Torna nella homepage
 
Numero: 4 -Marzo 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Faccio solo domande!!'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
Faccio solo domande!!
Io non parlo...ascolto
di Ruggiero Patrizia - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
Sono "insegnante di sostegno" nella scuola media da venti anni. Ho conosciuto molte situazioni scolastiche diverse (sono in genere incuriosita dai cambiamenti), ho raccolto, così, tante esperienze che ho potuto fare mie: il mio bagaglio è il modo di fare lezione dei miei colleghi che ho potuto vedere in azione e confrontare.
Ma soprattutto ad un certo punto della mia vita mi sono messa alla ricerca di qualcosa che mi aiutasse a crescere personalmente e professionalmente: ho fatto un corso di counseling professionale triennale. Lì ho preso una parte che ho poi utilizzato molto nel mio lavoro: sicuramente l'esperienza della comunicazione efficace è stata un grande passaggio così come l' ascolto attivo. Mi sono poi appassionata di gestione dei conflitti e ho continuato a fare corsi e studiare su questo argomento.
Un altro punto importante è derivato dalla mia formazione in psicomotricità, dove ho preso soprattutto l'impostazione del problem-solving e del team- building.
Così spesso, molto spesso quando mi capita di sostituire i miei colleghi, di "fare lezione" sui più disparati argomenti, non essendo affastellata di contenuti da trasferire e preferendo ascoltare anzicchè parlare, ho sperimentato un metodo molto nuovo (anche perché non l'ho mai visto fare !).

Tecnicamente ho abbinato una forma di apprendimento attivo alla agevolazione e conduzione del gruppo passando per il problem solving.
Utilizzzo la comunicazione efficace e punto il focus sul processo di apprendimento oltre che sui contenuti.
Ecco un esempio: "parto dal libro di testo".
(Oggi i libri sono una fonte meravigliosa, ricca di spunti e attività e invece capita che restino intonsi per tutto il triennio.)
Gli faccio aprire il libro su un argomento scelto da me in base al programma che stanno facendo in quella disciplina e via alle domande. Lascio parlare loro, faccio solo domande, semmai anche banali per invitare il più debole a mettersi in gioco e parto veloce a chiedere descrizione di immagini, lettura di tabelle, cartine, faccio rilevare parole chiave, metto in evidenza numeri e chiedo relazioni, propongo di ideare schemi e li metto a confronto, chiedo sintesi, ecc ecc. Nonché costantemente chiedo loro come hanno acquisito informazioni, dove hanno focalizzato l'attenzione, da dove hanno cominciato, come hanno fatto a capire, a ricordare, a collegare. Stimolo curiosità, evito di dare risposte e magari li lascio in sospeso, con la voglia di andare a cercare qualcosa...e qualcuno lo fa.
Io mantengo il mio ruolo di direttore: dò io la parola, scelgo io chi e quando deve parlare. Io ho la bacchetta, ma dò a loro lo strumento: inizialmente il contenitore è rigido e fanno un po' fatica a rispettare le regole -sono solo tre- sulle quali sono molto ferma.
Ma io li ascolto.
Le mie parole non superano 1/20, 1/25 del tempo totale a disposizione, non li interrompo, evito di correggere, semmai dò la parola ad altri, restituisco, rispondo, sono attenta, li guardo, li sostengo...e il mio ascolto lentamente imparano ad applicarlo.

Proteggo lo spazio dei più timidi, utilizzo le intuizioni dei più pronti, tengo a bada i più esuberanti. Verifico che abbiano capito, che stiano al passo. Li incoraggio, premio i più attenti e partecipi, i più creativi, i più ordinati, quelli che hanno fatto un progresso anche minimo.
Il clima di positività che si crea li porta a rischiare di sbagliare, a mettersi in gioco, a provarci.
Li valuto, li aiuto a misurarsi, perchè sappiano quanto prima come hanno lavorato e si domandino costantemente come possono migliorare.
GESTISCO IL GRUPPO MENTRE STIMOLO APPRENDIMENTI e produco PROCESSI di apprendimento

E incredibilmente: TUTTI imparano qualcosa in classe e perfino molti aprono il libro a casa, anche quelli ormai imbalsamati si animano, vengono addirittura incoraggiati dai compagni e tutti sono interessati alla mia valutazione, che tra parentesi non compare da nessuna parte, perché a loro serve, evidentemente gli è utile.

E io sto bene e mi diverto.

Patrizia Ruggiero Docente di sostegno SMS Fellini - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito lunedì 14/05/2018 ore 21:47 da ester de tullio
ritengo molto stimolante per gli alunni il metodo didattico descritto nel brano" io non parlo...ascolto". Dovrebbe essere più conosciuto e utilizzato nelle scuole.
inserito sabato 06/02/2016 ore 08:36 da Lorena Cinzia D'Angelo
Partire dallo studente invece che dai contenuti è senz'altro un modo innovativo e di grande crescita professionale, non solo per lo studente che apprende i contenuti attraverso processi metacognitivi in cui è chiamato a 'costruire' la propria conoscenza, ma anche per il docente stesso che a sua volta 'riflette' su ciò che ha trasmesso. Si crea infatti un rapporto di circolarità tra sudente e docente, dove gli apprendimenti non vengono intesi come 'noiosi' da parte dello studente e non temono la valutazione poichè essa è in un certo qual modo già implicita nelle loro risposte. E' un modo nuovo di fare scuola dove l'apprendimento è incentrato sull'alunno e vissuto come una scoperta attraverso attività finalizzate al 'problem solving', ad attività di cooperative learning, a forme di apprendimento attraverso tutoraggio tra pari. Un tessuto ricco, ma che ancora fa fatica ad entrare nella realtà di molte scuole italiane.
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional