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n.46 ottobre 2014
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:26 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Eccoci in quinta!'  >>>
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Eccoci in quinta!
L'autobiografia per affrontare il cambiamento
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
"Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare.

I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo.
Allora si fermano e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.

Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.
Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."
(Paulo Coelho)

Questo per me e la mia classe sarà un anno importante, delicato, triste ma anche ricco di opportunità e crescita. Siamo arrivati in quinta e a Giugno dovremo separarci, i bambini, ormai ragazzi, affronteranno un passaggio delicato verso una nuova scuola, nuove relazioni, nuovi compiti ed io dovrò ricominciare con un gruppo di bimbi più piccoli, sconosciuti, con cui lavorare su nuove relazione, nuove interazioni, e costruire un nuovo "clima".

I miei alunni ed io dovremo intraprendere entrambi un cammino straordinario e necessario ma pieno di incognite. L'idea di questo passaggio spaventa, mette in moto energie che influenzano il normale svolgimento dell' attività didattica, mette in discussione ruoli e gli equilibri trovati all'interno del gruppo.

Questo delicato mutamento non può essere affrontato l'ultimo mese di scuola in modo puramente emotivo e viscerale, ma deve essere preparato e accompagnato dall'insegnante con grande attenzione, delicatezza e sensibilità, una preparazione che inizia già dal primo anno della scuola primaria ma che diventa quasi tangibile e comunque irrinunciabile nel corso dell'ultimo anno.

Il messaggio che l'insegnante dovrebbe passare ai propri alunni è che crescere è un viaggio meraviglioso in cui ad ogni tappa, ad ogni stazione affrontiamo una trasformazione che ci spinge naturalmente a lasciare tutto ciò che non serve più al nostro cammino (abitudini, convinzioni, schemi, alcune certezze...) e che ormai costituiscono un peso, una zavorra, per "fare spazio" all'interno della nostra valigia esistenziale per potervi introdurre nuove scoperte, nuove esperienze, un nuovo sguardo sulla realtà, nuove competenze ...
Se questo da un lato è comprensibile che ci spaventi e disorienti dall'altro lato costituisce un'esperienza meravigliosa, un'avventura necessaria.

Sono molti gli aspetti che caratterizzano questo momento di passaggio e vari gli ambiti di intervento. L'insegnante ha a disposizione cinque anni per lavorare, ad esempio, sulla gestione dell'ansia del bambino di fronte a tutto ciò che è nuovo e sconosciuto (nuove richieste, nuovi compiti, piccoli cambiamenti ...), l'insegnante dovrà trovare strategie che sostengano il bambino nella costruzione di una buona immagine di sé e dell'altro, perché possa nutrire la fiducia in se stesso, negli altri e nella vita, nella reale convinzione che ciò che è differente da noi rappresenta un'opportunità e un arricchimento. Questi sono solo alcuni dei valori e degli strumenti che l'insegnante può e deve passare per accompagnare i propri alunni verso una buona separazione.

La scrittura creativa può essere uno strumento efficace per affrontare questo delicato momento perché "lavora" sulla capacità di sentire le proprie emozioni, i propri pensieri, le proprie sensazioni, prevede la condivisione di tali vissuti emozionali e dei diversi punti di vista in un clima "altro", un luogo in cui il giudizio viene sospeso, la correttezza formale della prestazione non viene presa in considerazione, in cui ciascun bambino può trovare il proprio spazio in cui sentirsi "comodo" e sperimentare il desiderio e il piacere di esprimersi e partecipare.

Uno strumento che possiamo adattare a questo scopo è l'AUTOBIOGRAFIA proposta come strumento in cui ciascun bambino può ripercorrere le tappe più salienti di questi anni trascorsi insieme. Il semplice fatto di ripensare ai momenti significativi aiuta a dare un senso, un valore, un significato nuovi al nostro percorso esistenziale ed energia per affrontare gli eventi che ancora devono accadere. Il ricordo non è una semplice riedizione del passato perché noi non siamo più gli stessi, ogni volta lo facciamo in modo nuovo. E' per questo motivo che un lavoro creativo sull'autobiografia, quindi sugli eventi passati, già vissuti, può aprire flussi di energia da cui attingere come risorsa per affrontare ciò che ancora deve invece avvenire.

PRIMO MOMENTO
Per iniziare e creata la giusta atmosfera di concentrazione possiamo utilizzare degli esercizi guidati di rilassamento. Questi esercizi sono efficaci ma non possono essere applicati senza una giusta preparazione, ciascun insegnante, conoscendo la propria classe, analizzando le individualità che la compongono e le dinamiche esistenti, deciderà se applicarli con i dovuti aggiustamenti.
Gli esercizi che presuppongano il chiudere gli occhi, ad esempio, possono creare imbarazzo e mettere in difficoltà alcuni bambini tanto da far scatenare in loro reazioni di rifiuto e di disturbo, inficiando la riuscita dell' esperienza.

L'insegnante può invitare i bambini a chiudere gli occhi e a immaginare la loro fronte come uno schermo cinematografico, poi chiediamo di far scorrere liberamente il primo ricordo che viene loro in mente, senza una motivazione apparente, poi gli chiediamo di richiamarne altri che liberamente si associano ai precedenti creando in qualche modo una galleria di ricordi e di proiettarli sul loro schermo.
Al termine ciascun bambino, secondo i propri ritmi, aprirà gli occhi e scriverà i titoli di alcuni ricordi (titoli che possono essere semplici nomi di persone, oggetti, luoghi, emozioni).

Successivamente possiamo aiutarli ad ampliare i ricordi consultando i loro vecchi diari o le foto in loro possesso.
In alternativa si può partire direttamente dalla ricerca delle foto, l'insegnante spiegherà agli alunni quale attività intenderà svolgere e darà indicazioni che potranno sostenere i bambini in questa ricerca (l'esercizio di immaginare la fronte come schermo su cui proiettare i ricordi, il bambino lo potrà svolgere anche a casa da solo prima della ricerca delle foto, nel caso l'insegnante abbia deciso di non utilizzarlo in classe).

SECONDO MOMENTO
Dopo il momento dell'affastellamento dei ricordi e il reperimento dei materiali possiamo procedere ad una loro organizzazione seguendo l'ordine cronologico che attraverserà tutti i cinque anni della scuola primaria (non serviranno date precise basterà indicare il periodo: prima elementare, seconda elementare...). Questo materiale dovrà essere successivamente "montato", come la striscia della vita montessoriana, in una sorta di pellicola in cui viene raccontato, attraverso immagini e parole, il film della propria vita scolastica degli ultimi cinque anni.

TERZO MOMENTO
In seguito possiamo creare le pagine dei ricordi. Diamo ai nostri alunni alcuni titoli che rappresenteranno categorie di ricordi, emozioni, sensazioni, percezioni. Ogni bambino, una volta ricevuti i titoli, dovrà raccontarli dividendoli in fogli diversi, scegliendo il colore del foglio che gli sembra più adatto a quella categoria/ricordo.

Di seguito alcuni titoli, ma l'insegnante potrà sceglierne altri seguendo la propria fantasia:

- La pagina dei personaggi chiave della mia vita scolastica

- La pagina degli oggetti

- La pagina dei luoghi fondamentali

- La pagina delle sensazioni (gli odori, i suoni, i colori, ecc.)

- La pagina delle "scene" (i quadri viventi, situazioni di gruppo ...

- La pagina dei compagni di gioco o di scuola

- La pagina degli amori (persone, animali, giochi...)

- La pagina delle amicizie

- La pagina delle gite e dei viaggi

- La pagina delle conquiste

- La pagina delle paure

- La pagina delle risate

- La pagina delle difficoltà

- La pagina delle dolcezze

- La pagine delle antipatie superate

- La pagina dei colori

- La pagina del pianto

- La pagina dei sogni

- La pagina dei segreti svelati

- La pagina della rabbia

- La pagina della solitudine

- La pagina degli aiuti dati e ricevuti

- La pagina delle delusioni

- ...

I bambini devono essere lasciati liberi di riempire le pagine utilizzando la forma espressiva che preferiscono e che li farà sentire dentro l'attività senza ansia o paura di non esserne all'altezza: (vignette, disegni, poesie, narrazione, collages....). Questa libertà di scelta e i titoli fortemente evocativi aiuteranno il bambino ad esprimersi, a raccontarsi (a se stesso e agli altri), a rivivere, a riportare alla luce, a fare collegamenti, a riconoscersi dei passaggi di crescita, dei successi, delle qualità (a se stesso e agli altri).
Tutto questo processo metterà in movimento un'energia vitale che non solo permetterà la produzione di lavori di alta qualità e grande significato, ma sarà anche in grado di sostenere l'alunno in questa delicata fase di passaggio, crescita e trasformazione, in questo processo di separazione così complesso.

Simonetta Melchiorre docente dell'I.C. V.le Adriatico di Roma e Art-counselor
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito mercoledì 17/12/2014 ore 19:14 da ALESSIA
Grazie per questi 5 anni meravigliosi che hai fatto vivere a Lore e a noi.
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