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n.4 giugno 2010
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Direttore responsabile Manuela Rosci
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Nè per vigliaccheria nè per paura
Appartenere a ciò che si fa
di Rosci Manuela - Editoriali
Vi è mai venuta voglia di far fagotto e scappare via? Di mollare tutto e tutti e sognare chissa quali mondi e lidi più felici? Ma poi, lo avete fatto? E se no, perchè?
Vi posso dire il motivo per cui io, sebbene a volte sia vogogliosa di partire per altri lidi ... poi rimango qui!
Non è certo per vigliaccheria o per paura del cambiamento (anzi!!) e nemmeno per sensi di colpa struggenti (ma come, lasceresti figli e genitori anziani...!): rimango perchè credo di "appartenere" a tutto ciò che faccio e ciò che faccio mi rappresenta, è "me"!

Non voglio fare una chiusura d'anno "esistenzialista" e neppure "buonista", solo una revisione di bilancio per vedere di che colore è? Sono in rosso oppure .... al verde? Sono esaurita oppure carica? Sono tormentata oppure soddisfatta?

L'anno scolastico che abbiamo appena terminato di consumare è stato denso di eventi che forse hanno prosciugato troppo i conti della scuola e anche quelli dei docenti: non solo tagli economici (di per sé impegantivi) ma tagli che riguardano la credibilità e la motivazione di chi lavora a scuola. Non sempre i tagli sono dipesi dalle manovre economiche: anzi, alcuni mancati riconoscimenti pubblici possono dipendere proprio dal fatto che ognuno di noi ha già operato tagli. Ma che genere di "decurtazioni"?

Tagli di responsabilità: sembra che gli adulti siano molto in riserva su questo aspetto. Sembra che si cerchi sempre la delega a qualcun altro per risolvere un problema. I ragazzi si comportano male a scuola e si chiama la dirigente, il collega, il genitore ... Ci si sente un po' inadeguati ad affrontare i compiti evolutivi dell'età che ci appartine: quella adulta, in cui si assumono impegni e si danno risposte.

Tagli alla sicurezza: quella personale, scivolando dolcemente dentro una fragilità che fa sentire tutti un po' in balia di se stessi, sovraesposti a pericoli incombenti che potrebbero sovrastarci, che possono essere ovunque ... anche il nostro vicino.

Tagli alla fiducia: certamente non si intende una superficiale visione della realtà colorata di rosa o coperta di tappeti per nasconderci lo sporco .... ma come atteggiamento verso la vita, verso la ricerca di soluzioni, verso gli altri.

Tagli alla intraprendenza: al mettersi in gioco anche quando non sei completamente certo di potercela fare, all'assumere sfide per il piacere di avere uno scopo per cui vale la pena progettare e pianificare azioni, avere lo sguardo verso ... la meta!

Tagli alla cura: non quella sanitaria (nodo assai spinoso) o a quella sociale (più di così!!) ma alla cura di se stessi e degli altri, alle attenzioni che possiamo dare e ricevere, al tempo dedicato alla cura dell'anima oltre che del corpo, alla cura dello spirito oltre che dell'intelletto!

Tagli all'immaginazione e alla creatività: e con questi tagli siamo veramente nei guai. Se è vero che noi siamo ciò che abbiamo pensato, ciò che abbiamo voluto, ciò che abbiamo immaginato in tempi non sospetti ... Se oggi non riusciamo più a immaginare nulla oltre quello che abbiamo ora, se non riusciamo a pensare diversamente da ciò che pensiamo oggi ... vi immaginate che vita futura, grigia e sconsolata! Altro che l'azzurro Avatar ... al massimo una foto sbiadita.

Ebbene, per una volta tanto, credo che noi persone di scuola possiamo vantare una ricchezza che altri non hanno (comunque non è così diffusa!). Se è vero che i tagli ci sono (e certamente noi "dipendenti" siamo in prima linea) ed economicamente stiamo tutti in rosso più di prima, noi docenti abbiamo una riserva di energia verde, di energia pulita, che è in sintonia con l'ambiente, che può darci una carica in positivo (al contrario del conto in rosso!).
Ebbene noi siamo più ricchi di energia pulita perchè siamo in contatto diretto con la fonte, ancora non inquinata: è l'età d'oro dei nostri bambini e dei nostri ragazzi.
E' la loro irresponsabilità che ci obbliga ad essere responsabili per loro e di loro; è la loro insicurezza che ci costringe a lavorare sul senso di sicurezza (fisica e psicologica); la conquista della loro fiducia ci rende forti e autorevoli, capaci di affrontare sfide difficili (accompagnarli a leggere ad alta voce o a salire su un palcoscenico per la recita finale, imparare una poesia quando la memoria gioca contro, incitarli in una sfida sportiva e rincuorarli se non hanno vinto, convincerli che valgono di più di quanto credano e aiuatrli ad affrontare sbandamenti o scivolate che possono fare veramente male!!!).
Ma certamente siamo più ricchi perchè possiamo contare anche sull'intraprendenza dei piccoli che si ostinano a voler fare da soli e dei più grandi che cercano continuamente di metterti alla prova. Non parliamo della cura che richiede il convincerli che l'altro va rispettato, va amato, va sostenuto, va aiutato ... se non ci fossero loro, con l'aria che tira, ci saremmo anche noi dimenticati, avremmo "tagliato" questo valore che sembra un po' passato di moda tra i grandi ...

E poi c'è la fonte più inesauribile che mai: la sana immaginazione, la creatività con cui gli alunni cercano di raggirarti, di copiare il compito e farti credere "convinti" che sono i pensieri che circolo per l'aria e calano su tutti "contemporaneamente"; di raccontarti fantastici incontri e vittorie contro super eroi telematici; di sostenere che il libro è sbagliato, non il risultato della loro equazione .....

Ebbene, visti i tagli che ci sono in giro, soprattutto di ideali, di valori, di pensieri puliti e di comportamenti affidabili ... ebbene i più ricchi siamo noi che siamo a contatto con quelle realtà (gli alunni) che ci chiedono di incrementare e non di tagliare, di dare e non di togliere, di ricevere e non di rifiutare ...
Stiamo attenti, però: se i "grandi" si rendono conto che noi docenti siamo "ricchi" potrebbero pensare di toglierci la nostra energia pulita, i nostri bambini e i nostri ragazzi. Salviamoli, almeno noi: tutelando loro, inevitabilmente salviamo anche noi.

L'augurio sincero di sentirci tutti (noi) più ricchi di quando abbiamo iniziato ... solo un tantino più stanchi. La stanchezza a breve sarà svanita ... "la ricchezza prodotta" in un anno nelle nostre scuole rimarrà per sempre.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare la scuolapossibile. Grazie a tutti coloro che hanno letto e condiviso con noi "gioie e dolori", esperienze e riflessioni della scuolapossibile.

Manuela Rosci
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