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n.47 novembre 2014
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Educazione alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni
L'esperienza di UVA universolaltro
di Savelli Valentina - Intercultura
Il fenomeno migratorio in Italia, sin dal momento in cui si presentò come una consistente realtà negli anni Ottanta, ha sempre avuto una caratterizzazione anche religiosa. Questo dato, tutt'altro che secondario, ha dato vita ad una "pluralizzazione" delle appartenenze religiose che ha portato al centro del dibattito politico il tema della libertà religiosa.

La città di Roma, capitale dell'immigrazione, con la sua identità mutevole e inclusiva e le sue 172 diverse nazionalità ben rappresenta la "nuova" realtà italiana. Questo scenario, fin da subito, si è dimostrato il luogo ideale in cui è nata e, in modi diversi, si è declinata l'esperienza dell'associazione UVA universolaltro.

UVA è un'associazione di promozione sociale nata nel 2011 grazie all'entusiasmo e all'impegno di 16 studiosi con formazione in studi storico-religiosi. Il progetto, col passare del tempo, ha preso forma attorno alla convinzione che le religioni, attori rilevanti della nostra società, siano un possibile strumento di educazione alla cittadinanza. Infatti, se le religioni, necessariamente declinate al plurale, conservano un peso ed una funzione sociale, non può non esserci uno spazio per l'educazione a queste. Da qui l'esigenza da parte di UVA di operare principalmente nella scuola, luogo per eccellenza deputato all'Educazione.

Dall'università, dove i membri dell'associazione si sono formati e continuano a formarsi, verso l'altro - questa una delle possibili declinazioni del nome scelto per rappresentarsi -, per promuovere nelle scuole l'integrazione, l'interazione e il riconoscimento della diversità.

Seppur sempre più visibile e presente, il fatto religioso nelle scuole non viene sempre tematizzato nel modo corretto; talvolta, purtroppo, si insiste ancora su una dialettica riduttiva basata sulla contrapposizione tra "la religione degli italiani" e la "religione degli altri".
Il pluralismo religioso, se non adeguatamente interpretato e compreso, può trasformarsi, come di fatto è stato, in una minaccia e in fonte di violenza, inficiando la possibilità di costruire un modello aperto di cittadinanza democratica, laica e plurale.
Per tali considerazioni, pensando a cosa vuol dire educare alla cittadinanza, non si può prescindere dal fornire anche un'educazione interculturale, a cui è strettamente legata la conoscenza e l'analisi delle diversità religiose; la scuola, quindi, intesa come il luogo deputato alla formazione dei cittadini di domani, non può esimersi dal provvedere anche ad un'educazione alle religioni, intesa in senso storico e critico.

Uva, grazie ad un lavoro sinergico con gli insegnanti, propone dunque agli studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado delle periferie romane laboratori di "educazione alla cittadinanza attraverso la storia delle Religioni", articolati in 4 o 5 moduli.
I percorsi offerti, risultanti dalle diverse esigenze riscontrate nel corso degli anni, affrontano varie tematiche: dal tempo della festa alle diverse prescrizioni e scelte alimentari, dal simbolismo sacro dell'acqua alle differenze di identità e di genere.
Vengono analizzati gli aspetti delle religioni maggiormente diffuse in Italia quali cristianesimi, ebraismo, islamismo, buddhismo e induismo; uno spazio di riflessione è sempre dedicato ad una discussione sulle categorie di ateo e di agnostico, sì da promuovere una forma pluralista e democratica di convivenza sociale.
Il fine di UVA non è fornire un mero insegnamento "accademico": la giovane associazione degli storici delle religioni vuole essere, tramite la sua azione quotidiana, non solo uno strumento per contrastare possibili atteggiamenti di intolleranza ma anche uno stimolo per favorire le dinamiche dell'interculturalità e del rispetto dell'alterità.
Proprio in quest'ottica, da quest'anno, tenendo conto del mutevole mosaico delle fedi che caratterizza la città di Roma, verranno trattate anche le religioni sikh e shinto. I diversi percorsi proposti sviluppano inoltre iniziative peculiari legate ad attività pratiche come ad esempio la rappresentazione teatrale o la realizzazione artistica.

Metodologicamente il momento iniziale del brainstorming è di fondamentale importanza, non solo e non tanto perché permette di appurare quanto i ragazzi conoscano delle religioni e di scoprire secondo quali percorsi abbiano acquisito tali dati, ma soprattutto perché attraverso esso rivelano il loro modo di vedere e percepire loro stessi e gli altri. Tentare di sciogliere questo nodo è ciò su cui UVA cerca di lavorare maggiormente.
Talvolta, infatti, accade che l'elemento religioso diviene pretesto per offendere e ferire la sensibilità dell'altro o, al contrario, succede che l'appartenenza religiosa diventi motivo di orgoglio di fronte agli altri compagni.

UVA è un'associazione che si regge sull'autofinanziamento dei soci; tuttavia, previa partecipazione a bandi dedicati alla promozione di attività volte alla promozione delle conoscenze in ambito storico religioso al fine di superare forme di razzismo e xenofobia, sono risultati di grande sostegno i contributi ricevuti da alcune organizzazioni, come ad esempio l'Ufficio Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese-Unione delle Chiese Metodiste, il Dipartimento di Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (legge 383/2000). Grazie a tali fondi, l'Associazione ha potuto a svolgere un lavoro continuativo negli anni, offrendo gratuitamente alle scuole le proprie prestazione e creando così con alcune di esse forti legami di collaborazione.

Fondamentale affinché il lavoro frutti maggiormente, è la collaborazione col corpo docente: grazie ad essi, gli operatori riescono a definire e a selezionare gli argomenti e le linee guida da seguire durante lo svolgimento dell'attività offerta, cercando così di rispondere alle peculiari esigenze di ogni classe. Il sempre crescente numero di alunni stranieri ha portato infatti non solo nuove criticità, ma anche nuove possibilità educative, ed è attraverso l'analisi dei vari elementi di pluralità presenti nella scuola che si cerca di creare un percorso che porti gli studenti di origine italiana e straniera a un modello condiviso di cittadinanza responsabile.

Non tutte le realtà scolastiche con cui UVA ha interagito hanno risposto allo stesso modo; sono stati sporadici i casi in cui l'offerta di una visione laica e pluralista delle religioni ha creato disagi. Nella maggior parte dei casi si è creata una buona sinergia con insegnanti, alunni e scuole. In molti casi, infatti, la collaborazione ha dato vita ad una fidelizzazione della nostra esperienza laboratoriale con le stesse scuole, e in alcuni casi, addirittura con le stesse classi così da permettere un lavoro duraturo nel tempo e, di certo, molto più proficuo nei risultati.
UVA lavora per diffondere conoscenze e saperi in un ambito, quello storico-religioso, in cui dilaga, anche tra i più insospettabili, un manifesto analfabetismo e latenti pregiudizi. Riuscire a captare l'attenzione dei ragazzi delle scuole, che poi sono i veri protagonisti di questo lavoro, è il grande e difficile obiettivo di UVA. Loro, dietro i banchi di scuola e i corridoi umidi di edifici talvolta fatiscenti, sono lo stimolo che invita sempre a fare meglio.

D'altronde ce lo insegnano ogni giorno: non siamo tutti uguali, ma ognuno di noi con le proprie specificità, i propri interessi, la propria storia e la propria appartenenza religiosa - o l'assenza di essa-, è degno di rispetto ed ha dei diritti e doveri verso gli altri.
Lavorare affinché tale polivalente meticciato sia ricchezza e risorsa, anche quando nella quotidianità si presentano casi difficili da gestire, è quindi l'orizzonte cui, con abnegazione, guarda ogni giorno UVA-universolaltro.

Monica Di Pietro - Valentina Savelli

http://www.universolaltro.net/

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