiesta apparsa recentemente in un articolo (H.Grassegger-M.Krogerus, 2017, pp.40-47) che pone al centro proprio il problema dell'assenza di regole condivise, nella normativa e nella vita sociale, per l'utilizzo dei "big-data" e delle derive di manipolazione già in atto da parte dei grandi poteri di aziende private e centri di ricerca e consulenza spregiudicate e senza scrupoli, al servizio del miglior offerente economico.
Di fatto il miglior offerente (l'articolo riporta l'esempio della Agenzia di consulenza al servizio per l'elezione alla Presidenza degli Stati Uniti di Donald Trump) si è appropriato di un metodo scientifico validato chiamato con l'acronimo O.C.E.A.N., che riassume i cinque parametri o aspetti della personalità in base ai quali è possibile misurare ogni caratteristica di una persona (openness-apertura mentale,coscientiousness- perfezionismo,extraversion-estroversione, agreeablness-essere cooperativi, neuroticism-stabilità emotiva).
Nel 2008 Michael Kosinski , dottorando in psicometria a Cambridge, provò la possibile connessione tra la teoria OCEAN e l'utilizzo dei social network, attraverso il più vasto big data disponibile al mondo: facebook e il suo sistema di like, che abbinati ai punteggi psicometrici potevano restituire profili di personalità altamente attendibili.
Le ricerche e gli studi in questa direzione sono progrediti velocemente, tanto da provocare la dissociazione del loro utilizzo da parte dello stesso Kosinski. I risultati tangibili sono ormai noti: è possibile manipolare in modo raffinato e invisibile le opinioni delle persone, fino a condizionare l'esito di un evento importante della portata dell'elezione del Presidente degli Stati Uniti.
Non credo si possa ancora parlare di estraneità da tutto questo per nessuno che viva su questo pianeta, e il problema è già qui: il Grande Fratello non è più fantascienza ma si è materializzato senza rumore, sotto la forma di un emoticon.

"Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario"
George Orwell

Serenella Presutti, psicopedagogista e counsellor, Dirigente scolastico dell'I.C. via Padre Semeria di Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional