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n.55 settembre 2015
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Articolo 'Educare alla pace'  >>>
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Educare alla pace
Un percorso necessario e possibile a scuola
di Di Clemente Simona - Didattica Laboratoriale
Il clima d'insicurezza e paura che gli attuali avvenimenti internazionali hanno instaurato nella società, ha effetto anche sui giovanissimi alunni della scuola primaria. Infatti, pur non partecipando, generalmente, alle riflessioni e alle discussioni sulla guerra che il mondo sta vivendo, i bambini ascoltano, vedono scene di violenza e percepiscono la tensione degli adulti. Ciò crea l'esigenza di offrire loro un contatto con questa realtà che però sia alla loro portata e che offra stimoli per la formazione di futuri cittadini, in una società sempre più multiculturale.

La mondializzazione suscita spesso reazioni di paura e chiusura, che in alcuni casi sfociano nell'intolleranza e nell'emarginazione. La scuola deve quindi educare gli attuali alunni, futuri cittadini, a sentimenti di collaborazione e di pace che possono nascere soltanto dall'empatia con ciò che è "diverso" e dal confronto con l'altro. Troppo spesso oggi nella scuola si è portati a trascurare gli aspetti emotivi del processo di sviluppo dell'allievo, a tutto vantaggio di quelli puramente cognitivi, dimenticando che l'individuo è totalità integrata ed organizzata e va educato nella sua interezza. Così come è vero che la conquista di nuove abilità cognitive rafforza nell'alunno la stima di sé, soddisfa il bisogno di sicurezza e rende facile il rapporto con genitori e insegnanti, è altrettanto fondamentale l'educazione all'affettività che, avviando l'allievo ad avere una positiva e realistica immagine di sé, e facilitando l'instaurarsi di gratificanti rapporti con gli altri, costituisce un efficace strumento di promozione del benessere psichico e fisico. Partendo da questo presupposto è stato articolato il Progetto interdisciplinare "Stella dove sei?" , un percorso alla pace che, avvalendosi di molteplici canali espressivi, ha coinvolto ciascun alunno in un viaggio esperienziale vissuto sul campo ed interiorizzato nei contenuti.

La prima tappa prevista è stata l'uscita didattica per visitare la mostra multimediale sul disarmo nucleare "Senzatomica", promossa dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai nel mese di marzo 2015, presso il museo MACRO di Roma in zona Testaccio.
L'esposizione nasce dall'esigenza di sensibilizzare, stimolare la riflessione e attuare la risoluzione del problema delle armi atomiche, leggendo dalla prospettiva umana la nostra condizione, trasformando la cultura della violenza e della minaccia, in cui siamo immersi, in una cultura del dialogo e del rispetto reciproco. Un efficace mezzo per far riflettere i nostri alunni su una realtà che a scuola rimane spesso in ombra, nonostante i media ne trasmettano continui messaggi: la guerra e, nello specifico, il tema delle armi nucleari.

"È il momento di agire coraggiosamente per creare dal basso un'indomabile forza di pace" - Senzatomica.

La mostra si è rivelata un valido strumento educativo, riservando un'attenzione speciale ai giovani studenti (al suo interno è stato allestito un percorso di pannelli espressamente progettato per i bambini da 8 a 11 anni).
Divisa in quattro sezioni, la mostra ha dedicato una particolare attenzione alla garanzia del diritto alla vita di tutti i popoli, passando dalla sicurezza basata sulle armi alla sicurezza basata sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali degli esseri umani, cambiando la visione del mondo: da una cultura della paura a una cultura della fiducia reciproca. Il suo obiettivo personale è stato quello di trasmettere il messaggio che il vero nemico non è costituito dalle armi nucleari in quanto tali, né dagli Stati che le possiedono, ma dal modo di pensare che arriva a giustificare "l'annientamento totale" di altri esseri umani.

Dopo un confronto con i bambini sulle tematiche affrontate durante la mostra "Senzatomica" , gli stessi sono stati chiamati ad immaginare le paure dei loro coetanei che vivono in un clima di guerra e a creare un racconto che potesse aiutarli ad esorcizzare i loro timori. Tale percorso ha permesso ai bambini di comprendere l'importanza di cooperare in modo pacifico, partendo dai conflitti quotidiani.
Prendendo spunto dai quaderni operativi forniti dalla mostra "Senzatomica", è stato avviato un percorso di riflessione, veicolato dalla visione di immagini, video e letture tratte dalla rete, al fine di rendere la classe partecipe di un percorso di valorizzazione di ciascun alunno. Un esperimento che ha investito l'intera classe, trasformandola in un Microcosmo nel quale ciascuno, è stato invitato a percepire la grandiosità della propria vita, un bene prezioso che può contribuire a rendere migliore il mondo (Macrocosmo) in cui viviamo.

In questo clima, è nata l'ideazione del racconto fantastico: un elaborato collettivo che ha visto i bambini coinvolti in gruppi di lavoro, con compiti equamente suddivisi, per dare forma alla "tempesta di idee" da organizzare in sequenze narrative. I veri protagonisti del racconto sono stati proprio loro, i bambini della classe IV alla ricerca della stella della pace, nella convinzione che il loro singolo operato possa, in sinergia con quello di ciascun compagno, incidere significativamente sul reale. E così è stato: dalla scrittura alla stampa serigrafica del nostro libro, dal testo collettivo al testo teatrale, dalla sceneggiatura alla sua rappresentazione.
Un percorso che non ha trascurato il lato simbolico presente in ogni consegna didattica, in cui, ciascuna azione dell'insegnante rimanda a precisi significati.

In raccordo con l'esperienza laboratoriale di serigrafia tenuta dalla casa editrice Else Edizioni, gli alunni sono stati immersi nel mondo della stampa del libro, strumento ricorrente nella loro quotidianità scolastica e amico insostituibile per dare forma alla loro fantasia.

"Un percorso intorno al libro come avventura, spazio concreto tra la copertina e le pagine: testa, pancia, piedi e dorso.
I libri come segni da cogliere: impronte nel passato, tracce del presente, visioni sul futuro.
Piccole e grandi opere da realizzare e poi tenere tra le mani e dentro gli occhi.
Storie da raccontare, stampare e rilegare attraverso un fare artigianale, con l'intelligenza delle mani e strumenti "conviviali" alla portata di tutti.
La serigrafia è la tecnica, la macchina serigrafica è lo "strumento conviviale". Conviviale perché esalta l'energia e l'immaginazione personale e di gruppo, estende il raggio d'azione di ciascuno all'interno di una dimensione creativa e lavorativa.
Pensare e fare un libro è dunque un modo di "fare arte" ovvero la ricerca di quella condizione espressiva in cui l'uomo si ritrova ogni volta che vuole condividere con altri i propri sentimenti. E' questo sentirsi uniti che crea in piccolo una comunità di fatto" (Else Edizioni).


Gli alunni hanno sperimentato il processo per la creazione di un libro nato dalle loro idee, una copia del quale, al termine degli incontri, è stata donata ad ognuno di loro. Si è poi passati alla trasformazione del testo narrativo in una sceneggiatura e quindi, in un testo teatrale per la drammatizzazione. I bambini hanno collaborato attivamente alla realizzazione della scenografia, alla scelta delle musiche e coreografie e alla creazione di un meraviglioso invito per i genitori.
Il gruppo classe ha vissuto l'intero percorso con profondo coinvolgimento ed entusiasmo, aspetti fondamentali per un apprendimento significativo. Ogni singola attività ha infatti investito sull'interezza, senza trascurare quegli aspetti culturali e sociali della persona umana, che caratterizzeranno il cittadino di domani.
Si va in scena sul palcoscenico della vita reale, forti emozioni per piccoli e grandi, un messaggio di speranza proiettato verso un avvenire migliore. Questo è per noi il compito più importante e appassionante di una scuola davvero BUONA!

di Arianna Polvanesi e Simona Di Clemente
docenti dell'Istituto Comprensivo "Largo Cocconi" - Roma
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