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n. 87 novembre 2018
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Oggi è il giorno:17 Dicembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Europa, Europa
Uno sguardo verso il nuovo orizzonte comunitario
di Battisti Claudia - Long Life Learning
Ogni paese dell'Unione Europea (UE) è responsabile del proprio sistema di istruzione e formazione.
La crescita e la complessità del mercato globale hanno però portato l'istruzione e la formazione ad avere un ruolo strategico nei confronti delle nuove sfide dell'era contemporanea per preparare le nuove generazioni ad affrontarle.
La politica dell' UE, nel settore istruzione-formazione, ha l'obiettivo di coordinare, sostenere e assistere i processi di apprendimento dei singoli Stati membri, incoraggiandone la collaborazione e mettendo loro a disposizione risorse, strutture e opportunità.
Ad esempio l'Erasmus+ è un programma di mobilità, cooperazione e sostegno alle riforme; Europass è un'iniziativa finalizzata a realizzare trasparenza dei titoli e delle competenze per promuovere la mobilità geografica e professionale dei cittadini europei; EQF (European Qualification Framework) è un quadro di riferimento che funge da strumento di comparazione dei titoli di studio dei diversi Paesi; vi sono poi strumenti di tipo finanziario con i Fondi Strutturali e di Investimento Europeo, ed altro ancora.

Il programma ET2020 (Education and Training 2020), nato a seguito della revisione dalla Strategia di Lisbona, ha fissato quattro obiettivi comuni per tutti i Paesi, da raggiungere entro il 2020:
-rendere reali l'apprendimento permanente e la mobilità;
-migliorare la qualità e l'efficienza dell'istruzione e della formazione;
-promuovere l'equità, la coesione sociale e la cittadinanza attiva;
-incoraggiare la creatività, l'innovazione e lo spirito di imprenditorialità a tutti i livelli di istruzione e formazione.

Con questo quadro strategico di riferimento, ogni Paese dell'Unione potrà indirizzare le proprie scelte di politica scolastica verso il cambiamento, mettendo in campo riforme legislative adeguate e fornendo alle scuole le linee guida necessarie per diventare il motore stesso del cambiamento.
Con la precedente Raccomandazione del 2006, l'Unione Europea invitava gli Stati membri a sviluppare nelle loro strategie di insegnamento-apprendimento le "otto competenze chiave per l'apprendimento permanente", indispensabili per ogni cittadino che vive in una società in continua e rapida trasformazione.
Il sistema scolastico italiano, adeguandosi a tale Raccomandazione, emanava il D.M. 139 del 2007 "Regolamento recante norme in materia di adempimento dell'obbligo d'istruzione" e assumeva come orizzonte di riferimento le competenze chiave per l'apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea.
Tali Competenze, articolate in quattro Assi Culturali (Asse dei linguaggi, Asse matematico, Asse scientifico-tecnologico, Asse storico-sociale), da conseguire a conclusione dell'obbligo d'istruzione, poiché da sole non esaurivano tutte le competenze chiave europee per l'apprendimento permanente, venivano affiancate dalle Competenze Chiave per la Cittadinanza, da conseguire sempre a compimento dell'obbligo scolastico.

A distanza di dodici anni, il Consiglio d'Europa ha da poco adottato una Nuova Raccomandazione sulle competenze chiave che sostituisce e rinnova il precedente dispositivo. Il nuovo documento, del 22 maggio del 2018, tiene conto da un lato delle profonde trasformazioni economiche, sociali, culturali, tecnologiche degli ultimi anni e dall'altro della persistenza di gravi difficoltà nello sviluppo delle competenze di base, così come riportato dagli esiti delle indagini OCSE-PISA (Programme for International Student Assessment), per quanto concerne le competenze di lettura, matematica e scienze sui quindicenni, e del programma OCSE-PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies), sugli adulti, dalle quali risulta che solo una ridotta percentuale padroneggia i livelli più bassi di alfabetizzazione.

Emerge pertanto una crescente necessità di nuove competenze imprenditoriali, sociali e civiche, indispensabili per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai continui e veloci cambiamenti. Del resto dal 2006 al 2018 le modalità di insegnamento e di apprendimento si sono evolute rapidamente: il maggior decollo delle tecnologie, la diffusione dell'insegnamento a distanza, l'apprendimento informale con l'uso di dispositivi digitali mobili, si riflettono sulle opportunità di acquisizioni di competenze e sul diritto ad un'istruzione e ad una formazione di qualità ed inclusive, per partecipare fruttuosamente alla vita sociale e al mercato del lavoro, evitando il rischio della disoccupazione, della povertà e dell'esclusione sociale.

Le nuove competenze chiave pertanto, definite come una combinazione tra conoscenze, abilità e atteggiamenti, sono quelle di cui ogni cittadino ha bisogno per partecipare pienamente alla società e gestire con successo le transazioni nel mercato del lavoro.
Elementi quali il pensiero critico, la risoluzioni di problemi, il lavoro di squadra, le abilità comunicative e negoziali, le abilità analitiche, la creatività e le abilità interculturali, sottendono a tutte le competenze chiave.
"Esse si sviluppano in una prospettiva di apprendimento permanente, dalla prima infanzia a tutta la vita adulta, mediante l'apprendimento formale, non formale e informale in tutti i contesti, compresi la famiglia, la scuola, il luogo di lavoro, il vicinato e altre comunità. Le competenze chiave sono considerate tutte di pari importanza..." (Raccomandazione del Cons. EU del 22 maggio 2018).

Una lettura sinottica delle due versioni mette in risalto l'avvenuto allargamento degli orizzonti, pone l'attenzione alla complessità dei contesti ed evita le semplificazioni delle metodologie e dei programmi propri dell'istruzione formale.
Il richiamo alla competenza imprenditoriale, alle competenze negli ambiti delle STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e alla competenza in materia di consapevolezza culturale, sottolineano il superamento dei confini delle "materie tradizionali" e il procedere verso un apprendimento capace di rispondere alle richieste di una società liquida e complessa mediante l'attivazione del pensiero critico e computazionale, della creatività e della cooperazione e in ultimo, ma non ultimo, del valore della sostenibilità inteso come partecipazione ad un processo di formazione che promuova stili di vita sostenibili, diritti umani, parità di genere, solidarietà, inclusione e il principio della cittadinanza globale.

Perché tutto ciò sia possibile è necessario che la nuova Scuola, la Scuola del terzo Millennio, sia in grado di progettare con flessibilità, coinvolgendo il territorio in cui opera, superando la divisione tra apprendimento formale, informale e non formale: in una "scuola possibile", tutto è possibile!

TUTTI I LINK UTILI
Erasmus +

Europass

EQF

ET 2020 MIUR

ET 2020 -lascuolapossibile

Raccomandazioni 2006

DM 138/2007

OCSE PISA

OCSE PIAAC




Claudia Battisti, docente di sostegno dell'IC "Maria Montessori" e tutor nei corsi Sysform
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