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n.39 gennaio 2014
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Insegnanti con BES
Il bisogno di educare alla specialità
di Pellegrino Marco - Inclusione Scolastica
Immagine pubblicata su istitutocomprensivochiarelli.it
Immagine pubblicata su istitutocomprensivochiarelli.it

Questo articolo è l'inizio e la presentazione di una serie di interventi che seguiranno e che trattano la realtà dei BES, vista però dalla parte degli insegnanti, attori principali di una rivoluzione che merita di essere affrontata con il pieno delle risorse professionali e con consapevolezza ed onestà, perché sono gli insegnanti ad operare direttamente e concretamente sul campo e a vivere a 360 gradi la formazione, fatta di successi e traguardi raggiunti ma anche di difficoltà, vicissitudini ed ostacoli che spesso interferiscono e rallentano i processi.

Perché "Insegnanti con BES"?

Se gli alunni sono i soggetti a cui si indirizzano le attenzioni e i destinatari dei progetti elaborati, sulla base delle esigenze da loro manifestate lungo il percorso di vita scolastica, gli insegnanti sono i promotori e i produttori di situazioni e di contesti educativi idonei e funzionali a rendere l'esigenza oggetto di osservazione prima, dato di riflessione e discussione poi, e infine elemento di progettazione e di attuazione. Gli alunni hanno diritto a vivere in un contesto stimolante, di benessere, di scambio e crescita globale, in cui i BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI si integrano e si fondono per dare vita ad un insieme in cui l' individualità è rispettata e valorizzata e il bisogno è speciale nel senso positivo della parola; gli insegnanti, al contempo, hanno BISOGNO DI EDUCARE ALLA SPECIALITA', e per bisogno non si intende tanto il diritto, né il dovere a farlo, ma è lo stato di necessità che va preservato e nutrito costantemente perché in esso è conservato il segreto del successo formativo.

L'"Insegnare alla specialità" non va considerato un onere professionale o un ulteriore ordine da eseguire, tantomeno un aggravio di compiti e di responsabilità, anzi rappresenta la possibilità, o meglio le possibilità, per gli insegnanti di operare al meglio, utilizzando le risorse in modo congeniale e produttivo, di dare spazio e valore alle proprie conoscenze e competenze, di esprimere la creatività, di continuare a formarsi e ad accrescere il proprio patrimonio umano e personale, grazie anche all'incontro, al confronto e allo scambio con nuove figure, nuove realtà, e di esercitare il tutto con dei margini ampi di autonomia, legittimamente prevista e riconosciuta. La "scuola possibile" è la scuola che guarda i cambiamenti in modo positivo e costruttivo, offre possibilità a sua volta e mette in grado tutti i componenti di esercitare al meglio la funzione e di esprimere la propria personalità. Non è la scuola dei "voglio", perché le singole volontà spesso cozzano con la realtà spigolosa e farraginosa e presto si tramutano in frustrazione e delusione, nemmeno quella dei "devo", perché gli imperativi e le costrizioni generano oppressione e repressione. Il "posso" consente di riconoscere le condizioni favorevoli per mettere in atto ciò che si ritiene più opportuno ed efficace e di affrontare la difficoltà, evitando l'impasse e scongiurando i conflitti che potrebbero sorgere tra le diverse parti operanti, e di tenere sempre aperto il dialogo, seppure forte e deciso, tra le stesse.

Oltre al generale e fondamentale bisogno di insegnare alla specialità, la definizione "Insegnanti con bes" può far riferimento anche ai tanti bisogni specifici di ciascun insegnante, quelle situazioni di disagio, a volte di sconforto e di fatica che potrebbero assumere in alcune fasi dimensioni tali da compremettere il regolare svolgimento del lavoro e far crollare la passione, le sicurezze acquisite negli anni e lo slancio creativo, vitale per una professione incentrata sul contatto umano continuo. Questi stati, seppure momentanei, vanno affrontati in modo adeguato e contingente, ma soprattutto prevenuti con una serie di interventi più o meno mirati che non riguardano le scelte personali di ciascun insegnante ma quelle adottate dal sistema-scuola, dalla politica nazionale, dalle realtà scolastiche locali, fino a quelle dei contesti micro-scolastici e dei gruppi di lavoro singoli.
La scuola è stata interessata negli ultimi anni, e lo è tuttora, da continui cambiamenti che ne hanno messo a dura prova la stabilità e hanno costretto gli insegnanti a compiere salti mortali e peripezie per la formazione iniziale, per l'ascesa nelle graduatorie e per la ricerca di una stabilizzazione dei contratti precari. Non sono esclusi dai disagi gli immessi in ruolo e gli insegnanti ormai immessi da anni che comunque si trovano a vivere ogni giorno situazioni vacillanti, carenti e non soddisfacenti sul piano retributivo e pratico e anche su quello del riconoscimento sociale. Per questi motivi è importante seguire un vademecum che possa consentire ad ognuno di tenere sempre saldi alcuni aspetti della professione: l'autocontrollo, la flessibilità, la ricerca, la formazione continua e lo spirito di collaborazione. La Direttiva sui BES è da consideararsi quindi l'occasione giusta per rinsaldare tali aspetti, ma è necessario che la politica nazionale si faccia carico dei problemi reali e organizzativi della scuola e ponga le condizioni di base per rendere attuabile un quadro legislativo pregno e ricco di spunti teorici che però rischiano di rimanere tali a causa delle lungaggini burocratiche e dell'insufficienza di risorse, di mezzi e di strumenti.

Nei prossimi articoli si descriveranno e affronteranno più da vicino le situazioni specifiche vissute dagli insegnanti: dal docente con "deficit di creatività" a quello "borderline collaborativo", da quello affetto da "urlite acuta" a quello con "disturbo d'ansia di formazione", a quelli con disagio socio-economico (quasi tutti, dati gli stipendi) e a tanti altri ancora; si proporranno idee, spunti di riflessione e buone pratiche per gestire al meglio tutti i momenti critici, per sdrammatizzare e allo stesso tempo immedesimarsi direttamente nei bisogni altrui, modo questo vincente per essere realmente capaci di sostenere ed educare gli altri.


Marco Pellegrino docente di sostegno I.C. Viale Adriatico-Roma
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