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n.43 maggio 2014
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Articolo 'Emozioni a colori'  >>>
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Emozioni a colori
Quando il racconto prende forma
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
Qualche giorno fa ho avuto modo di seguire un'iniziativa organizzata dall'Institut Saint Louis de France di Roma, nel quale venivano presentati i lavori e gli stili di due illustratori, Simone Rea e Laurent Moreau.
Lo scopo era promuovere dei laboratori e degli incontri sui libri per l'infanzia e sul ruolo dell'illustrazione nel raccontare una storia.
A moderare l'incontro c'era Paolo Fallai, giornalista e scrittore che ha introdotto l'argomento e gli illustratori parlando del linguaggio riccamente evocativo dell'immagine, fondamentale nel raccontare una storia e di come questo linguaggio ci sia istintivamente proprio, parli così intimamente alle nostre emozioni e ai nostri pensieri.
Si nota infatti come, nonostante la differente formazione ed i differenti stili dei due illustratori, il linguaggio grafico-pittorico è decisamente immediato e quindi perfetto per comunicare con i bambini.

Simone Rea ha studiato all'Accademia delle Belle Arti di Roma ed ha quindi una formazione tradizionale, più vicina alle esperienze pittoriche più classiche -Bosh, Bruegel- che riporta meravigliosamente nei suoi libri.
Ha illustrato ultimamente le Favole di Esopo per le edizioni Topipittori, con un respiro artistico puro; le sue tavole hanno un sapore narrativo davvero speciale che immerge direttamente nelle antiche vicende di animali, con i loro vizi e le loro virtù, arricchite da riferimenti a pittori antichi e da sognanti legami con il fantastico, usando mirabilmente la luce.

Laurent Moreau si è formato invece all' École des Arts Decoratifs di Strasburgo, dove ha potuto sperimentare diverse modalità espressive e dove si è creato un suo stile assolutamente personale: diretto, con forti contrasti di colore, molto vicino all'esperienza grafica senza perdere il tratto pittorico.
Sperimentare dunque per trovare il modo migliore di raccontare, questo è l'insegnamento che più è rimasto a Laurent dei suoi studi a Strasburgo.
Tutto questo emerge prepotentemente dai suoi lavori, dalla potenza evocativa delle immagini, frutto di lunga elaborazione e di attente riflessioni.
Con "Dopo" (Orecchio Acerbo Editore), presentato all'ultima Fiera di Bologna con enorme successo, Laurent racconta di un ragazzo che si fa un sacco di domande sul "dopo", rendendo partecipe il lettore delle sue sensazioni e delle sue emozioni più diverse e lo fa con tratti semplici, quasi bambineschi, che lo avvicinano immediatamente alla sensibilità infantile.
Entrambi mi hanno colpito molto ed hanno fatto scattare la visualizzazione di una serie di possibilità operative da realizzare a scuola.

In particolare Laurent Moreau con il suo libro "A che pensi?", sempre edito da Orecchio Acerbo, in cui ha disegnato una serie di facce espressive collegate a delle emozioni che "si aprono" per mostrare cosa può esserci nella testa quando ci sentiamo in un certo modo, ha stimolato moltissimo l'ideazione di attività con i bambini.
Nelle sue tavole appare una faccia corrucciata che "dentro" ha una serie di serpenti aggrovigliati oppure un profilo sognante che "si apre" su un paesaggio marino.
Trovo che questa soluzione grafica sia ideale per affrontare ed approfondire dei percorsi di alfabetizzazione emotiva, così importanti nelle nostre classi.
Avere di fronte una modalità espressiva così potente offre un'opportunità di comprensione, di riconoscimento e di elaborazione davvero unica, da sfruttare sicuramente con i bambini.
Il linguaggio immediato di queste immagini permette infatti di trovarsi di fronte alle proprie emozioni, di prenderne quindi un po' le distanze - è il modo migliore di conoscerle e di valutarle! - per poi esprimerle praticamente, attraverso il disegno o la pittura.
Si può pensare un percorso articolato, arricchito da letture - mi vengono in mente L'alfabeto dei sentimenti di Janna Carioli, Rime di rabbia e Rime raminghe di Bruno Tognolini - e circle time ad hoc, in modo da esplorare tante emozioni diverse, da riconoscere, innanzitutto, per poi condividere ed anche saper superare - nel caso di situazioni che creano disagio - per poi ridisegnarle, seguendo lo stile semplice e d'effetto di Laurent Moreau, davvero a misura di bambino.
Si tratta quindi di offrire uno strumento, una possibilità espressiva in più che può essere utile nell'affrontare momenti critici all'interno del gruppo-classe o per vivere al meglio le situazioni di grande positività, nell'ottica di creare quel clima favorevole così essenziale per un apprendimento sano e proficuo.
Uno strumento ottimo quindi anche semplicemente per raccontare una colorata storia a lieto fine.

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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