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n.33 maggio 2013
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Articolo 'Educare e includere per una sc... >>>
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Educare e includere per una scuola che crea valore
l'Inclusività degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES)
di Infantino Aminta Patrizia - Orizzonte scuola
Di fronte alle diversità la scuola è sempre un cantiere aperto e i lavori in corso non finiscono mai; negli anni '60 era sull'aspetto caritatevole che si poneva l'accento, in seguito sull'aspetto clinico e oggi sull'aspetto educativo. La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, a cui sono seguite le Indicazioni Operative del 6 marzo 2013 suddivide i ragazzi con bisogni educativi speciali (BES) in tre categorie:

1) i ragazzi certificati con la legge 104/92 sull' integrazione scolatica e tutto quello di cui le persone disabili hanno diritto
2) i ragazzi certificati con la legge 170/10 la nuova legge sulla Dislessia
3) i non certificati che necessitano di Bisogni Educativi Speciali anche temporanei e vengono individuati dal team docenti.
Attraverso la stesura del piano annuale inclusività (PAI) vengono assegnati ai docenti di sostegno i ragazzi certificati dalla 104 per i quali viene redatto il piano educativo individualizzato (PEI) e, tutti gli altri (certificati L.170 e non certificati ) vengono presi in carico dal Consiglio di Classe al completo stabilendo nel piano didattico personalizzato(PDP) da cosa dispensare e come compensare la didattica delle varie discipline.

Problemi?
Sicuramente per l'insegnante coscienzioso qualche disagio si pone; cercherà di adattarsi, cercherà di evolversi, avrà qualche crisi di coscienza, un sovraccarico di lavoro, un aggravio sulle discussioni a causa dalle opinioni diverse e delle divergenze che coesistono all'interno del team, timore di indurre all'handicap, timore di abbandonare vecchi schemi, bisogno di nuovi input formativi, necessità di scoprire nuove risorse dentro di se e tanti altri innumerevoli disagi che, tra studi, approfondimenti, preparazioni di compiti personalizzati, incontri e altro contribuiscono a far sforare l'orario di servizio che si allontana sempre più dalle tanto discusse 18 ore. Aumentano i Docenti a rischio di affaticamento fisico ed emotivo e qualche sentimento di frustrazione per mancata realizzazione delle proprie aspettative
Soluzioni?
Certo, cogliere l'opportunità professionalmente, orientarsi sulle soluzioni e predisporsi all'apertura di nuove possibilità di crescita, puntare su nuove scommesse che consentiranno di mettersi in gioco, ampliare il proprio punto di vista, esprimere un atteggiamento costruttivo e positivo, imparare ad essere più flessibili, imparare a cogliere il piacere della diversità, ascoltare, informarsi, studiare per imparare l'arte dell'incoraggiare, valorizzare, accogliere, testare le diverse zone prossimali, sperimentare nuove modalità di apprendimento, incoraggiare i talenti individuali, sviluppare le potenzialità in maniera personalizzata e tanto altro ancora
Cosa si chiede ai docenti della scuola di oggi?
Viene richiesto di 'essere' educatori prima di 'fare' gli insegnanti con la massima apertura all'inclusività e di riflettere sulla personalizzazione dei bisogni speciali delle persone e sulle finalità da perseguire contestualizzando sempre. In ogni classe saranno inseriti ragazzi che avranno il bisogno di essere introdotti e integrati attraverso una didattica speciale che soddisfi i loro bisogni speciali. Occorre cogliere l'opportunità di operare strategicamente sull'individuazione dei bisogni speciali del singolo, introducendo occasioni di crescita per tutta la classe sperimentando le più innovative tecniche attive d'insegnamento spostandosi dalla solita e ripetitiva lezione frontale alle tecniche cooperative che permettono sia di scoprire la potenza del cervello del gruppo e sia di sperimentare tutti i talenti che i ragazzi possiedono (brainstorming, cooperative learning, al problem solving, ecc
Cosa cambia nella qualità e nel significato delle parole EDUCAZIONE e INCLUSIONE?

Educare significa costruire una cultura di pace ampliando al massimo il punto di vista della vita che permette di allargare la fiducia e il rispetto verso l'altro. L'educazione che si riceve in classe cambia l'esistenza di ognuno , la felicità dei bambini deve essere la nostra prima pre-occupazione. Per esser felici devono imparare il gusto di conoscere se stessi e l'altro, devono imparare il mutuo sostegno e la fiducia reciproca, devono sviluppare la capacità di creare valore per se e per l'altro realizzando se stessi e risvegliando l'amore e la curiosità per la conoscenza. Stimolare quel fuoco interiore che alimenta la curiosità del sapere che la psicopedagogia chiama motivazione intrinseca. Lasciamo che il ragazzo si conosca e permettiamogli di apprezzarsi: scegliamo se incoraggiare, valorizzare, bonificare il terreno dalle basi dell'asse affettivo-relazionale ( asse portante di tutta la struttura cognitiva) o se preferiamo sminuire, screditare, demoralizzare. Come?

Noi insegnanti possediamo strumenti che possono trasformarsi in armi arroganti e presuntuose, scarabocchi con la penna rossa con sottolineature pesanti e calcate, valutazioni che pesano come giudizi, correzioni su sbagli incorreggibili che non lasciano intravedere in alcun modo il valore dell'errore tanto decantato da Popper. Ma allora come trasformiamo il circolo vizioso in circolo virtuoso? Senza alcun dubbio onoriamo i loro talenti e incoraggiamo la loro crescita, siamo positivi, educati, rispettosi della loro personalità e della loro essenza. Se trasmettiamo fiducia, autostima, serenità permettiamo la fioritura completa del seme e se avremo bonificato il terreno permettendo la comprensione di sé e la curiosità del sapere le loro conoscenze si trasformeranno in competenze. Abbattendo le barriere relazionali che dividono il docente dall'allievo i ragazzi si troveranno accanto persone ''amiche'' che hanno il desiderio di lasciarli fiorire, emergere, brillare. Affermeremo il nostro ruolo senza nessun braccio di ferro, nessuna prevaricazione ma con la comunicazione assertiva che distinguerà il maestro saggio dal professore saccente.

Includere significa facilitare la classe a condividere sensibilità, emozioni, sentimenti, esperienze; creando empatia, autentica amicizia e fiducia si insegna a comprendersi l'uno con l'altro per creare una condizione di energia vitale che permette di innalzare l'affettività nel rispetto della natura diversa che ognuno ha. In anni di scuola insieme si cresce e ci si trasforma, non va snaturata la personalità di nessuno e nel rispetto delle individuali differenze di azione, di opinione, di intelligenze, di stili di apprendimento, si mantiene in classe uno spirito egualitario che rafforza la cooperazione tra i singoli esseri umani; condividendo le proprie risorse il gruppo acquisisce forza. Vivere sereni in classe permette una partecipazione più attiva che ne aumenta il senso di responsabilità e la soluzione più rapida e indolore ai problemi che inevitabilmente la vita comunitaria impone. Possiamo facilitare individuando i punti di forza di ognuno, le qualità che emergono in noi, le qualità che emergono nella relazione con l'altro. Per alcuni ragazzi il successo formativo è prioritario rispetto al successo scolastico e facilitare l'intelligenza emotiva appare prioritario rispetto all'intelligenza logico-matematica o linguistica o altro.


Patrizia Aminta Infantino, Counselor Olistico Pedagogico, Docente di Sostegno Scuola Superiore di primo grado "Cecco Angiolieri" - Roma
Autrice del libro Alunni Speciali. Apprendere l'inclusione a scuola. Ed La Meridiana 2012
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