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n.23 maggio 2012
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Oggi è il giorno:22 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Eppur (qualcosa) si muove!'  >>>
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Eppur (qualcosa) si muove!
Approcci (mentali) nuovi per gestire l'esistente (che serve!)
di Rosci Manuela - Editoriali
E' ancora presto per tirare le somme di un anno scolastico che volge al termine perché siamo ancora in un periodo molto fervido per la scuola. La conclusione dell'attività didattica con gli alunni prevista a breve per i più, lascia aperte ancora tante operazioni di differente natura.
La scuola primaria, non più coinvolta in procedure "d'esame" di fine quinta, ha tuttavia la necessità di mettere in ordine le carte, a volte anche un po' in fretta per lasciare del tempo di giugno alla preparazione dell'anno nuovo, quello che prenderà via a settembre. Registri e schede di valutazione da completare, riordino di cassetti e armadi, eventuali "traslochi di aula" per chi passa dalla quinta alla futura prima elementare ... In parte lo stesso impegno è dedicato dai prof della scuola secondaria di primo grado -l'ex media- che non sono direttamente coinvolti nelle prove d'esame di terza media.
Si ri-ordina!

Per la scuola secondaria di secondo grado l'attenzione è puntata su coloro che dovranno partecipare alla commissione per l'esame di stato, come membro nella propria scuola o in commissione esterna, mentre gli altri probabilmente hanno gli stessi impegni di sempre: mettere in ordine le carte.

Una riflessione sulla funzione dei documenti ufficiali e sulla loro utilità è affrontata dalla Dirigente scolastica Maretta Damiano nell'articolo: "Adempimento burocratico o strumento di lavoro?La compilazione dei "documenti ufficiali" che introduce un argomento a me caro, il docente "ricercatore" dentro una scuola che è un laboratorio continuo di ricerca psicopedagogica.
E' normale quindi pensare che la ricchezza di azioni e di pensieri che si producono nella scuola sia valorizzata come un bene inestimabile che contribuisce alla crescita di un paese, proprio perché avviene all'interno dell'istituzione che si prende cura della preparazione delle nuove generazioni.
Ma proprio perché la scuola si prende cura dei più giovani ha la necessità di comprendere sempre meglio come "funzionano" oggi i ragazzi, quali sfide lanciano ai docenti affinché questi continuino a ri-cercare il modo migliore per insegnare, educare, formare.

Poiché, tuttavia, la capacità di fare ricerca, meglio ricerca-azione, non è un habitus sempre sperimentato dai docenti che, invece, spesso indossano lo stesso vestito di sempre (stessa modalità di insegnamento trasmissivo), per tutte le occasioni (nello stesso modo per tutte le classi) e per tutti gli incontri (per un lasso di tempo che mediamente dura quaranta anni!) si comprende la necessità di puntualizzare cosa fare e come fare in un incontro dedicato, a cui ho avuto il piacere di partecipare anche se solo per un tempo parziale.

Mi riferisco alla Conferenza Nazionale per la Scuola dei NATIVI DIGITALI che si è tenuta a Roma venerdì 25 e sabato 26 maggio nella suggestiva cornice del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra , nel cuore di Roma, a pochi passi dal Pantheon. Organizzata dal Dipartimento Scuola del Partito Democratico ha avuto i toni giusti e propositivi di chi si occupa di apprendimento e giovani, formazione e innovazione, presente in vista del futuro dei singoli e di una nazione.
UN NUOVO ALFABETO PER L'ITALIA, il sottotitolo.

Hanno partecipato persone del mondo politico e universitario, giornalisti e pedagogisti, ricercatori.
E' intervenuto il Ministro Profumo ma anche i precedenti, il Prof Luigi Berlinguer e Fioroni. Significativa la lectio magistralis di Marc Prensky, esperto in apprendimento e istruzione, colui che ha coniato il termine "nativi digitali" in confronto con gli "immigrati digitali" (noi che abbiamo appreso questo linguaggio, non ci siamo nati!) e che ha provocato l'auditorio dichiarando di vedere ormai superata questa dicotomia in quanto nativi o no, oggi il digitale è parte integrante della vita di tutti, il presente e non più solo il futuro.
L'intervento di Francesco Antinucci - Direttore di ricerca dell'Istituto di scienze e Tecnologie Cognitive del CNR- ha continuato su questo filone affermando che il computer e la tecnologia si relaziona perfettamente con un modo particolare di funzionare del nostro cervello, con l'aspetto più primordiale che avevamo messo da parte, da quando cioè l'introduzione del libro e del simbolismo hanno orientato il nostro approccio verso un versante più astratto. Il computer invece sollecita l'apprendimento percettivo motorio che è un sistema antichissimo, che abbiamo in comune con i primati, e che permette di apprendere in maniera incosciente. E' il sistema di acquisizione a cui fa riferimento ad esempio il bambino quando gioca, quando tocca concretamente l'oggetto o la situazione, quando "simula" un'azione o un contesto. Antinucci ha parlato molto del gioco, della sua importanza, della "serietà" del gioco, ne ha parlato benissimo! Ma il suo contributo è stato di indicare il computer come una macchina che re-agisce, lo strumento oggi più potente per "simulare" un ambiente visuo- motorio (che confina con il gioco!) e che favorisce quindi l'apprendimento, in quanto permette di organizzare ambienti di esperienza molto ricca.
I bambini imparano in questo modo esperienziale.
I BAMBINI COSTRUISCONO LA LORO CONOSCENZA.

E gli insegnanti, come funzionano? Quanto sono in grado di gestire un apprendimento che, proprio grazie alle tecnologie, sembra recuperare quell'esigenza visuo-motoria indispensabile per costruire appunto la conoscenza? La Conferenza è stata certamente un ottimo stimolo seppur, con rammarico, molte cose dette, di senso, erano state dichairate già vent'anni fa!
A quando il cambiamento reale?
Quando saremo sereni, noi persone di scuola, di poter lavorare "concretamente" piuttosto che riempire la testa dei nostri alunni di nozioni?
Certamente le conoscenze acquisite sono una fonte di ricchezza personale e dell'umanità ma l'approccio all'insegnamento nell'era "presente" (e non futuribile) del digitale va ripensata da subito.
In che modo?

Certamente la formazione di base e la formazione in itinere dovranno svolgere un ruolo fondamentale, a detta dei più. E noi concordiamo e intanto raccontiamo esperienze concrete, di mani che si muovono e di sensi che si utilizzano e sviluppano, come nell'articolo di Antonia Melchiorre: non dimenticate di guardare il photogallery, per una integrazione di linguaggi (scritto e visivo) oggi vitale più che mai.

Intanto ...buona sistemazione di carte a tutti noi!

Manuela Rosci
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